Una lettura controcorrente #Blu #streetart

Laura Castelletti, 13 marzo 2016 » Arte e Spettacolo, mi piace

blu21Ieri notte Alberto, un amico genovese con radici ben piantate a Brescia, e con il quale mantengo un fitto scambio d’informazioni e riflessioni via social, mi ha chiesto cosa penso della vicenda Blu/Bologna/street art  argomento d’attualità tra amanti dell’arte e non solo. In una città come Brescia, che guarda con grande interesse l’imminente possibilità di “mettere finalmente le mani sulla parete di Largo Formentone”, il tema non dovrebbe passare inosservato.

 

 

blu

 

Come risposta ho girato il post che Alessandro Mininno ha scritto per #glistatigenerali. Condivido le riflessioni di Alessandro (conosco da tempo il “prof. Mininno” 🙂 ) che pubblico di seguito:

 

Alessandro Mininno

Blu, l’unico street artist italiano realmente noto a livello internazionale, sta cancellando le proprie opere dai muri della città di Bologna, come rappresaglia nei confronti di una mostra sulla street art (intitolata “Street Art: Banksy and co.”) che inaugurerà tra pochi giorni
Gli organizzatori della mostra hanno diverse colpe. La più grave: hanno strappato dalla strada alcune opere di Blu, per esporle e “per salvarle dalla scomparsa”. La seconda: la mostra è finanziata da una fondazione bancaria (Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna) ed è prodotta da Roversi Monaco, che rappresenta a pieno l’establishment.
Blu stesso sulla propria pagina Facebook dice …

.

… A me l’operazione di Blu non convince del tutto e proverò a raccontarvi il mio punto di vista, sicuramente impopolare.
La street art, come i graffiti, è effimera ed è destinata a deteriorarsi, consumarsi, essere pasticciata, rovinata, scrostata e infine cancellata. E anche rubata, decontestualizzata e piazzata in un museo, come è successo in questo caso. Se scegli di dipingere per strada, questa è la conseguenza a cui devi essere pronto.
Se non vuoi che queste cose succedano, devi prendere una decisione a monte: non dipingere per strada.
Dipingere per strada è un atto forte, politico, di appropriazione del territorio…

 

.

… Hanno decontestualizzato le opere di Blu. È meglio? È peggio? Dipende.
Blu contesta la mercificazione del proprio lavoro (“finchè i magnati magneranno”) e decide di far valere la propria Proprietà, cancellando tutto, riprendendosi quello che aveva donato alla collettività e che la città di Bologna dava per scontato.
L’effetto collaterale è che tutti ne parlano: Blu ne esce vincitore ed è diventato il vero protagonista della mostra. Attira l’attenzione e fa parlare di sé: ha ottenuto l’effetto desiderato…

(qui  trovate l’intero articolo )

 

condividi:

Lascia un Commento