Sono trascorsi 89 giorni

Laura Castelletti, 20 dicembre 2010 » Loggia, non mi piace, urban center

Dove sorgerà il cubo bianco (forse) oggi c’è solo uno spazio grigio.

Sono trascorsi 89 giorni e Largo Formentone si presenta in questo modo. E’ migliorata la città? Il 21 agosto 2010 è iniziata l’opera di smantellamento della Pensilina di Largo Formentone. L’opera di demolizione è stata completata. Da quasi tre mesi (il terzo scade domani) il panorama urbano che si presenta è quello delle foto. E’ evidente che chi ha demolito l’ha fatto senza avere chiaro in testa come procedere.

Noi, nel frattempo rischiamo di abituarci a tutto senza porci più domande.

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16 Responses to “Sono trascorsi 89 giorni”

  1. Ghigno di Tacco ha detto:

    carine le transenne. chi e’ l’architetto? e il fornitore?

  2. claudio buizza ha detto:

    Certamente potrai pubblicare le foto nelle “Quattro stagioni di Largo formentone” senza pensilina, senza cubo bianco (per fortuna), senza bancarelle, senza vita ma con transenne ed una corona d’auto parcheggiate attorno.

  3. Agostino ha detto:

    Stai a vedere che a furia di stuzzicarli lo costuiscono davvero. Forse è meglio concentrarsi sulla sede comunale. Ormai accertato cha la costruiscono, Tu che sei in consiglio puoi avere un controllo più diretto su tutte le procedure, sui reali costi (di costruzione? bah!!). Tenuto conto dell’enorme costo che dobbiamo sobbarcarci, ci piacerebbe almeno sapere come costruiranno la nostra casa. Sarà in classe A? Chi controllerà i lavori e la qualità degli stessi? Recenti esempi di opere pubbliche (palazzetto di Folzano, LAM, Fossabagni) lasciano molto ma molto a desiderare in quanto a qualità dei lavori.

  4. Stefi ha detto:

    Più facile oggi adattarsi al brutto ed evitare di educare al bello e al vero. Costa troppa fatica.

  5. mario labolani ha detto:

    continuate pure a sfottere è solo quello che vi è rimasto, siete senza potere,senza voti ……… solo la voglia di ctiticare ha ragione agostino:……. alla faccia vostra…………………………

  6. Laura Castelletti ha detto:

    Mario, nessuno ti proibisce di smentirci con i fatti…

  7. Qol Sakhal ha detto:

    Ma che colpa ha il povero Labolani se non ha la forza di imporsi alla Lega che non vuole più il cubo? alla Lega interessava solo togliere il sedile agli extra. Mario, hai tutta la mia comprensione!

  8. leo ha detto:

    Sempre del parere, che senza catafalco nero, stia meglio questa slargo.
    Ad ogni suonata di campanella di Laura, ripeterò che prima c’era L’Obbrobio (al giochino divertente che ha istituito negli ultimi mesi sul suo blog, rispondo divertendomi nello stesso tono……ormai m’ha stuzzicato, e ciò preso gusto :D).
    Se poi, col cubo bianco vedrò molti giovani in più da quelle parti (ad ora troppo pochi e più spostati a nord), personalmente credo gli riconoscerò questo all’Amministrazione, e all’Assessore.
    E pensare che all’inizio convinceva poco, pure al sottoscritto ;).

  9. Alessandro Benevolo ha detto:

    Questo battibecco tra i sostenitori del far niente e del far cubo mi sembra fuori sintonia. Mi sembrano due tesi sbagliate a confronto, alla ricerca (impossibile) di ragioni. Per come la vedo io è difficile sostenere che le cose stiano bene così (con uno squarcio aperto nel tessuto costruito) come è difficile pensare che il televisorino brionvega uscito dal concorso rappresenti una soluzione.
    Se Secchi avesse fatto un PRG come si deve, lì sarebbe riportata la necessità di corrispondere un nuovo volume: in pianta lungo gli allineamenti esistenti di Rua Sovera e Corso Mameli e in altezza riprendendo la gronda dei fronti di Via San Faustino.
    Senza piano ci si deve inventare una soluzione; si ricorre ad un concorso di idee facendosi aiutare dall’Ente meno competente in materia urbanistica (la Soprintendenza) con risultati pessimi e prevedibili. L’edificio di Venturini è un (bell’)oggetto architettonico collocabile come un paralume in qualsiasi contesto archietttonico: in Piazza Rovetta, a Casazza, a Caino o a Bangkock. Un oggetto che dialoga con sé stesso, che rifiuta qualsiasi confronto, più per dimensioni che per linguaggio architettonico. Sempre a mia modesta opinione a 50 m. dalla Loggia non si può accettare la presenza di un edificio autoreferenziale.
    inaccettabile in un contesto storico.

    P.S. Non credo nemmeno che le obiezioni politiche decisive vengano dalla Lega. Ho l’impressione che anche (o solo) diversi esponenti del PdL non se la sentano di mandare avanti un progetto con un linguaggio architettonico così dissonante.

  10. Flavio Pasotti ha detto:

    Alessandro, come sai condivido integralmente

  11. Stefano ha detto:

    la giunta del disfare fa 90. come LA PAURA.

    paura che un angolo centrale non riesca mai a diventare la piazzetta che merita. paura che si faccia il cubo bianco ma si lascino marcire i vari palazzi storici che, sparsi per il centro, restano vuoti.
    paura che questo metodo di lavoro spesso improvvisato e affidato ai proclami diventi la regola per gestire Brescia.
    buone feste a tutti!
    Ste

  12. Dimitarch ha detto:

    Is that a picture of the building site?

    I’m an architectural student from Moscow and I’m searching more info about this project.
    I expecially like the façade pattern realized with Grasshopper. I saw some pictures in another blog ( http://btlb.blogspot.com/2010/04/first-prize-students-area-in-brescia.html )

    Is that project alredy going to be realized? More picture please!

    Thank you,
    best egards,

    Dimitar

  13. Indira ha detto:

    speriamo che qualcuno porti delle gocce calmanti all’assessore , mi sembra troppo agitato , gli fa male

  14. Qol Sakhal ha detto:

    Confesso che sono ignorante di architettura e di urbanistica e per di più sono un po’ prevenuto verso la categoria degli architetti ai quali si devono tante belle opere e pure tante brutture; il mio senso estetico poi davanti ad un quadro si limita a farmi dire: “mi piacerebbe svegliarmi e vedermelo davanti, ogni mattina” e all’ascolto di un brano musicale a farmi desiderare di risentirlo. E’ per questo che mi permetto di chiedere un favore all’architetto Alessandro Benevolo; questo: mi vuol spiegare, in termini comprensibili anche ad un uomo qualsiasi come me, PERCHE’ “li si sarebbe riportata la necessità di corrispondere un nuovo volume” ?
    La ringrazio e le auguro un sereno Santo Natale.

  15. Alessandro Benevolo ha detto:

    Caro Sakhal, Lei ha ragione. Noi architetti spesso parliamo e scriviamo dando per scontate conoscenze che in realtà circolano solo tra “addetti ai lavori”. Non conoscenze fondamentali per la verità.
    Se Laura sopporta provo volentieri a spiegare su questo blog perché c’è bisogno di un edificio (volumetricamente definito) in Largo Formentone.

    Fino agli anni’30 (per 600 anni circa) sono esistite lì delle case comprese tra la Via San Faustino e il vicolo retrostante (rua Sovera). Erano case di origine medioevale, parte di un quartiere che arrivava fino al fianco della Loggia (che non era visibile, come si può facilmente intuire dalla spoglia fiancata messa oggi a nudo). La Via San Faustino terminava direttamente in Piazza Loggia. Il Podestà di Brescia dell’epoca decideva di smantellare questa terminazione del quartiere di San Faustino per far posto ad un edificio per uffici da affiancare al volume della Loggia (nello stile del palazzo delle Poste di Piazza Vittoria). La nuova costruzione andò in fumo, la demolizione no: si realizzò inutilmente creando uno slargo che faccio fatica a chiamare piazza: Piazza Rovetta. Se ci si fa caso, ogni edifico frontistante questo slargo non si affaccia, ha dei prospetti inadeguati che non si rivolgono a quello che hanno davanti (proprio perché questo spazio non è mai esistito).
    Sarebbe bello ripristinare questo “pieno” della città rimarginando oggi questa antica ferita (non così antica considerando il lungo periodo della città storica) e restituendo coerenza al disegno urbano, ma non mi faccio illusioni: la Soprintendenza schiererebbe l’esercito a difesa della sconcia facciata della Loggia impedendo ogni avvicinamento. Tuttavia, di quel pezzo di quartiere andato perso è ricostituibile proprio l’elementro coincidente con il Largo Formentone: la prosecuzione delle case di Via San Faustino fino all’incrocio con l’asse di Corso Mameli. Questo pezzetto d’isolato ricostruito verrebbe a collocarsi a distanza di sicurezza dalla Loggia, con una nuova facciata principale rivolta verso Piazza Rovetta e resa finalmente coerente e due facciate secondarie da rendere coerenti con le esistenti vie San Faustinom e Sovera.
    Tutto qui. Io sono architetto ma non mi schiero circa il linguaggio architettonico di questa possibile ricostruzione: potrebbe essere un edificio con un’architettura contemporanea come quello che è uscito vincitore dal concorso di Labolani, potrebbe essere un edificio sempre moderno come quello che avevano proposto gli uffici comunali appena prima del concorso, potrebbe essere un edificio più tradizionale che si sforzi di assomigliare alle case che c’erano. In ogni caso questo nuovo volume deve essere realizzato DOV’ERA in quell’inviluppo volumetrico che la storia ha sedimentato. E’ questa la regola che deve essere seguita in un contesto storico e che il piano regolatore avrebbe dovuto fissare (cui mi riferivo nel precedente intervento e che, al contrario non è indicata).
    Vede caro Sakhal se Lei avesse subito un incidente e avesse perso un dito della mano, mettiamo l’anulare, non vorrebbe restare senza. Se ne avesse l’opportunità chiederebbe una protesi e probabilmente non la vorrebbe che lunga come un mignolo o grossa come un pollice. La vorrebbe “com’era dov’era”. Se deve essere di plastica, di legno o di goretex lasciamolo scegliere al medico (agli architetti) e per carità non lasciamo loro delle decisioni che vadano oltre.
    Un caro saluto

  16. Qol Sakhal ha detto:

    Grazie Alessandro Benevolo per la sollecita e chiara risposta al mio quesito. Si tratta quindi, se ho ben compreso, di una questione filologica, di recupero dello spazio perduto indipendentemente dai contenuti pratici che si vogliano dare a quello spazio. E’ certamente una soluzione accademica che come tale non mi sento di discutere anche se per me l’armonia di uno spazio è data soprattutto dalla gente che lo vive. E per me piazza Rovetta e largo Formentone sono, così come sono o con pochi interventi non invasivi, tra gli spazi più vivi della nostra città.
    Di nuovo la ringrazio per la cortese risposta e auguro a lei e famiglia un sereno Natale.

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