Voucher: il Governo si è abrogato da solo

Laura Castelletti, 18 marzo 2017 » non mi piace, politica

Il nostro gruppo consiliare Brescia per Passione ha inviato ai giornali un comunicato stampa sulla scelta, per noi sbagliata e sciagurata, di soppressione dei voucher da parte del Governo. Di seguito pubblico il nostro documento

 

 

Quello dei voucher non è un tema strettamente amministrativo, ma chi governa una città non può perdere di vista le ricadute che scelte di Governo come questa hanno sui propri cittadini. Abrogare i voucher spalanca le porte a un lavoro nero senza tutela non solo per giovani, pensionati e cassaintegrati, ma per centinaia di migliaia di persone di ogni sesso, età e ceto sociale.

Ad un errore (il Referendum) il Governo risponde con uno sbaglio.

Andavano evitati gli abusi, andavano regolamentati e controllati meglio (non dimentichiamo che le ore lavorate con voucher corrispondono a malapena all’1% del totale ore lavorate in Italia), invece si governa in base agli umori.

 

 

 

 

Questa scelta dimostra una discrasia fra chi deve regolamentare il mondo del lavoro e chi lavora e crea lavoro.

I voucher non erano certamente privi di difetti, ma tanti miglioramenti avrebbero potuto renderli ancora più efficaci. L’aumento esponenziale dell’uso dei voucher negli ultimi anni, sostanzialmente a livelli occupazionali invariati, dimostra come oggi più che mai siano lo strumento nella storia del lavoro che ha fatto emergere il maggior numero di lavoratori in nero precedentemente mai individuati o forse ignorati.

E deve essere chiaro a chi governa, come lo è chiaro a chi lavora e a chi crea occupazione, che l’eliminazione dei voucher non farà diventare quei lavoratori dipendenti, li farà invece ritornare nel baratro del lavoro sommerso senza tutele, certezze e sicuramente senza quelle poche garanzie e diritti che oggi i voucher danno.

 

 

 

 

 

Abolire i voucher peggiorerà il lavoro precario in Italia, soprattutto perchè chi governa non esprime contemporaneamente proposte e strumenti alternativi che possano sostituirli.

A non funzionare non era il sistema di emissione ma quello dei controlli. Controlli doverosi dello stesso Stato che, non in grado di effettuarli, ignora il problema e ci fa tornare ai tempi in cui si faceva finta che gran parte dei lavoratori occasionali non esistessero.

 

 

 

 

Le badanti torneranno a non comparire per le casse previdenziali, cosi come le assistenti domestiche, i lavoratori stagionali, le commesse che svolgono poche ore nei negozi per i weekend, i lavoratori dei locali notturni, le hostess in fiera, i lavoratori delle associazioni di volontariato, il mondo dell’agricoltura, gli steward negli stadi e via dicendo.

 

 

 

 

Si accusa il mondo del lavoro di aver utilizzato i voucher per pulire solo parzialmente il lavoro nero, al parziale lavoro nero questa scelta preferisce il totale lavoro sommerso.

Raccogliamo anche la preoccupazione del mondo del volontariato e del Terzo Settore che proprio in città ha incominciato un percorso con il progetto “Dignità e Lavoro” , di cui il Comune è parte attiva, che ha saputo dare aiuto a più di 160 persone in difficoltà attraverso l’attivazione di lavoro retribuito con voucher. Che ne sarà di loro?

 

 

 

 

In Parlamento sono depositate varie proposte di legge (alcune firmate anche da parlamentari bresciani) che tentavano di migliorare e ordinare il sistema di emissione, i limiti di utilizzo, le modalità e la categorie ammesse.

 

 

 

 

Invece di far lavorare il sistema legislativo, si è decisa la resa per ragioni meramente politiche, simboliche ed ideologiche. Si poteva pensare a livelli salariali minimi più alti nei weekend e nelle ore notturne, a maggiori tutele per i lavoratori, al miglioramento dei sistemi di comunicazione degli orari da parte del datore di lavoro per renderli più flessibili alle esigenze, si poteva colpire chi fa un uso sfrenato dei voucher rispetto al fatturato e al numero totale dei dipendenti, si potevano effettuare controlli più stringenti e numerosi, si poteva valutare la possibilità di togliere i voucher alle medie e grandi aziende che hanno altri strumenti a disposizione. Si potevano fare tante cose, si è scelto di non mettere mano alla questione e far tornare tutto come prima, se non peggio.

 

 

 

 

 

Si tratta di una scelta pavida di un governo che dopo essere stato sconfitto sulla Costituzione teme di esserlo anche sul Lavoro e pensa di salvarsi sacrificando i più deboli. Riesce così, in un colpo solo, a regalare una vittoria ai nemici del voucher ( CGIL in testa, quella che ai voucher ha attinto a piene mani), una vittoria senza neppure lo sforzo di fargli raggiungere il quorum ed evitando pure una ulteriore guerra fratricida nel Partito Democratico.

 

 

 

 

Purtroppo per far questo sceglie di sacrificare chi usava i voucher in modo regolare e chi finalmente veniva messo in regola. Ci troviamo in presenza di un Governo che subisce pressioni politiche e populiste e sceglie di abdicare al riformismo.

Ascoltando in queste ore i commenti di tanti bresciani sull’argomento risulta chiaro che il Governo e il Partito Democratico non si sono resi conto, oltre che del grave danno prodotto, dell’impopolarità della scelta.

 

 

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