Sull’appello di TAG e sulla irrefrenabile incontinenza verbale di Rolfi

Laura Castelletti, 5 settembre 2017 » cultura, innovazione, non mi piace

Niente da fare, è più forte di lui. Da quando è in campagna elettorale (assessore regionale alla sanità? sindaco di Brescia?) Fabio Rolfi è in preda a una irrefrenabile incontinenza verbale.

Quando ci si dedica alla quantità spesso si trascura la qualità, vale anche per lui.

L’ultima buona occasione per stare zitto l’ha persa sul tema “Supernova-Festival dell’Innovazione, l’eclisse di una stella” come titolava l’articolo di un quotidiano locale. All’annuncio dei ragazzi di TAG che il Festival da loro ideato 4 anni fa subisce una battuta d’arresto (speriamo di poterlo nuovamente vedere nel 2018) non prova a capire dove si trova l’ostacolo (gli ostacoli), non dice che la Regione, da lui rappresentata nel territorio bresciano, e che avrebbe potuto sostenere il Festival, non ha messo neppure 1 euro a disposizione di TAG per dare continuità all’appuntamento (pare la Regione preferisca raddoppiare i fondi a sostegno del Meeting di Rimini, spendere 3.800.000 euro  per la sola comunicazione del Presidente Maroni  o metter a bilancio 15.000.000 euro per il GranPremio di Monza  per fare qualche esempio), preferisce puntare il dito sul Comune di Brescia.

Il consigliere Rolfi inventa responsabilità fittizie, incapace di fare politica senza un nemico difronte.

Così scrive sul suo profilo facebook

 

“E’ triste scoprire come l’iniziativa bresciana più coraggiosa (e di successo) nel campo dell’innovazione venga abbandonata a se stessa”

 

Quanta demagogia. A Rolfi dico che il Festival Supernova 2016 con un finanziamento della Regione Lombardia (che invece ha preferito non finanziare) avrebbe avuto una bella iniezione di serenità e qualche certezza in più. E’ si, perché Rolfi e la Regione non hanno proprio sostenuto la scorsa edizione della “coraggiosa” iniziativa.

 

 

La nostra Amministrazione Comunale, seppur con bilanci molto tirati a differenza di quelli decisamente ricchi della Regione, ha trovato il modo ogni anno di sostenere (con risorse, offrendo servizi e spazi gratuitamente) il Festival.

Rolfi prosegue così:

 

“specialmente in una Città in cui da anni si parla di “Smart City”, dove esiste un assessorato specifico (anche se nessuno se ne è mai accorto), dove la Loggia si avvale di consulenti ben retribuiti per l’ambito”

 

A Rolfi, che non si è accorto dell’ “assessorato specifico”, dico di informarsi consultando ad esempio SmartCityIndex che vede Brescia scalare progressivamente la classifica delle città smart.

Anche sui consulenti (plurale) è poco onesto e preciso: di consulenti ce n’è uno soltanto, quello ereditato e confermato, perchè di valore e alle stesse condizioni, dall’amministrazione  Paroli-Rolfi.

Il nostro consigliere Rolfi scrive anche:

 

“Forse in Loggia qualcuno pensa che innovazione significhi sostituire le lampadine dei lampioni pubblici, o più probabilmente è convinto che se debba parlare, di tanto in tanto, unicamente perché il tema “fa tendenza”

 

 

 

Rolfi è libero di criticare una delle tante scelte “smart” della Loggia e di A2A, ma il piano di sostituzione di più di 43.000 punti luce con i LED permette un risparmio di 8milioni di euro in 10 anni sulla “bolletta” del Comune (quindi di tutti noi), la diminuzione del 30% dei consumi, la diminuzione dell’inquinamento luminoso e minore consumo di Co2. Sarà anche “tendenza”, a me pare “sostenibilità” e migliore qualità della vita per tutti.

 

 

Rolfi, noi non parliamo di smartcity, noi lavoriamo per la smartcity.

La città intelligente non è solo sfida tecnologica, è soprattutto sfida sociale dove “l’infrastruttura” chiave sono i cittadini. La smartness sta nel mettere insieme cose e persone per mezzo della tecnologia e dell’innovazione, solo in questo modo possiamo accrescere il benessere e la qualità della vita di tutti noi.

La Smartcity che stiamo costruendo è infatti fatta di lampioni intelligenti, scuole in Rete, bonifiche, mobilità sostenibile, Consigli di Quartiere, acqua sicura dai rubinetti, un PGT che non consuma suolo, La città del Noi, musei e teatri sempre più vissuti e frequentati, i tanti osservatori ambientali dove i cittadini possono controllare ciò che coinvolge la loro salute, open data, nuove infrastrutture sportive, un nuovo parco alle Cave, raccolta differenziata, App a servizio dei cittadini, un luogo come MOCA dove sperimentare e produrre  cultura/creatività/innovazione… solo per fare qualche esempio.

 

 

Arriviamo a Lorenzo Maternini che per TAG lancia l’appello:

 

“se la politica e le Istituzioni saranno disponibili torneremo nel 2018… Bisogna fare un’operazione di sistema… bisogna creare una fondazione o un’associazione, che riunisca tutti e possa aiutare qualsiasi iniziativa innovativa della città…”

 

Conosco bene il percorso di SuperNova, sono stata a fianco dei ragazzi di TAG dal primo momento, da quando il Festival era solo un desiderio, un sogno. Con loro ho condiviso riflessioni, entusiasmo e preoccupazioni.

 

 

Ero al tavolo convocato questa primavera in rappresentanza del Comune; tra i tanti seduti accanto a me ricordo i vertici di UBI, della Camera di Commercio, dell’Associazione Industriali, delle due Università, della Provincia.

L’appello di TAG è stato lo stesso: salviamo l’esperienza di SuperNova unendo le forze per dare una opportunità ai nostri giovani e alle nostre imprese.

Anche ora, come allora, ribadisco la disponibilità della Loggia a sostenere SuperNova con risorse (quelle che siamo in grado di recuperare), servizi e spazi pubblici gratuiti: è quello che un’Amministrazione può e deve offrire. A TAG il compito di mettere i contenuti e di dimostrare capacità imprenditoriale. TAG sta aprendo sedi in tutto il mondo, è unanimemente riconosciuto come un modello d’impresa, non credo si arrenderà facilmente davanti agli ostacoli incontrati.

 

 

Non mancherà neppure il nostro sostegno culturale all’iniziativa, unica e caratterizzante per Brescia, capace di ampliare gli orizzonti della città, coinvolgente ed inclusiva, capace di offrire opportunità ai nostri ragazzi e ragazze  e di dare risposte a giovani e vecchie aziende che non hanno mai rinunciato alle sfide.

Quella mattina intorno al tavolo sedevano le principali realtà istituzionali ed economiche della città, quelle che avevano rappresentato con successo  Sistema Brescia durante Expo2015, ma non ha funzionato allo stesso modo. Mi sono chiesta “Perché? Perché non c’è stato un dopo?”.

Ho provato a rispondere.

Perchè nel 2015, all’inizio dell’avventura Expo, contro tutto e tutti, Giancarlo Turati  (un imprenditore) si era messo al comando di un gruppo di visionari e con tenacia e determinazione li ha (ci ha) coinvolti e condotti sull’obiettivo. A seguire e sempre con maggior convinzione sono arrivati tutti gli altri. Senza quella passione, quella forza di volontà, quella sua capacità di fare squadra non ci sarebbero stati l’Albero della Vita (tecnologia e innovazione oggi pronta a mettere radici in altri Paesi del Mondo), BREND (oggi MOCA luogo della cultura/creatività/innovazione) e la capacità di lavorare in Rete di tante realtà del territorio.

 

 

Ai ragazzi/ragazze di TAG (imprenditori come Turati), ai nuovi visionari, spetta quel compito di trascinatori.

La Loggia c’è e ci sarà  con le disponibilità che ho elencato accanto a  quella di far parte di una associazione a sostegno di SuperNova.

condividi:

Lascia un Commento