Un’opera per l’opera?

Laura Castelletti, 28 dicembre 2011 » mi piace, mobilità

il “pizzino” di massimo minini sul corsera dal titolo “la metropolitana, un capolavoro” mi è piaciuto molto. mi riconosco in ogni affermazione. mi piace anche l’idea finale che lancia quando scrive  “andrebbe inaugurata con un concerto, uno spettacolo teatrale. meriterebbe che la città commissionasse un’opera a philip glass. arvo part, o che almeno chiamasse strehler dall’aldilà per una grande invenzione scenica”.

voi che ne dite? suggerimenti per alri nomi a cui commissionare l’opera?

 

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6 Responses to “Un’opera per l’opera?”

  1. angelo d errico ha detto:

    Condivido in pieno soprattutto perché la città ha bisogno di ritrovare quell’amor proprio che si è espresso negli anni con le grande realizzazioni pubbliche, dal teleriscaldamento (primi assoluti in Italia), al termovalorizzatore fino a quest’ultima, forse la più importante in assoluto. Mah, per l’inaugurazione mi “accontenterei” di quelli che hanno allestito lo spettacolare tour di Jovanotti, con dietro un’idea molto incentrata sulla storia della città.

  2. ilaria ha detto:

    una festa di inaugurazione? Idea fantastica!
    Jovanotti però, lo riserverei ad altro…;)Vero Laura?!

  3. rompino ha detto:

    dopo aver cercato, senza successo, di vendere ai cittadini bresciani un’opera di anish kapoor ora cerca di vendere un concerto? forse vuol cambiare lavoro…

  4. Andrea Barretta ha detto:

    La discesa in campo per le elezioni comunali di Massimo Minini crea un conflitto d’interessi che sarebbe grande come … un museo! Così “quell’arricchimento del patrimonio culturale”, che Minini auspica con una partecipazione alla conduzione alla res publica, lascerebbe intravedere altre controversie che Brescia non merita, e quel “cambiare si può” che campeggia sul suo “santino” sarebbe solo un’altra delusione. Non solo. Non convince l’avvenuto accompagnarsi del gallerista Minini con l’assessore Arcai (destra), poi il suo “viaggiare” con il sindaco Paroli (centrodestra) e ora l’incamminarsi con Del Bono (sinistra) attraverso una lista civica. Praticamente ha percorso tutto l’arco costituzionale: complimenti! Fermo restando, poi, il rispetto dovuto a un “anziano”, non convince neanche quella saggezza che dovrebbe essergli connaturale non foss’altro, appunto, per l’età, giacché avrebbe dovuto dimostrarla in altre occasioni e non l’ha fatto.

  5. Massimo minini ha detto:

    Come vedete non ho fretta, anzi forse sono distratto. Ma ho fatto un ” giro” sui blog per vedere che si dice, e sono capitato su alcuni vecchi momenti. Noto che il Barretta ( ma chi era costui, avrebbe fatto dire Manzoni) si dà molto da fare.
    Peccato a sproposito.
    Qui preceduto da Rompino che – un altro che parla a sproposito- dice Minini dopo aver tentato di vendere un Kapoor ora prova a vendere un concerto.
    Che dire? Non si dovrebbe nemmeno rispondere a questi che ignorano… Il Kapoor è stato sul corso gratis, ho pagato persino la movimentazione. Mai si è parlato di acquisto. Poi Philip Glass ha il suo agente e semmai è lui che vende…
    Poi come tutti sanno ( lo sa anche Barretta ma finge di non) sono,politicamente parlando, sulle stesse posizioni dal sessantotto, ( altro che arco costituzionale) ma ” cultura campo neutro” è una mia vecchia idea.
    Quindi una mostra fatta con Daimler, Paroli, Arcai non implica un cambiamento di convinzioni politiche.
    Anzi ribadisce una posizione di “servizio” che vorrei invece vedere in tutte le barrette che si strappano le vesti e poi quando serve si tirano indietro.

  6. Andrea Barretta ha detto:

    Egregio Minini, anch’io leggo solo ora il suo commento. Qui se c’è uno che si dà da fare è proprio lei … e come si dà da fare per arrivare a una poltrona a Brescia Musei. Ormai le posizioni (e quelle della città) sono chiare, così com’è chiaro chi è lei e chi sono io senza scomodare Manzoni. E se la mia idea (e di tantissimi altri) è che lei non doveva neanche candidarsi per Brescia Musei per possibile conflitto d’interessi (esprimendo un’opinione da giornalista e da scrittore), ora aggiungo che lei non è adatto a una posizione importante in un ruolo pubblico non foss’altro che – e anche – per questa sua ridicola citazione che prelude al solito “chi sono gli altri” con fare altero, pensando di essere famoso. Inizierebbe bene, infatti, con i soliti giochetti da “chi è lei!” e qui, peggio, con l’infantile o forse, peggio, chiedersi “chi è costui” con fare denigratorio? Ma cosa c’entra e cosa cambia in una dialettica che guarda all’etica? Si rilassi, meditando sul fatto che lei non è il centro del mondo e neanche dell’arte, così come ovviamente non lo sono io e per questo è solo importante leggere quanto argomentiamo e farsene una opinione libera e democratica senza l’arroganza di chi vorrebbe non dialogare ma escludere. Infatti, chissà perché chiunque dissenta dal suo pensiero … parla “a sproposito”.
    Poi non si preoccupi per “quelli che ignorano”, perché spesso rappresentano la saggezza popolare che altrettanto spesso ci azzecca. A iniziare da Kapoor che lei cita, dunque, per ben cinque mostre nella sua galleria, per l’opera esposta a Santa Giulia e per altro … sempre senza alcun pensiero al “commercio”?
    Certo che sappiamo le sue preferenze politiche, ma proprio per questo si richiamava una coerenza almeno dettata da una certa maturità raggiunta. Invece no e, mi creda, sono pienamente in accordo con lei quando afferma “cultura campo neutro”, ma deve convenire, senza finzioni, che un commerciante difficilmente si assocerebbe alla cultura senza trarne, o almeno prefiggersi, un profitto, anche se solo per pubblicità, “gratis”, diretta o indiretta, pagata con denaro pubblico come per la scultura di Kapoor sul corso e quella al museo. Poi scrive che il campo neutro è “una sua vecchia idea”, e ci credo … sono oltre quarant’anni che ce l’ha, e come darle torto … un mercante va giustamente dove batte il cuore.
    Infine, senza strapparmi le vesti, come vede, non mi “tiro indietro” nel denunciare il rischio di una Fondazione Brescia Musei “lottizzata”, mentre per quanto riguarda la sua “posizione di servizio” le faccio anch’io una citazione, meno dotta né manzoniana, ma un grande come Totò le direbbe: “Ma mi faccia il piacere”.

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