Tira una brutta aria (di Stefania Itolli-Brescia per Passione)

Laura Castelletti, 30 gennaio 2013 » non mi piace, sport e salute, Territorio e Natura

potremmo denunciare come ogni anno i superamenti dei livelli di guardia delle polveri sottili. il 2012 è passato con un bilancio tutto negativo (centraline tutte fuori legge oltre i 35 giorni all’anno consentiti: broletto 94 giorni, villaggio sereno 103 giorni, odolo 69 giorni, rezzato 114 giorni, sarezzo 71 giorni) e questo 2013 si annuncia sotto gli stessi auspici. potremmo elencare tutti i danni alla salute che l’esposizione continua a questi e ad altri inquinanti atmosferici (monossido di carbonio, anidride solforosa, monossido di azoto, benzene, ecc.) provocano sul nostro corpo, ai nostri polmoni e al nostro cuore.

 

potremmo sfilare nelle vie del centro con mascherine antigas e inscenare manifestazioni di piazza, come è stato fatto ogni anno, per chiedere aria pulita. il risultato cambierebbe? difficile crederlo possibile. la risposta amministrativa riprodurrebbe un copione già scritto di tavoli di concertazione, che in anni non sono stati in grado di produrre nulla, di pochi provvedimenti inefficaci e assunti di malavoglia.

la lotta contro lo smog rischia di far perdere un bel pacchetto di voti? scusate ma chi se ne frega. l’importante è che non faccia perdere anni di vita ai nostri figli. l’europa lo sa molto bene e, per tenere alta l’attenzione su questa priorità, ha proclamato il 2013 anno europeo dell’aria con l’obiettivo di proporre una riforma al quadro normativo comunitario (aperta anche una consultazione pubblica fino al 4 marzo).
sarà come scrive il giornalista curzio maltese che

 

“il modo migliore per restare al potere in italia è non fare niente”

 

ma, forse, più colpevolmente

 

“le riforme non si fanno non perché i politici cattivi non vogliono, ma perché la maggioranza degli italiani detesta il cambiamento reale, almeno quanto adora la lagna”.

 


le soluzioni ad un ambiente malsano esistono, tutte sono utili e nessuna è risolutiva singolarmente, basterebbe la volontà di chi ci amministra di adottarle e dei cittadini di accettarle, senza lagne.

stefania itolli

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6 Responses to “Tira una brutta aria (di Stefania Itolli-Brescia per Passione)”

  1. TEA ha detto:

    è bello leggere questi appunti della STEFANIA INTOLLI SONO SEMRE interessanti ci fanno riflettere e su ciò che non si fà e si potrebbe. ci danno anche speranza perchè c è chi come lei è semre ” SUL PEZZO”

  2. Stefania ha detto:

    Un bel risultato per la politica italiana
    “Le città italiane sono piene di risorse e allo stesso tempo nella lista delle più inquinate d’Europa. Dovrebbero assolutamente bandire ogni tipo di veicolo diesel antecedente alla categoria Euro 4, indipendentemente dal tipo di vettura, e raggiungere il più rapidamente possibile lo standard Euro 6. Sarebbe anche un’ottima cosa se le regioni del nord Italia smettessero di fare lobby con Londra per tentare di affievolire le leggi Europee sulla qualità dell’aria…”, Simon Birkett”, fondatore di Clean Air
    http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=114863

  3. Tonio ha detto:

    Stefania, potresti gentilmente spiegare la correlazione che c’è tra le auto diesel, la classe di emissionamenti e le polveri sottili? A me non ne risulta alcuna…
    Inoltre nell’articolo vengono citati i vari inquinanti, ma nessuno di questi generalmente supera i limiti. Capita solo per le polveri sottili, semplicemente perchè stiamo parlando di una città della pianura padana dove a causa delle inversioni termiche, d’inverno il ricambio d’aria è scarso.

  4. Ilaria ha detto:

    Consiglio una lettura della VAS del PGT di Brescia, capitolo 4.4.10 in cui si descrivono i risultati delle campagne di monitoraggio per il comune di Brescia.
    Il documento può essere scaricato dal sito del comune.
    Inoltre in base al quadro di emissivo proposto dall’INEMAR una delle maggiori cause di inquinamento atmosferico nella nostra zona è proprio il trasporto su strada.
    Non si può affermarmare che il supero delle PM10 sia causato semplicemente dalle caratteristiche meteoclimatiche della zona; semmai questo è uno dei fattori penalizzanti.
    Ricodo infine che il comune di Brescia, così come gran parte dei comuni limitrofi è classificato tra i “comuni critici per la qualità dell’aria” ai sensi della DGR 5290/2007.

  5. paolo vitale ha detto:

    Viviamo nella pianura Padana con frequenti inversioni termiche e accumulo degli inquinanti. Un fatto che dovrebbe indurci a non utilizzare automezzi molto inquinanti. La situazione oggettiva non è un alibi per inquinare liberamente con vecchie auto diesel, al contrario un motivo per impegnarci si più.

  6. Stefania ha detto:

    Non è un problema solo della pianura padana (i superamenti in altre città italiane ed europee sono diffusi), né solo delle polveri sottili altrimenti non esisterebbe la direttiva europa 2008/50/CE recepita in Italia con il Dlgs 155/10 che definisce i parametri da monitorare, le modalità di rilevazione, i limiti e molto altro, di questi e altri inquinanti. Si deve quindi pensare di fare di più e non solo a livello locale ma soprattutto a livello di bacino e regionale. Io credo si debba uscire da questa logica dell’emergenza, se ne parla e si cerca, senza successo, di risolvere il problema solo quando si sforano i limiti. Io credo sia urgente affrontare l’inquinamento atmosferico (e non solo quello) con maggiore sistematicità, con un piano d’azione di lungo periodo. Questa è una priorità su cui spero la prossima giunta lavori seriamente magari con il supporto di una struttura tecnica sul modello dell’Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio di Milano o del London Air dell’Environmental Research Group (ERG) dell’Università di Londra (http://www.londonair.org.uk). Nella nostra città già esiste una struttura che lavora sul tema è il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università degli Studi di Brescia.
    Sui motori diesel ti consiglio di seguire le interviste di esperti su questo sito http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=114896. Troverai risposte a molti dei tuoi dubbi.

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