Trasporto pubblico: smart idea per smart città (di Francesco Rusconi Giribardi- Brescia per Passione)

Laura Castelletti, 6 marzo 2013 » Loggia, mi piace, mobilità

da appassionato storico, quale sono, di trasporti pubblici, negli ultimi anni ho avuto modo di notare come in varie città italiane, di dimensioni simili ed anche più piccole della nostra, le linee ferroviarie che attraversano gli ambiti urbani, sono state oggetto di attenzioni e ripensamenti per l’importante ruolo che esse possono svolgere. spesso, con spese relative, si può rendere un ottimo servizio “locale” ridistribuendo o creando ex-novo delle fermate a servizio di nuovi quartieri o frazioni della città.

brescia si presta molto bene a questo tipo di considerazioni, in quanto i quartieri a sud-ovest non serviti dalla metropolitana, hanno il vantaggio di essere attraversati da linee ferroviarie secondarie, in certi casi dimenticate, che poi convergono verso la stazione ferroviaria di brescia.

sono questi i casi dei due tratti ferroviari:

brescia – iseo – edolo e brescia – cremona – parma aventi gestioni differenti la prima alle ferrovie nord e la seconda a rfi.

se si guardano attentamente il tracciato ferroviario e quello della metropolitana, non si può non notare che il sistema combinato metro-ferrovia andrebbe a coprire tutti i punti cardinali della città: all’esistente, appena inaugurato, asse nord-centro-est della nuova metropolitana si accosterebbe quello ovest-centro-sud ferroviario.

perché allora non ipotizzare la rivalorizzazione ed il riutilizzo dei vecchi binari ferroviari con l’inserimento di nuove fermate ad integrazione della più moderna, ma per certi aspetti limitata (per sviluppo), linea 1 metro?

Partendo da Ovest la linea 2 da Iseo potrebbe effettuare fermate alla Badia / Mandolossa, al Villaggio Violino, in Via Villa Glori e al Quartiere Primo Maggio, tutti quartieri peraltro ad altissima densità abitativa, per poi raggiungere la stazione FS punto di raccordo con la linea 1.

La continuazionedell’ipotetica linea 2 in direzione sud-est sulla Cremona/Parma potrebbe prevedere una fermata in Via Cremona/Villaggio Ferrari ed una in Via Ziziola/Palatenda garantendo un servizio dei trasporti urbani più diffuso e capillare.

 

E’ anche importante constatare che le linee ferroviarie, a differenza della Metro, hanno già estensioni extra-comunali o provinciali e quindi le nuove fermate potrebbero servire anche per utenze a raggio molto più ampio: San Zeno, Bagnolo, Ghedi verso est, tutta la Franciacorta e la Valcamonica ad ovest.

E’ indiscutibile il fatto che attualmente ci possano essere alcune criticità dovute ad alcuni passaggi a livello ed al binario unico, ma un potenziamento dei sistemi ferroviari esistenti non può non essere affrontato date le premesse appena esposte ed al loro possibile sfruttamento.

Rimanendo sempre in tema di trazione elettrica e di integrazione del sistema di trasporto metro-ferroviario, una ulteriore soluzione ecologica, per le direttrici attualmente non servite o servite solo da autobus, può trovare risposta nei sistemi filoviari.

A differenza delle tranvie, che necessitano di importanti e costosi lavori per l’esecuzione delle vie ferrate, i filobus possono circolare su strade già realizzate, sono notevolmente più silenziosi, la tecnologia moderna permette loro di effettuare anche tratti più o meno brevi svincolati dalla linea aerea e, cosa non da poco, non inquinano.

Sono alcune idee, per molti aspetti semplici, relativamente poco costose e di non difficile realizzazione, che permetterebbero, a mio avviso, di migliorare l’integrazione e l’efficienza del servizio di trasporto pubblico nella nostra città.

(di Francesco Rusconi Giribardi)

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14 Responses to “Trasporto pubblico: smart idea per smart città (di Francesco Rusconi Giribardi- Brescia per Passione)”

  1. Franz ha detto:

    Si arriverebbe ad avere un vero trasporto pubblico! Che ti porta ovunque, che ti permette di non essere obbligato ad acquistare un’auto.

  2. Leonardo ha detto:

    Geniale. Poco da dire. Geniale.

  3. Quella riportata da Francesco è la medesima indicazione del piano urbanistico di Brescia (PGT) ed è un’idea che risale addirittura ai primi grafici de metrobus (anni ’90). Va bene, per carità, ma la sua realizzazione dipende da un accordo non semplice con un ente ferroviario. Imprevedibile nei tempi e nei modi (quanti treni e con che frequenza potranno viaggiare). Noi a Brescia abbiamo urgenza invece di trasformare la linea del metrobus (raddoppiata o meno dal riuso delle due ferrovie secondarie) in una rete capillare che serva l’intera città e il suo circondario. Non con ulteriori linee metropolitane irrealizzabili per ragione di costi, ma con una rete di autobus (e di piste ciclabili e di marciapiedi pedonali). Come insegna la città di Rennes (simile a Brescia per dimensione e vocazione) il segreto di una buona rete di trasporto pubblico sta nell’andare a prendere il cliente a casa sua. Così in Bretagna, nella metà del tempo che c’è voluto a Brescia, sono passati da un trasporto pubblico che serviva il 10% dei segmenti di trasporto (più o meno come oggi a Brescia) al 30% e il dato è in ulteriore crescita. Sono 17 anni che la mission della metro di Brescia è chiara; ancora prima di quando Rennes pensasse al suo metrobus. Lo ammoniva addirittura Bernardo Secchi presente sulla scena bresciana tra il 95 e il 98. E in questi 18 anni non si è neanche abbozzato un progetto. Vogliamo dire che è una vergogna o continuiamo spensierati a inneggiare a a quanti siano belle le stazioni del metro locale?

  4. ilaria ha detto:

    Sarebbe una scelta INTELLIGENTISSIMA…very smart!!!
    Ottimizzazione delle risorse esistenti!
    Unico ostacolo: è necessaria una guida politica lungimirante che gestisca i vari interessi…
    E a questo proprosito a me ne viene in mente giusto una…bionda!

  5. Massimo Adiansi ha detto:

    E’ vero quel che dice l’architetto Benevolo: le prime tracce riguardanti la trasformazione della linea Brescia-Iseo-Edolo risalgono addirittura a fine anni 80 (gli atti del convegno del 9 maggio 88 parlano chiaro), anche se la proposta di allora era quella di farla poi proseguire lungo viale Piave fino a Sant’Eufemia, creando una poco convincente linea parallela a quella dell’attuale metropolitana. E’ pur condivisibile che in più di 20 anni non sia stato fatto nulla se non pensare alla linea 1 senza avere idee chiare su come riassettare il sistema di superficie (a oggi non si sa ancora come cambierà la rete degli autobus, e non vi è traccia di piste ciclopedonali). Forse in questo lasso di tempo si riusciva anche a trovare un accordo con “l’imprevedibile Trenord” per la trasformazione della ferrovia in passante ferroviario.
    Non sono invece d’accordo sul tema dell’incremento della rete degli autobus. Innanzitutto sono mezzi obsoleti, lenti, inquinanti, con tempi dipendenti dal traffico e distruttori di strade (i selciati in centro sono vergognosi). In più mi pare che la città ne sia già satura, abbiamo persino rubato spazio ai marciapiedi per farli passare (via Crocifissa, via Leonardo da Vinci, via XX settembre, per citare alcuni esempi).
    Io credo invece che l’incentivazione all’uso del mezzo pubblico non derivi solo dal fatto di “andare a prendere la gente a casa”, bensì dalla disincentivazione all’uso dell’automobile. Il problema non è solo chi vive in città, ma soprattutto il traffico proveniente da fuori.
    Si deve innanzitutto creare un sistema di parcheggi (gratuiti per chi usa i mezzi) nelle zone di accesso alla città, e da questi offrire un servizio pubblico rapido e funzionale, che sia esso la metro, il passante ferroviario o una rete tramviaria. Si renda poi più difficoltoso, anche economicamente, entrare in città con l’automobile ed il gioco è fatto.

  6. Francesco Rusconi Giribardi ha detto:

    E’ vero, Alessandro, ricordo infatti che un’idea di ripristino delle linee ferroviarie la lessi sui giornali ancora ai tempi in cui andavo a scuola, si parla appunto della fine degli anni ’80, anche se credo, potrei sbagliare, che la collocazione delle fermate sulla Brescia- Parma prevedesse una sola fermata e al Quartiere Leonessa. Sono d’accordo con te che non è facile un’intesa con ben due enti ferroviari, ma credo anche che ci possano essere tempi e modi più favorevoli per discuterne, soprattutto in vista dell’arrivo dell’Alta Velocità proprio in città . Ti dirò che in questi ultimi anni mi ha impressionato vedere in altre città un proliferare di fermate urbane ad esempio a Modena, Reggio Emilia, Pescara, Perugia, Ancona, Cosenza, Salerno, Prato, Trento, Bolzano tanto per citarne alcune, per non parlare di grosse città come Firenze, Bologna o Torino.
    Sulla capillarità del trasporto di superficie vedo anch’io l’irrealizzabilità di altre linee ferro-tranviarie, ma l’idea delle linee filoviarie, come stanno progettando ad esempio a Verona , mi sembra una buona idea, almeno per cominciare a discuterne.

  7. andrea ha detto:

    Ottimo, manca un tassello fondamentale per un vero sistema di trasporto europeo, un ramo di 5 Km che stacca prima di Ghedi dalla BS-CR ed arriva fino all’aeroporto di Montichiari e poi non ce n’è più per nessuno!!!

  8. Francesco Rusconi Giribardi ha detto:

    Per chi volesse avere alcune informazioni su quanto già fatto in altre città italiane basta guardare qua:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Servizio_ferroviario_suburbano

  9. Guido ha detto:

    Esiste anche una diramazione verso nord della Iseo-Brescia che dalla stazione Borgo San Giovanni potrebbe raggiungere via Oberdan (ITIS-Abba-Tartaglia). Potrebbe essere interessante studiare la possibilità di farci passare un tram. La sede non sarebbe completamente separata perché attraversa tra le altre via Milano e via Volturno e passa all’interno della prorietà IVECO e ex Sant’Eustacchio. ma non scarterei l’ipotesi a priori.

  10. Francesco Rusconi Giribardi ha detto:

    Il “ramo industriale” che stacca da Borgo San Giovanni, citato da Guido, in parte esistente ed in parte smantellato, rimane sempre un corridoio da non sottovalutare…fino a pochi anni fa ci passavano alcuni carri merci dall’IVECO…

  11. albertoorlandini ha detto:

    penso con piacere che non dovrà esserci a bilancio la spesa per i cosulenti urbanisti e dei trasporti, avremo il meglio:Rusconi e Giribardi GRATIS

  12. Alberto Pesenti ha detto:

    Bene. Stiamo inizuando ad andare nelle giusta direzione. Per quanto riguarda la Brescia Iseo, bs cr e bs pr.senza giustamente tralasciare il ramo di raccordo che arriva ora fino alla ex Sant’Eustacchio ma che potrebbe poi arrivare a Urago Mella e oltre.solo poi si potrebbe iniziare a didincentivate il traffico privato in città..forse anche ostacolarlo.e non fare come l’ex assessore Brunelli che lo aveva fatto in anticipo di un decennio rispetto alla Metropolitana.

  13. rosaria ha detto:

    Mi entusiasma soprattutto l’inserimento dei filobus nella viabilità urbana, perchè attualmente considero molto scarsa la presenza degli attuali autobus. Infatti sono state eliminate alcune linee fondamentali come la linea 1 non considerando che toccava proprio alcune zone della città che attualmente la metropolitana non copre.Il risultato di tutto questo è stato che la viabilità pubblica a Brescia è peggiorata, nonostante la metropolitana.
    Rosaria.

  14. Grazie per i vostri bei commenti. Sono contento che questa informazione è stata utile a voi.

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