Studenti avvisati mezzi salvati

Laura Castelletti, 30 gennaio 2013 » mi piace, pensieri in libertà, scuola/università

abito poco distante dal gambara  (liceo psicopedagogico della città) e questa sera, rientrando a casa, ho notato due manifestini ben posizionati all’ingresso della scuola che hanno catturato la mia attenzione. il messaggio è chiaro, c’è da chiedersi se è l’invito corrisponde al desiderio di una presa di coscienza dei potenziali danni di facebook o piuttosto… a passare a twitter 😉

 

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8 Responses to “Studenti avvisati mezzi salvati”

  1. Flavio ha detto:

    A me personalmente mancano 50 anni prima di essere un 80enne rincoglionito, e sono molto indietro con i tempi. Devo aumentare la dose di facebook giornaliera?

  2. Faber ha detto:

    Oggi non ho aperto facebook. Non è successo niente. Sono guarito?

  3. Laura Castelletti ha detto:

    Attento solo alle ricadute 😉

  4. Totonno ha detto:

    A me quei due manifestini fanno lo stesso effetto che una sorgente d’acqua montana può fare a un operaio degli spurghi fognari.
    Un po’ di speranza.
    E trovo molto seria e meritevole la questione. Altro che Twitter. Mi auguro solo che questi ragazzi conservino la loro purezza e la loro libertà di pensiero continuando a svettare sulle pecore bollite che tutto acriticamente accettano.
    Recentemente con un account fittizio ho finalmente potuto dare un’occhiata a questo Facebook e l’ho trovato peggiore di quel che pensavo. Un’impudica galleria di merce in vendita (persone od oggetti non fa differenza), il mercatino dell’esibizionismo. Ho anche notato che i migliori non ci sono.
    Qui sopra invece vedo una sfilata di ben 13 icone colorate, a me perlopiù sconosciute… questo è il Mondo Facebook. E non basta una vendemmia all’anno a pareggiare il conto.

  5. Totonno ha detto:

    Lei mi ha rimproverato l’uso anonimo di Facebook, anche se poi se n’è pentita e ha cancellato la sua risposta scegliendo prudenzialmente, io immagino, la linea del silenzio.
    Ma che discorsi! Io mai e poi mai su Facebook. Perché poi dovrei aprire un account personale e mettermi in vetrina? Per metterci quella foto di dieci anni fa in cui sembravo Johnny Depp, o il titolo del libro che mi fa sembrare così intelligente e anticonformista, o le foto del mio ultimo viaggio in Nepal?
    Se devo invitare degli amici a cena, io telefono. Se voglio fare una passeggiata, esco. Se voglio ascoltare della musica, metto un disco. A cosa mi serve Facebook?
    Certo, se a qualcuno serve per scopare… capisco. Posso anche capire che qualcuno abbia qualcosa da vendere. Mi dicono che per lavoro anch’io dovrei farne uso, non lo escludo in futuro. Lei per esempio, dovendo promuovere il suo movimento, fa bene a usare ogni mezzo che la possa avvantaggiare. Però un conto è farlo per dovere e un conto è farlo per passione.
    Quindi non è certo un account fittizio, aperto una tantum per soddisfare la curiosità di mia figlia (a cui è ovviamente vietato aprirsi l’account personale), a crearmi sensi di colpa, anzi. Oltretutto trovarmi ad andare a spiare nella vita privata di parenti e conoscenti ignari, se pur consenzienti, l’ho trovata una cosa anche un po’ imbarazzante e sgradevole.
    Io quello Spirito della Rete di cui parla lei proprio non lo conosco. Se la rete ha per me qualcosa di buono è proprio l’anonimato. E lo rivendico, s’immagini se le dico chi sono -tanto non mi conosce- che così dopo lei e Buizza, il Buizza non chitarroso, mi venite a suonare il campanello la notte.
    Per me il valore della rete è più o meno quello di un ballo in maschera, tutti sono quello che vogliono essere e in questo gran trambusto si possono fare tanti begli scherzi.

  6. Egidio ha detto:

    Totonno… e cambiare antidepressivo?

  7. Andrea Curcio ha detto:

    La rete non è anonima. E’ bastano studi da scuola elementare per saperlo

  8. Andrea Curcio ha detto:

    Logicamente:

    * E bastano studi da scuola elementare per saperlo

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