Sono trascorsi 33 giorni

Laura Castelletti, 24 ottobre 2010 » bruttezze, non mi piace, urban center

Sono trascorsi 33 giorni e Largo Formentone si presenta in questo modo. E’ migliorata la città?

Il 21 settembre 2010 è iniziata l’opera di smantellamento della Pensilina di Largo Formentone. L’opera di demolizione è stata completata. Da giorni il panorama urbano che si presenta è quello delle foto. E’ evidente che chi ha demolito l’ha fatto senza avere chiaro in testa come procedere.

Noi, nel frattempo rischiamo di abituarci a tutto senza porci più domande.

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27 Responses to “Sono trascorsi 33 giorni”

  1. Stefi ha detto:

    e sì Laura hai ragione la gente poi si abitua e si dimentica. Accoglie senza chedersi troppi perchè quello che arriva, fingendo di non sapere che si può e si deve avere di meglio.

  2. giulia moroni ha detto:

    …purtroppo e’ così ed e’ molto triste…ma dobbiamo imparare di nuovo a osservare,aprire gli occhi,a pretendere che si facciano i lavori…il degrado urbano fa’ male…anche all’anima.basta brutture!!!

  3. agostino ha detto:

    Non svegliare il can che dorme.

  4. leo ha detto:

    Personalmente mi sono abituato subito all’assenza del catafalco nero, alto e sgraziato (alla pungente pioggia di oggi, riparava poco, con un attimo di vento).
    Chiaro che la giornata bigia e il muro “umidoso” in fondo, non aiuta.

  5. roberto ha detto:

    Vedrete che le cose miglioreranno, su quello schifo di parete (non è colpa sua) presto comparirà un mega cartellone per fare pubblicità alla nuova mostra: “Matisse – La seduzione di Michelangelo”.
    Una precisazione alla giunta comunale, non prendete troppo sul serio quello che ho scritto voleva essere una provocazione piena di ironia, si sa mai che a qualcuno l’idea piaccia e la voglia veramente applicare (il CARTELLONE di Via Vittorio Emanuele insegna).

  6. Daniela ha detto:

    ..si si, sono d’accordo. Tutto quel vuoto dà troppo fastidio. Da cittadina “impegnata” vorrei tanto che,appena smantellata la pensilina,lo spazio fosse stato immediatamente riempito.. Mi sembra di ricordare che ci sia un progetto in tal proposito, anche molto discusso.Forse è per questo che in una notte non è sorto un nuovo edificio??!!!L’importante è che non diventi un “letto” per quei senza tetto che riempivano quegli spazi fino a poco tempo fa…

  7. claudio buizza ha detto:

    Nessuna persona ragionevole ed onesta può sostenere che quanto realizzato fin’ora (la demolizione) serva alla città ed ai Bresciani. E che oggi sia meglio di prima.
    L’immagine desolante e triste è testimonianza di una prepotenza muscolare e sciocca, messa in mostra utilizzando il denaro dei Bresciani.

  8. angelo ha detto:

    eh si avete proprio ragione,sono stati spesi un sacco di soldi pubblici per mettere in piazza un obbrobrio, altrettanti per toglierlo, e adesso vi lamentate pure!!ma vi rendete conto di cosa state dicendo??

  9. Qol Sakhal ha detto:

    I nostri amministratori mi sembrano fatti della testa pasta del sindaco di Adro: “ho fatto una cazzata ma non torno indietro!”

  10. paolo vitale ha detto:

    Prima c’erano panchine e bancarelle adesso solo auto parcheggiate. Prima gente seduta che parlava e venditori che trattavano, ora auto che vanno e vengono e la gente si siede per terra e sui portabici.

  11. Daniela ha detto:

    più che gente seduta che parlava ed i venditori che trattavano, io ricordo il luogo sfruttato come “dormitorio” e punto d’incontro per gente poco raccomandabile…quanto alle auto parcheggiate, i vigili mi hanno informato che sono dei consiglieri impegnati in Loggia, in attesa che vengano terminati i lavori…io sono favorevole ad un progetto che possa riqualificare la zona…proposte concrete?

  12. stellina ha detto:

    è tutto un degrado… si potrà sperare in meglio?..tutti gli Amministratori dimenticano sempre !

  13. marina ha detto:

    come daniela anch’io ricordo un luogo ” estraneo ” , adesso è temporaneamente vuoto , e da quando poi si misura il tempo in giorni ?
    33 giorni …. capirai ! scriva a striscia la notizia !

  14. Qol Sakhal ha detto:

    @ Daniela. Chi ti ha detto che quelle persone che sostavano sulle panchine erano poco raccomandabili? Tra quelle c’ero pure io e il mio amico Hamid, e l’allegro Franco e tanti altri molto più raccomandabili di coloro che usano i soldi dei contribuenti per andare a cena. Perchè non ti fermi un po’ a chiacchierare con questa gente? tanto per conoscerla un po’?

  15. roberto ha detto:

    @Daniela
    Questa zona ha sempre avuto una vocazione/tradizione per il mercato.
    Perchè non coniugare la tradizione con la modernità creando un mercato al coperto?
    Ovviamente con una struttura che sia consona all’ambiente nella quale viene inserita (siamo in pieno centro storico) dotandola, per renderla autosufficiente dal punto di vista energetico, di pannelli solari e fotovoltaici.
    Proprio perchè l’area non è immensa si potrebbe creare un gioiellino additato da tutti ad esempio.

  16. stellina ha detto:

    @ daniela, “poco raccomandabile”?? da cosa lo deduci ?
    @roberto, concordo pienamente con te, sogno o realtà ? :-)…potrebbe diventare seriamente un esempio positivo

  17. Carlos Mac Adden ha detto:

    @roberto, come sarebbe “bello” un mercato serio, fatto di piccoli/medi produttori che con passione e competenza offrono autentici tesori. Niente prodotti globalizzati o Made in China, ne abbiamo fin troppi, ma frutta, verdura, formaggi, salumi e quant’altro del nostro territorio. Magari a rotazione, ce ne sono tanti sapete, per zone, che la nostra provincia è tra le più estese d’Italia e certamente una delle più ricche e misconosciute, in prodotti particolari che la vendita diretta renderebbe più accessibili … Il tutto con i giusti servizi, ben realizzato, in modo da poter costituire un’attrazione anche per chi bresciano non è … Cosa costa sognare?

  18. roberto ha detto:

    @stellina

    Per diventare un esempio positivo basterebbe che la nostra amministrazione cominciasse realmente a seguire i suggerimenti dei cittadini.
    Nessuno pretende di avere la bacchetta magica, ma mille teste danno mille ideee diverse, se ci si limita a cercare nel proprio orticello di fatti se ne fanno pochi.
    Comunque sognare non costa nulla. 🙂

  19. Stefi ha detto:

    Condivido in pieno Carlos. Non mi sembra un sogno. Questa estate sono stata a La Rochelle e in centro città c’è proprio un mercato, all’interno di un bellissimo edificio storico, che ha le caratteristiche che tu descrivi.

  20. stellina ha detto:

    @ roberto, no..non costa nulla(almeno questo!!) sognare.. ed è anche bello e raro ai nostri tempi ! :-)…
    P.S. concordo con il tuo pensiero…
    buona serata..

  21. Daniela ha detto:

    @ Qol e Stellina: non ho pregiudizi nei confronti delle personeche non conosco e non giudico…ma se sono testimone di comportamenti normalmente definibili delinquenti, ritengo poco raccomandabile chi adotta questi comportamenti..non conosco il sig Qol ed i suoi amici, saranno sicuramente ottime persone, ma ciò non preclude la presenza di chi non lo sia.
    Quanto alle proposte per riqualificare la zona,so dalla stampa che nell’ex-oviesse sta nascendo “L’arcipelago del gusto”, che verrà inaugurato a Dicembre, nel quale avranno casa una serie di esercizi dedicati alla tipicità dei prodotti.Sempre dai giornali, so che in Piazza Mercato( chissà perchè questa Piazza è stata denominata così?)il Comune ha attuato un progetto per riqualificare le bancarelle, per renderle decorose,in sintonia una con l’altra e con il contesto. In ultimo, se non ricordo male, ho letto anche di qualche progetto in merito al mercato del sabato di Piazza Loggia.Ne abbiamo veramente bisogno, di altre bancarelle,tutte nel raggio di pochi metri?
    Altre proposte no?

  22. Carlos Mac Adden ha detto:

    @Daniela benissimo, ci possono essere altre proposte, la mia e quella di altri era una delle tante possibilità per rendere “vivo” un luogo. Solo una considerazione: dovremmo riempire un terzo di Brescia di bancarelle per bilanciare i metri quadri di GDO e centri commerciali presenti nella provincia, inoltre, come in tutte le cose, esistono bancarelle e bancarelle … e di cose bislacche e quanto meno discutibili in questo campo ne ho viste sin troppe …

  23. Alessandro Benevolo ha detto:

    Ogni volta che guardo il muro cieco della “spina” di edifici tra Rua Sovera e Via San Faustino (immagine a sx scattata da Laura) mi prende il magone. C’è una soluzione così ovvia che nessuno prende mai in considerazione. Perché non appicichiamo a quel muro un edificio esattamente di quella sagoma avanzando fino all’allineamento di Corso Magenta? Un edificio semplicemente residenziale, con piani terra commerciali (come tutta Via San Faustino) e un linguaggio architettonico moderno. Non costerebbe niente, ripagherebbe i costi dell’edificazione e dello smontamento della pensilina con un largo resto a vantaggio del Comune.

  24. agostino ha detto:

    @ Alessandro: forse volevi dire Corso Mameli. Fino a Corso Magenta mi sembra un po’ troppo. Idea semplice e ragionevole, ma non credo che la normativa sulle distanze degli edifici lo consentirebbe. Ciò che vale per i privati vale anche per l’iniziativa pubblica. Una deroga sarebbe un precedente pericoloso.
    @ Daniela: non si capisce perchè ogni volta che c’è qualcuno poco raccomandabile che gira per la città bisogna demolire i luoghi che frequenta. Con questa logica il quartiere del Carmine lo si sarebbe dovuto abbattere già qualche decennio fa. Ora le stesse bancarelle di largo Formentone sono state trasferite alla Freccia Rossa. Che facciamo, demoliamo pure quella? Però, quasi quasi…..

  25. Alessandro Benevolo ha detto:

    Volevo in effetti dire Corso Mameli. La normativa sulle distanze tra edifici non si applica ovviamente nelle zone storiche: se così fosse ogni edificio del centro storico di Brescia la violerebbe. Il sedime che proponevo di ricostruire è stato occupato da un edificio per circa 700 anni (dal 1230 al 1930 ca.): ci sarebbe da ridere caro Agostino se un Decreto Ministeriale del 1968 impedisse di ricostruire un edificio incautamente demolito.

  26. Qol Sakhal ha detto:

    So che, per (de)formazione professionale gli architetti vorrebbero sempre “riempire i vuoti” e mi vien da pensare, non solo per via del cognome molto noto a Brescia, che Alessandro sia un architetto. Trovo la sua proposta buona a metà; vedrei bene infatti una costruzione che lasciasse livera mettà dell’area.
    @ Daniela. Per favore mi vuoi chiarire meglio la frase che mi hai dedicato più sopra? Io non l’ho capita; mi pare molto contraddittoria.

  27. Gianfranco Fassini ha detto:

    Laura se non ricordo male la pensilina ancora nel mese di agosto era destinata al parco pescheto di via Corsica e lo posso confermare perché un fotografo incaricato dal comune è venuto a fotografare il parco dal 3° piano del condominio di fronte al parco stesso e tempo 40 giorni la pensilina sarebbe stata installata mentre ora è al magazzeno di via del carso, non è per caso che qualcuno su questa storia ci mangia alla grande come sulle carde di credito?

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