Una nuova stagione per i Comuni (di Stefania Itolli inviata dal fronte ambientale)

Laura Castelletti, 19 maggio 2010 » mi piace, urban center

Una nuova stagione per i Comuni
Per scienziati e ricercatori il riscaldamento globale sta accelerando i suoi effetti su tutto il pianeta. Le emissioni di gas effetto serra prodotte dalle attività umane, in particolare dall’abuso dei combustibili fossili, stanno portando la temperature terresti ad un punto di non ritorno.
Per fronteggiare il clima che cambia è necessario correggere la modalità di produrre e utilizzare energia. In un recente rapporto la IEA (Agenzia Internazionale per l’ Energia) indica come la soluzione della crisi climatica vada ricercata in pratiche di risparmio ed efficienza energetica e si possa ottenere solo con il contributo di una vera e propria rivoluzione tecnologica nella generazione energetica da fonti rinnovabili. Aggiungendo a queste azioni un uso corretto del territorio e uno freno alla deforestazione si parrivare ad uno scenario vicino a quello previsto per la stabilizzazione delle concentrazioni di gas serra (450 ppm). Tutto ciò, continua lo studio, non rappresenta solo un costo ma una grande opportunità per investire, creare posti di lavoro e ricchezza.
Anche per Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, i fattori che permetteranno all’Italia di centrare l’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 (fissati dal Protocollo di Kyoto) saranno la crisi economica, lo sviluppo delle rinnovabili e l’aumento dell’efficienza energetica. Già nell’ultimo rilevamento del 2009 l’Italia ha registrato un forte calo delle emissioni: pari a 36,3 milioni di tonnellate in un solo anno e, a fine anno, le emissioni sono scese del 3% rispetto al 1990.
Fotovoltaico, solare termico, eolico, biomasse, cogenerazione, geotermia, efficienza e risparmio elettrico sono i pilastri della rivoluzione verde per la sostenibilità e per promuovere un diverso modo di produrre, di consumare e di muoversi. Per sostenere questa rivoluzione è necessario un forte impegno istituzionale globale e nazionale capace di governare il cambiamento attraverso riforme e, come sostiene Ronchi, forti politiche di incentivazione.
Nel frattempo, mentre la politica internazionale si divide sugli impegni per contenere il caos climatico, la sfida ambientale muove dal basso, direttamente dai territori e dagli enti locali. A partire dalle città dove vive il 50% della popolazione mondiale si sperimentano soluzioni reali, si potenziano i servizi per la mobilità leggera, si avviano programmi energetici attraverso le tecnologie rinnovabili e l’edilizia carbon neutral con lo scopo, non solo di combattere i cambiamenti climatici raggiungendo importanti target di riduzione, ma anche di migliorare la qualità della vita dei cittadini.
Su questi presupposti la Commissione Europea ha lanciato nel gennaio del 2008 il Patto dei Sindaci, strumento fondamentale per definire interventi e programmi concreti e verificabili per superare l’obiettivo del 20-20-20, sancito nel pacchetto energia e clima dell’Unione europea, coinvolgendo anche i cittadini con azioni sostenibili (abitazioni certificate, mobilità sostenibile, verde) per un rilancio dell’economia locale e una rinnovata attenzione alla qualità dei territori.
1600 enti europei hanno firmato il Patto per un totale di circa 120 milioni di persone. In Italia oltre 370 tra Comuni e Province ma molte di più sono le amministrazioni che investono sulle nuove fonti. Per l’ultimo Rapporto Comuni Rinnovabili di Gse e Legambiente sono 6.993 i Comuni che hanno istallato sul loro territorio almeno un impianto per la produzione di energia rinnovabile contro i 5.580 dell’anno precedente ( 6.801 ospitano il solare, 297 l’eolico, 181 la geotermia, 799 il minidriolettrico, 15 i comuni al 100% rinnovabili autonomi sotto il profilo sia elettrico che termico).
Nella nostra provincia hanno aderito al Patto, impegnandosi nella redazione di un Piano di Azione per la sostenibilità energetica, Anfo, Bagolino, Barbariga, Barghe, Borgo San Giacomo, Botticino, Brandico, Casto, Corzano, Gavardo, Lavenone, Longhena, Maclodio, Mairano, Mazzano, Odolo, Orzinuovi, Orzivecchi, Paitone, Pompiano, Provaglio, Quinzano, Roè Volciano, Vestone, Villachiara, Villanuova Sul Clisi, Vobarno e, più recentemente, Prevalle.
Non esiste una ricetta uguale per tutte le città e nessun modello da seguire ma uno dei principali ambiti di azione urbana, su cui intervenire per ridurre i gas ad effetto serra, è l’edilizia, sia sull’edificato esistente che sulle nuove costruzioni. Il Regolamento Edilizio Comunale rappresenta il miglior indicatore per monitorare il cambiamento e le innovazioni più sostenibili. Il Cresme ha recentemente censito 557 casi in tutta Italia, osservando come spesso il protagonismo dei Comuni è stato anticipatore di normative poi divenute leggi regionali, come dimostra il caso della Lombardia sul regolamento di certificazione energetica sperimentato originariamente a Carugate (MI). Sono per lo più Regolamenti contenenti norme volte all’isolamento termico e all’utilizzo di una quota di produzione di energia attraverso l’impiego di rinnovabili, all’obbligo di promozione della copertura verde, del risparmio idrico e di recupero delle acque piovane, e ancora disposizioni sull’orientamento delle costruzioni lungo l’asse est-ovest e l’utilizzo di materiali riciclabili.
Se guadriamo alla complessità del quadro nazionale sul tema energia e alle dinamiche in gioco tra i diversi attori, il ruolo di una pubblica amministrazione diventa davvero dirimente. Anche chi amministra la nostra città deve, con una visione di lungo termine, cogliere l’opportunità della sfida ambientale e porsi come motore di un nuovo progresso economico, favorendo nel contempo benessere sociale e ambientale.
Nel 2008 il Parlamento Europeo ha approvato il pacchetto clima-energia volto a conseguire gli obiettivi che l’UE si è fissata per il 2020: ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili.

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2 Responses to “Una nuova stagione per i Comuni (di Stefania Itolli inviata dal fronte ambientale)”

  1. Davide ha detto:

    Anche Muscoline è tra i comuni bresciani firmatari.
    Vedi link ufficiale europeo:
    http://eumayors.eu/covenant_cities/city_1744/index_it.htm

  2. Fabiola Zanetti ha detto:

    Un vero peccato che Brescia non abbia sottoscritto il patto…

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