Verifica degli stanziamenti per l’Asse Sociale del Contratto di Quartiere “Torre Tintoretto”

Laura Castelletti, 9 luglio 2010 » Loggia, non mi piace, Senza categoria, urban center

Ho presentato, con i capigruppo dell’opposizione e alcuni consiglieri comunali una nuova interpellanza. Ecco il testo

INTERPELLANZA

Oggetto: Verifica degli stanziamenti per l’Asse Sociale del Contratto di Quartiere “Torre Tintoretto”

I sottoscritti Consiglieri Comunali

Premesso che il Contratto di Quartiere della Torre Tintoretto, di proprietà Aler, prevede un impiego di risorse per circa 40 milioni di Euro per la sistemazione abitativa di circa 185 nuclei familiari;

Rilevato:

  • che il Contratto prevede anche un Asse di Coesione Sociale d’intervento di circa 3 mln. di Euro, per forme di sostegno e di accompagnamento degli inquilini della Torre Tintoretto e per eventuali altri nuclei familiari coinvolti dal Piano Mobilità;
  • che nelle precedenti versioni, su tale Asse (riguardante una sola Torre, ma con previsione di raddoppio della spesa per la successiva Torre Cimabue) erano state appostate cifre tra loro molto diverse, in particolare (con arrotondamento degli importi):
  • ottobre 2007
    Giunta Corsini: intervento globale 18 mln di euro, Asse sociale 750 mila euro
  • settembre 2008
    Giunta Paroli (1° progr): intervento globale 24 mln di euro, Asse sociale 4,6 mln di euro
    aprile 2009
  • Giunta Paroli (2° progr.): intervento globale 40 mln di euro, Asse sociale 4,2 mln di euro
  • settembre 2009
    Giunta Paroli (3° progr): intervento globale 40 mln di euro, Asse sociale 3 mln di euro
  • che nel quadro della suddivisione degli impegni per la realizzazione delle diverse azioni sociali sono state coinvolte all’incirca 15 realtà: cooperative sociali e associazioni del volontariato, sindacati dei lavoratori e degli imprenditori, istituzioni locali, finanziati sulla base dello stanziamento ipotizzato di circa 3 mln di euro;

Considerato:

  • che nella suddivisione delle risorse, prevista dal piano dettagliatamente definito (che ripartisce 2,920 mln di euro in cinque anni), la parte più consistente dei finanziamenti, pari a circa 2,066 mln di euro (corrispondente a circa il 70% dell’intero stanziamento), verrebbe assegnato a due sole imprese cooperative, Elefanti Volanti ed Andropolis (oggi confluite in un’unica impresa, derivante dalla loro fusione, e denominata Consorzio EVA), mentre mediamente alle altre realtà verrebbe assegnata soltanto la cifra simbolica di circa: 65 mila euro, pro capite;
  • che per generiche attività formative, di monitoraggio, di raccordo tra gli attori locali, di coordinamento di azioni, di analisi dei bisogni, di mappatura di opportunità occupazionali, valutazione dei bisogni, studi, conferenze di informazione, vengono investite nell’arco di ben 5 anni risorse superiori ad 1,5 mln di euro (ovvero più del 50% dell’investimento totale);
  • che sulla base della normativa riguardante l’ATS (Associazione Temporanea di Scopo) Associazioni e Cooperative diventano, in quanto componenti dell’ATS, affidatari e gestori diretti delle attività, senza gare di appalto e senza poter assicurare obbiettivamente i necessari criteri di economicità e di trasparenza;
  • che la dott.ssa Gisella Pricoco è stata, nella prima fase del Contratto di Quartiere, presidente degli Elefanti Volanti ed, attualmente, è vicepresidente del CdA e rappresentante dell’impresa del Consorzio EVA (Elefanti Volanti e Andropolis) e, contemporaneamente, nell’ambito dell’Unità operativa del Contratto di Quartiere, è la Coordinatrice istituzionale dell’Asse della Coesione sociale, quindi responsabile in prima persona per la stessa proposta di organizzazione e ripartizione di funzioni, attività e finanziamenti.

Considerato, inoltre,

  • che, sulla base dell’analisi svolta dai Servizi Sociali, soltanto una trentina di nuclei familiari su 185 evidenziano particolari problematicità;
  • che a fronte di una sistemazione di nuclei familiari risulta ingiustificato un impiego così rilevante e sproporzionato di risorse, come mai è avvenuto per la sistemazione di nuclei familiari di edilizia residenziale pubblica, per la durata di cinque anni, e con attività genericamente definite e non corrispondenti ad un uso razionale di risorse, con la certezza di lasciare insoddisfatta in altri settori la domanda per altre gravi emergenze abitative;
  • che ai 185 nuclei familiari interessati (cui si aggiungerebbero altri 40-50 nuovi nuclei familiari) oltre ad assegnare con finanziamento pubblico un alloggio, nuovo o ristrutturato, dal costo medio di 150 mila euro, con pagamento di un canone sociale, si aggiungerebbero, per ciascun nucleo, ulteriori 16 mila euro per attività di accompagnamento e di sostegno;

INTERPELLANO

la Giunta Comunale

per conoscere:

  • se con riferimento all’Asse sociale, pur necessario, non si rilevi un’insostenibile sproporzione nell’impegno delle risorse pubbliche, poste principalmente a carico del Comune, tale da non essere compatibile con sostenibili forme di intervento e di accompagnamento, a fronte di emergenze abitative del tutto insoddisfatte in altri settori e a fronte delle gravi difficoltà finanziarie dei Comuni;
  • se non si ritenga che lo stanziamento prevalentemente indirizzato ad una sola Associazione (Consorzio EVA), nell’ordine del 70% circa, non contraddica in maniera esplicita il più ampio coinvolgimento delle diverse Cooperative ed Associazioni, coinvolte a suo tempo al fine di essere partecipi della realizzazione del Contratto di Quartiere, come peraltro richiamato negli indirizzi generali del Contratto stesso;
  • se non ritenga che vi sia un evidente conflitto di interessi tra la funzione di presidente, prima, e poi di vicepresidente e rappresentante delegato del Consorzio EVA, a cui viene assegnato il 70% circa dei finanziamenti ed il ruolo di coordinamento dell’intero Asse sociale, direttamente interessato e responsabilizzato nella definizione di compiti, gestione di attività e di relativi finanziamenti alle varie Associazioni e Cooperative. In assenza, peraltro, di gare di appalto, che garantiscano par condicio, trasparenza, obiettività di rendicontazione, ma solo attraverso affidamenti diretti ai componenti stessi dell’ATS;
  • se non si ritenga indispensabile ridiscutere sostanzialmente i parametri di assegnazione delle risorse alle diverse realtà associative, nonché dimezzare l’importo dell’Asse sociale, al fine di intervenire solo sul reale bisogno delle famiglie ed in modo da poter impiegare una parte rilevante delle ulteriori risorse sul fronte di altre emergenze sociali ed abitative;
  • se non si ritenga prioritario un investimento per l’emergenza degli sfratti che ha colpito famiglie di lavoratori in cassa integrazione e disoccupati, a favore delle giovani coppie e degli studenti, nonché per ridurre liste di attesa di circa 2500 famiglie, finora ampiamente insoddisfatte, considerando soprattutto che famiglie di lavoratori dipendenti con figli a carico, non riescono mai a guadagnare le posizioni utili nella graduatoria.
  • se risulta esser vero quanto reso pubblico dalla stampa locale, ovvero che alcune Associazioni, le cui attività erano previste per l’Asse sociale, non sono state portate a conoscenza del Piano, dei criteri di ripartizione, o in ogni caso sufficientemente informate e coinvolte.

I consiglieri comunali Claudio Bragaglio,   Emilio Del Bono ,Laura Castelletti, Donatella Albini,    Alfredo Cosentini , Luciano Cantoni, Luigi Gaffurini e Valter Muchetti

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