Uomini che non rispettano le donne

Laura Castelletti, 7 luglio 2010 » donne, non mi piace

In un momento in cui la violenza sulle donne affolla le cronache nere dei giornali un amico mi scrive : ” pensa che quando mi capita di camminare di sera e ho davanti una donna e non c’è in giro quasi nessuno, mi viene da andare sull’altro marciapiede o di superarla, affinché non si senta seguita. Credo non sia il principale pensiero che viene alla maggior parte degli uomini”. No, in effetti non devono essere in molti ad avere questa sensibilità.

il discorso stride ancora di più se penso alle ex fidanzate assassinate in questi giorni, in diversi luoghi d’italia, semplicemente perchè non volevano sottomettersi o  perchè avevano scelto strade diverse. questo ci ricorda di come non si debba mai abbassare la guardia su uno dei crimini più odiosi che, soprattutto tra le mura domestiche, conta fin troppe vittime. sconcertante  è anche la sentenza di questi giorni della cassazione che ha assolto un marito, accusato dalla moglie di  maltrattamenti, già condannato ad otto mesi di reclusione, poichè la donna aveva un “temperamento forte” e, quindi, non soccombeva di fronte ai soprusi dell’uomo. si tratta di una  inaccettabile miopia da parte dei giudici della cassazione. la violenza, la “volontà sopraffattrice“, come  è stata definita dai giudici, non pesa più o meno a seconda del carattere della vittima. relativizzare la violenza, vuol dire  in qualche modo armare il violento, esserne complice e permettergli di scegliere se colpire o meno, peggio ancora di essere giustificato,  in base a come percepisce il suo bersaglio. non vi pare poi paradossale che per essere protette dalla violenza di genere noi donne dobbiamo frignare, disperarci e farcela sotto dalla paura: cioè, per capirci, sottometterci al maschio che ci maltratta? non è davvero singolare che per essere protette dal maschilismo noi donne siano costrette a praticare questi atteggiamenti? a me pare una follia.

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2 Responses to “Uomini che non rispettano le donne”

  1. roberto ha detto:

    Ricordati Laura che viviamo in un paese che ha fatto diventare reato gli atti persecutori (legge sullo stalking), solo poco tempo fa e solo grazie all’intervento di un ministro donna.
    Certo non è una giustificazione, anzi semmai è un’aggravante, ma da l’idea di come poco venga considerata la donna nel nostro paese.

  2. Carlos Mac Adden ha detto:

    Spero di non cadere nella sempre pronta trappola della retorica, ma il rispetto nasce in larga parte dalla conoscenza. Può apparire banale o demagogico ma “conosciamo” sempre meno, diamo per scontate molte, troppe, cose. Il non sapere dialogare, il trovarci in imbarazzo quando ci rapportiamo con “l’altra metà della mela”, maldestri nell’accarezzare una ciocca di capelli, miopi nel non leggere tanta bellezza o tanta forza, distratti o condizionati da modelli femminili di una pochezza e di un piattume infinito come quelli che ci vengono abbondantemente proposti da televisioni di stato e non (pochi e splendidi gli esempi che si sottraggono), stiamo diventando sempre più ignoranti, nel senso etimologico stretto del termine. E dall’ignoranza nasce la paura, dalla paura la violenza, come unica risposta possibile a qualcosa a cui non si sa rispondere. La violenza come impotenza, quando, a volte, basterebbe un accenno di dialogo per ristabilire un antica alleanza, e di questa incapacità a rispondere soffrono anche coloro che dovrebbero, per ruolo ed esperienza, saper giudicare …

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