Socialista senza tessera. Pensavo non sarebbe mai successo

Laura Castelletti, 26 settembre 2009 » mi piace, politica

cuore

Ho alle spalle una lunga militanza nel Partito Socialista. Il Partito Socialista è da sempre la mia casa politica. Si è trattato di una storia fatta di momenti esaltanti, ma anche di momenti di grande sconforto, di vittorie e sconfitte, insomma di alti e basse come per tutti i legami sentimentali. E’ stata soprattutto un’esperienza mai rinnegata, né prima né ora. Devo anche dire che la storia è stata dura con noi, dura con noi socialisti, in alcuni momenti feroce; ma in ogni istante, dentro la terribile tempesta che ci ha investito ho sempre tenuto duro.  Chi mi conosce lo sa bene. Se guardiamo la realtà con spirito libero, non condizionato da affetti e sentimenti, dobiamo dire che c’è stato il tempo per il recupero (sono passati più di 17anni dal ’92 anno della grande disfatta e di Tangentopoli) e questo tempo è stato molte volte sprecato. Oggi a livello nazionale il Partito Socialista compie una nuova scelta in direzione di quel tempo sprecato e io, lo scrivo in modo chiaro e semplice, non intendo seguirlo. Quella adottata, quella di Sinistra e Libertà (S&L), è infatti una linea e una prospettiva politica, che non posso condividere.  L’assemblea nazionale di domenica a Napoli ha indicato un percorso,  certo non una fusione a freddo, che passa dalle prossime Regionali/Amministrative con la presentazione del simbolo in tutte le realtà e arriva poi a un Congresso fondativo verso l’estate. E’ chiaro che non hanno formazione socialista e tantomeno perseguiranno politiche riformiste Vendola, Ochetto, Fava o Bertinotti che rappresentano i riferimenti dei nostri potenziali compagni di avventura politica. Sono le stesse ragioni che mi hanno visto osteggiare l’alleanza stile Unione per le elezioni al Comune di Brescia, che mi hanno visto intraprendere alle Provinciali un percorso con l’UDC che  intenderei, almeno in città, continuare a coltivare (anche se la poca chiarezza e le molte timidezze dell’UDC , in presenza di qualche affondo pesante della Lega nei loro confronti che li emargina ogni giorno di più, non aiutano). Scelgo quindi, per correttezza e limpidezza di comportamento, di non aderire al progetto di S&L, e insieme a me lo fanno tanti altri compagni d’avventura di questi anni. Abbiamo deciso, tutti insieme, di non rinnovare la tessera al partito. C’è però la volontà di continuare il nostro cammino politico, di mantenere e organizzare una posizione autonoma che trova nella Lista Brescia per Passione il punto di riferimento. Questo mi fa molto piacere: è il segno che l’impegno di questi anni non solo ci ha dato visibilità, ma possibilità di aggregare persone e idee. Una realtà sempre più civica che esprime al suo interno presenze socialiste forti, ma anche storie di appartenenze e di origine differenti. Il socialismo è un modo di vivere e soprattutto una cultura. Ha relativa importanza oggi che sia identificato in un partito (tanto meno in S&L); l’importante è che resti la cultura e si sviluppi, si coltivi. I socialisti oggi sono sparsi in diverse realtà politiche bresciane  (dal Pd al PdL)… sparsi, ma sempre singoli. Non formano un gruppo e non fanno neppure tendenza. Noi vogliamo continuare a fare gruppo, a fare tendenza, a rappresentare i bisogni dei bresciani e indicare risposte alternative all’attuale governo locale di centrodestra. Cosa faremo in futuro? Non chiedetemi delle alleanze: la ragione stessa delle convergenze è diventata la “ragione” stessa della vita politica, esasperando il peso della tattica. Ci alleeremo con chi avrà programmi convincenti oppure con chi sapremo convincere con le nostre proposte. C’è oggi un “ nuovo fermento” in città sui temi legati al territorio e alle scelte strategiche che ridefiniranno la forma urbana della nostra città. E’ in quell’ambito che credo vanno ricercate sintonia e condivisione d’intenti. Preferisco continuare a concentrarmi su temi che interessano la quotidianità dei nostri concittadini focalizzando l’attenzione su alcuni obiettivi, sulle criticità e sulle opportunità che la città offre. Chi è all’opposizione come me, non può non avere l’ambizione di tornare a governare nella convinzione di poter fare meglio di chi oggi decide del futuro di questa città. Io e tanti altri  abbiamo questa ambizione. Sappiamo quali sono le nostre potenzialità attuali, sappiamo che non ci interessa sprecare energie per allearci con chi pensa di cambiare prospettiva politica con il “comitato di liberazione dalla Giunta Paroli”. C’è bisogno di una opposizione che consenta d ricostruire alleanze con la società (quelle si!) intorno a un programma convincente e realizzabile di progetti per la città. L’impresa non è facile. Il centrodestra è stato scelto, ha raccolto consensi e certamente si radica grazie anche a un potere che esercita sotto ogni sua forma  e al 100%. Si tratta di aderire alla realtà in una città in declino (stiamo clamorosamente scivolando verso il basso in tutte le graduatorie possibili e immaginabili), degradata, in profonda crisi nei luoghi e nei meccanismi della socializzazione,  fornendo alle ansie e alle preoccupazioni (di Ideal Standard ne avremo purtroppo tante altre) dando risposte efficaci e alternative al governo attuale.  Oggi in città si respira diffusamente un sentimento di delusione verso chi governa, verso quelli a cui si è scelto di affidare la città. Vogliamo animare un disegno strategico ambizioso di governo della città che trovi fondamenta su programmi solidi.

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11 Responses to “Socialista senza tessera. Pensavo non sarebbe mai successo”

  1. Romano Renato ha detto:

    La mia risposta è la seguente:
    Non è fuggendo che si vincono le battaglie; anch’io dopo anni di impegno soltanto i Cgil per le battaglie sacrosanti del Sindacato ha deciso di rientrare all’interno del Partito, non certo per la seggiola, ma per cercare di conglobare le forze socialiste, su un progetto, per quanto riguarda Brescia, di rilancio e di riorganizzazione, per poter andare al confronto, sempre a Brescia, non come dei pellegrini della politica, come pensa il vecchio Squassina, ma come interlocutori validi e preparati, visto gli squarci, ben visibili, che si vedono all’interno della Sinistra standardizzata chiamata Pd, all’interno della nostra realtà locale; è molto difficile per noi allearci con in nostri attuali partners, pensate il Pd a Brescia conglobare tutte le anime politiche esistenti; lasciamo che si contino, poi toccerà a noi.

  2. edi ha detto:

    una scelta dolorosa e difficile, ma tu sei una persona che guarda sempre avanti ed il tuo impegno politico è una garanzia per noi che sognamo una citta’ diversa da quella attuale

  3. Lorenzo Cinquepalmi ha detto:

    ho condiviso fin dal primo momento la contrarietà al progetto di Sinistra e Libertà espressa dalla maggioranza dei miei compagni bresciani, e non ho perso occasione per manifestare il mio (umile e marginale) dissenso alla linea del partito. Nel contempo, tuttavia, ho fin da subito scelto, e affermato con chiarezza, di rinnovare comunque la mia tessera, almeno fino a quando sulla stessa continuerà a esserci scritto Partito Socialista. E, con in tasca la tessera di quella che continuo a ritenere la mia casa, mi impegnerò, coll’impegno che mi verrà chiesto, nel progetto socialista di Laura e degli altri compagni bresciani. Non credo che avere la tessera del Partito Socialista potrà essere considerato dai miei compagni Guindani, Castelletti, Cantoni, Gritti e da tutti gli altri, una ragione per non essere più considerato un loro compagno di strada, un convinto sostenitore delle nostre, comuni, idee. La contraddizione è solo apparente: prima di tutto perchè essere riformisti (come deve essere un socialista) significa sapere che le cose si cambiano da dentro; e poi, perchè sono convinto che la posizione autonomista, che oggi sembra minoritaria nel Partito Socialista, potrà non esserlo domani. Cosa accadrà di questa mia (ripeto: apparente) contraddizione? La mia adesione all’iniziativa di Laura è pubblica: se il partito riterrà che abbia rilievo disciplinare mi difenderò in quella sede; se il quel che resta del partito celebrerà un congresso a Brescia io porterò la mia tessera in quell’assise e vi esporrò le mie idee. Se, poi, la prossima tessera non recherà più la dizione Partito Socialista ma Sinistra e Libertà, la mia contraddizione cesserà di essere: non avrò bisogno di uscire da qualcosa che non, a quel punto, non esisterà più.

  4. Romano Renato ha detto:

    Io ricordo sempre ai compagni, che la tessera al Partito Socialista è una tessera ad un ideale Socialista, non certo di proprietà di Dionigi o della Maffi. Loro mi conoscono, fin dai tempi del compagno Gianni Panella, non sono mai stato alla loro “Corte” e non lo sarò mai e non cambierò mai il mio ideale: il Partito Socialista sono le idee di tutti, liberamente espresse, non un “Feodo” di qualcuno.

  5. enzo longo ha detto:

    un uomo di un posto dove le persone erano divise in nostri e vostri, non sapeva da che parte stare, una volta però gli chiesero tu da che parte stai, e lui capì che non stava dalla parte di quelli che gli chiedevano da che parte stava…

  6. Romano Renato ha detto:

    Io non chiederò mai da che parte stai. Io credo sempre che “ideale” hai ed in “cosa credi” (non sono un prete).
    Le barricate, all’interno del Partito Socialista, sono una grande “CAZZATA”, si deve sempre lavorare per la società ed anche per avere come “SOCIALISTI” di poter parlare, di potersi anche duramente confrontare e di trovare le soluzioni, non per i nostri “capi”, ma per tutta la società.

  7. Lorenzo Monti ha detto:

    Mi dispiace che sopratutto Laura Castelletti si sia allontanata dal partito. Io non seguirò il loro esempio. Guindani ha sempre occupato posti, me lo aspettavo.
    Laura ripensaci. Forse un gesto di rientro rispetterebbe di più i tuoi amici e compagni.

  8. Giovanni Arcari ha detto:

    Ottima scelta Laura. Oggi un simbolo non rappresenta più un insieme di ideali. Mostra ciò che sai fare scevra da qualsiasi etichetta! Brava!

  9. enzo longo ha detto:

    GUARDA ROMANO… ABBIAMO LA TERRA,ABBIAMO L’ACQUA,E CI FACCIAMO IL FANGO? TI AUGURO UNA BUONA SEMINA.

  10. Lorenzo Cinquepalmi ha detto:

    …beh, senza il seme, con acqua e terra giusto il fango si può fare. Che seme abbiamo da seminare e far crescere? Io credo ce ne siano, e di molto promettenti, ma è giusto su questo che bisogna trovarsi d’accordo

  11. Corrado Corradini ha detto:

    Ciao Laura,
    ammiro la tua coerenza, essere socialisti vuol dire abbracciare un ideale umanistico e non solo politico. Da parte mia rinnoverò ancora la tessera, ma mi piacerebbe vedere il partito prendere una posizione decisa di entrata nel PD. Non è più tempo di ondivagare cercando una nicchia che non esiste. E’ tempo di scelte coraggiose e di unità d’intenti.
    Un appello. A tutti i socialisti che sono confluiti nel centro destra: si impone a grande forza la questione morale, molti di voi nutrono rancore per ciò che è successo al tempo di Craxi, questione Moroni compresa, è arrivato il tempo di un confronto aperto, la società ha sempre più bisogno di chiarezza e di ideali di solidarietà sociale. Il movimento socialista è e resta ancora il cardine dell’equilibrio politico italiano. Laura Castelletti è, a parer mio, una voce autonoma e autorevole che ha bisogno del sostegno di tutti i socialisti onesti, sinceri, autorevoli e che vogliono riportare la politica italiana ad essere una vera politica di programma e non di slogan.

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