Torno sulla vicenda asilo Sorelli con un contributo di Carla Bisleri

Laura Castelletti, 16 maggio 2010 » Loggia, mi piace

Nei giorni scorsi, dopo aver appreso della conclusione della vicenda asilo Sorelli, ho scritto un post e inviato un comunicato a giornali e televisioni locali, invitando tutti a non tenere la testa sotto la sabbia e affrontare collettivamente il problema. Non una rimozione del problema ma lo sforzo di una riconciliazione. Diversi sono stati i commenti e ieri anche il Pd, alla presenza dell’ex Sindaco Corsini, ha scelto d’intervenire sul tema. Ho chiesto a Carla Bisleri, proprio per aver vissuto in primissima persona quell’esperienza, di dare il suo contributo alla discussione anche su questo blog. Mi ha passato i suoi appunti preparati per la conferenza stampa che pubblico di seguito.

APPUNTI

  • “Ho accolto la sentenza della Cassazione con sollievo e conforto.
  • Nell’affermare che non ci sono stati abusi all’asilo Sorelli , i giudici assolvono le persone accusate, mettono fine a un caso giudiziario che ha sconvolto e colpito le nostre scuole per l’infanzia, diviso la città, seminato sfiducia, panico e paura.
  • Il mio pensiero va alle vittime innocenti , che nonostante le calunnie e le accuse infamanti subite, hanno atteso il responso di un iter giudiziario lungo e doloroso, con un comportamento esemplare, pagando con l’isolamento e per due maestre anche con il carcere, le conseguenze di un incubo contagioso che ha travolto e distrutto la loro vita e quella delle loro famiglie. La sentenza non le ripaga per il torto subito, ma restituisce loro e alla nostra comunità giustizia e verità.”

Ripenso alla mia testimonianza nel contesto di quegli anni:

  • rivedo la fermezza che ho dovuto mantenere per governare un momento delicatissimo e difficile, per tutelare il valore delle nostre scuole, un’istituzione storica che rappresenta la tradizione di una città civile e impegnata nell’educazione;
  • risento l’eco del dolore e della sofferenza provati, che ho accolto e conosciuto in molte persone;
  • ritrovo la forza e le capacità che ho cercato, che insieme abbiamo cercato, giorno dopo giorno per dare risposte adeguate a un’emergenza imprevedibile, lacerante e traumatica;
  • la speranza per far posto al bene laddove si voleva far dilagare il male;
  • la fiducia per costruire e proteggere contro una furia distruttiva, invadente e pericolosa.

Mentre allora qualcuno che oggi è al governo della città esclamava minaccioso “un giorno qualcuno pagherà il conto di tutto questo …”

Io non presento né conti nè risarcimenti (non ho sporto denuncia neppure per le accuse ricevute con la richiesta di dimissioni, per i danni, per le gravi minacce e ritorsioni rivolte anche ai miei familiari ripetutamente subite):

  • sapevo che scendere nell’arena politica non è una passeggiata;
  • intuivo che chi è ai vertici delle istituzioni non sa quali prove la storia e la società riserva loro;
  • per me responsabilità, imparzialità e rispetto sono i principi e valori irrinunciabili di un Amministratore pubblico, mi hanno guidato allora e oggi, e non riguardano il colore politico;
  • ho invece constatato che altri li hanno calpestati e li calpestano, offendendo persone e istituzioni.

L’esito di questo lungo e complesso caso ci insegna e ricorda che:

  • a distruggere ci si impiega un attimo;
  • a ricostruire una vita intera forse non basta.

Combattere la violenza contro i minori, lo sfruttamento, la pedofilia è un dovere e un impegno di tutti, ma non può diventare un pretesto per i paladini del caos e della confusione ( politici, avvocati professionisti o altro) per fabbricare sulla paura scandali e mostri.

Con altrettanto dovere e rigore si devono combattere i sospetti, le false accuse, alimentate da un clima di caccia alle streghe, da volontà di fare i processi nelle piazze, di seminare conflitti e odio, fatti che purtroppo tocchiamo con mano ogni giorno.

Se questi sono i sintomi di una società fragile e violenta, a maggior ragione chi rappresenta le istituzioni politiche, civili o religiose, è chiamato a mantenere un atteggiamento prudente, ad avere la capacità di discernere, a praticare il rispetto dei ruoli, dei luoghi e delle persone.

Agli esponenti politici che irresponsabilmente hanno speculato sulle paure, incendiato le accuse, organizzato campagne di terrore e diffamazione, creato un clima di assedio chiediamo un gesto di riconciliazione civile, verso le persone e le istituzioni.

Li invitiamo a esprimere scuse pubbliche, riconoscendo gli errori compiuti allora, quando nei panni di politici giustizieri, spavaldi e prepotenti, accusavano tutto e tutti, condannando in piazza e sulla stampa, e tentando ripetutamente di azzerare il governo della città.

Spero che il valore della responsabilità e della comprensione, che molti esponenti politici non hanno voluto o saputo scegliere, diventi oggi un valido motivo per cambiare, per aprire la strada verso un segno di riconoscimento e di distensione .

Un gesto collettivo che la nostra città si merita, e che in molti auspichiamo e attendiamo.

Carla Bisleri

Consigliere Comunale Partito Democratico

già Assessore alla Pubblica Istruzione

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4 Responses to “Torno sulla vicenda asilo Sorelli con un contributo di Carla Bisleri”

  1. mario neva ha detto:

    mario neva

    Gentilissime Laura e Carla,

    La durezza e la chiarezza con cui si è costretti a fare elenchi di nomi sono espressione di fame e sete della giustizia, l’intento finale è quello di pacificare la città.
    Il sindaco Paroli è chiamato a compiere un atto politico di grande levatura, è la sua occasione storica. Deve superare la logica degli schieramenti e le strategie del gruppo, deve dimostrare che la Verità e la Giustizia stanno prima di ogni altra cosa, anche della carica di Sindaco.
    Noi riteniamo che l’avvocato Paroli abbia la sensibilità giusta per tutto questo, colpito in questi giorni da un lutto doloroso, la morte della mamma carissima, ha ragioni sufficienti per guardare al di là dell’orizzonte di questa storia semplicemente umana che troppe volte ci incupisce.
    Al sindaco chiediamo ora anche che difenda pubblicamente la città offesa ripetutamente sui giornali, in televisione, RAI, MEDIASET, sui media internazionali come il TIMES, rinomata ormai nel mondo come città ‘satanica’ dove ‘i pedofili desiderano vivere’, per la disgraziata opera di Max Frassi imprenditore della paura.
    Ci sono poi le gravi responsabilità. Che qualcuno abbia il coraggio di dire…’ho sbagliato’! Sbagliare in questi casi è inaccettabile ma è anche possibile, almeno per quanti erano in buona fede.

  2. mario neva ha detto:

    trovo opportuo trasmettere un mio scritto a Francesco Onofri su parlabrescia.it
    mario neva | Maggio 20th, 2010 at 16:30 #
    Gentilissimo Francesco,
    la sorte di chi è accusato ingiustamente di pedofilia è drammatica. Una specie di istinto selvaggio si impadronisce della società che crede di aver trovato finalmente un oggetto degno per scatenare i propri desideri di distruzione. E’ già successo altrove, ma Brescia non è pronta a capire meccanismi così profondi e complessi. Basta considerare i modi in cui gestisce sapere e cultura. Chi osa difendere, per semplici ragioni di conoscenza di fatti e persone, accessibili a tutti, viene considerato se non pedofilo, almeno difensore dei pedofili; nel nostro caso ci hanno fatto dire addirittura che negavamo l’esistenza della pedofilia! Una inviata di Italia uno ha creduto di trovare conferma alle tesi ’sataniste’ di frassi, secondo cui i poteri forti a Brescia (tesi del di mezza) avrebbero insabbiato tutto, dalla mia possibilità di stampare quante fotocopie volevo…(non sto scherzando). Cominciamo a distinguere il campo: da una parte l’aggressione diretta degli animi malvagi, dall’altra il timore, mascherato di ‘diritto’, nei cosidetti buoni. La cosa si è già vista due mila anni fa, e Brescia rimane lo scenario significativo di una rinnovata tragica rappresentazione. A questo riguardo Paolo Corsini ha parlato con imprecisione di crocifissione: non Lui e Carla Bisleri, persone comunque degne di stima, ma il bidello, e neppure i sacerdoti, ma le maestre, gli accusati…questi sono stati crocifissi! Paolo si è trovato travolto dalla calca, da me invitato a prendere una posizione drastica, una volta informato esattamente dei fatti, ha preferito gestire la vicenda da ‘garantista’. Dal punto di vista della sacra rappresentazione il suo ruolo è quello di Pilato; è vero che Pilato ha proceduto poi, con i suoi soldati, e ancora non si sa perchè, alla crocifissione, ma è anche vero che almeno Pilato in tempo reale ha detto ripetutamente che Gesù non aveva fatto nulla di male. Dopo è facile per tutti.
    Una cosa sorprende: più o meno tutti hanno fatto carriera: chi alla Televisione, chi alla Croce Rossa, chi al Comune, chi al Senato, chi al Parlamento, chi all’Episcopato, chi in Magistratura…chi infine è stato premiato prima della pensione…
    A Torino Valerio Apolloni, imprigionato senza colpa, sta pagando l’impegno a difendere le innumerevoli vittime di falsi abusi; l’amico Luigi a Brescia ha fatto sei anni di carcere per avere impattato nei giorni del ‘contagio’ i due coniugi folli e la loro psicologa egizia…, a Rignano una divetta, uscita fuori dimensioni, si intestardisce a parlare di abuso collettivo; il bidello dell’Abba accede ora al 6° grado di giudizio, avendo trovato in Cassazione chi sa che non ha fatto niente, ma non avendo trovato ‘un giudice che è uno’ che abbia il coraggio di dire che i colleghi hanno sbagliato e non sono adatti ad un lavoro che richiede intelligenza; infine don Marco, accusato da uno squilibrato noto a tutti per essere un bugiardo e un millantatore, si è trovato, ultimo tra tutti, a condividere il patetico crepuscolo del Procuratore Capo, dopo innumerevoli Waterloo.
    Tutto questo per affermare che la disponibilità alla riconciliazione è piena, ma deve passare per la verità, ed è incredibile che nessuno si faccia avanti con umiltà, ammettendo il proprio limite, le proprie mancanze e in qualche caso le proprie colpe.
    Se il sindaco Paroli non avrà il coraggio di una grande azione, superiore alla politica, ci aggireremo di nuovo tra i personaggi della sacra rappresentazione, però…attenzione…le parti vengono distribuite dalle vittime! Qui rivendico piena competenza! dmn

  3. Sara ha detto:

    Incredibile davvero lo scritto di Mario Neva: chi viene condannato o assolto è lo stesso, per lui sono tutti innocenti.E sono innocenti anche coloro per i quali i giudici non si sono ancora pronunciati.Complimenti davvero per la carità cristiana che dimostra nei confronti dei bambini.

  4. mario neva ha detto:

    Gentilissima Sara,
    tutti coloro che sono citati nel testo sono sicuramente innocenti. Il
    che vuol dire che a quei bambini implicati nei processi nessuno ha fatto del male. Non mi sembra così difficile da capire e mi sembra importante
    pensarlo. Mi sembra anche bello. E’ da qui che nasce il problema. Certo che nei casi in cui c’è realmente peofilia è importante la condanna,il processo ecc. La condanna degli innocenti ci riporta alle epoche oscure, alle streghe e agli untori. Ammenochè Sara non conosca direttamente almeno uno dei casi che ho citato, allora la carità, che è innanztutto il coraggio della verità,
    mi spingerebbe ad essere meno gentile. don Mario Neva

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