Smart Meetings per conoscere la città del Futuro

Laura Castelletti, 24 marzo 2014 » cultura, mi piace, urban center

smart meetingsUn report realizzato recentemente per la commissione Industria Ricerca ed Energia del Parlamento Europeo ci dice che negli ultimi anni le città sono protagoniste di una vera e propria rivoluzione: quella della sostenibilità.

Di tutte le città presenti nei 28 stati dell’UE, infatti, quasi il 90% di quelle con più di 500mila abitanti ha attivato la pianificazione di progetti “intelligenti”.

Sono però le città più piccole -con un numero compreso tra 100 e 200mila residenti- le città in cui questi progetti si realizzano davvero. Numeri che incoraggiano l’amministrazione comunale a investire in questa direzione.

Ma cosa significa progettare “con intelligenza”?

Sostanzialmente, significa intervenire su tre aspetti.

Il primo è quello di ri-pensare ai settori chiave della città in termini di vivibilità e di risparmio energetico. Questi settori sono 6 e possimo individuarli come: governance (termine che comprende il rapporto tra amministrazione e cittadini), mobilità, economia, ambiente, abitudini di vita e modi di abitare la città e, naturalmente, le persone.

L’approccio deve essere quello dell’ “ecosistema”, cioè considerare ogni aspetto non come una realtà indipendente, bensì strettamente legata agli altri cinque.

come intendiamo lavorare

Il secondo intervento va fatto pensando alla città non come a un’isola, ma considerando i contesti in cui è inserita, sia geografici che normativi. E qui la parola chiave è “replicabilità” ovvero: realizzare concretamente un progetto / prodotto / servizio che possa adattarsi ad altri contesti urbani mantenendo inalterata la sua essenza e, soprattutto, i suoi risultati.

Quello della replicabilità è un concetto sul quale investiamo, che racchiude un senso di solidarietà urbana. Ma è anche la chiave per comprendere il perché si associa smart city al rilancio economico: perché la replicabilità è la chiave per la creazione di un nuovo mercato, in cui sono chiamati a investire sia il pubblico che il privato.

Il terzo intervento, invece, è quello che decreta definitivamente il successo (o l’insuccesso) di una smart city ed è anche quello più difficilmente misurabile e quantificabile. E’ su questo che concentriamo ora la nostra attenzione e le nostre energie.

Si tratta della creazione dei cosiddetti “smart citizens”, ossia i cittadini intelligenti.

Ma cosa significa esattamente rendere i cittadini “intelligenti”?

Partiamo da qui: essere intelligenti non significa sapere le risposte, bensì farsi delle domande, stupirsi, essere curiosi.

cosa voglia fare

Essere cittadini intelligenti è comprendere che il modo in cui viviamo nella città condiziona la città stessa. Dunque, essere cittadini “smart” vuol dire prima di tutto analizzare la propria vita per capire come migliorarla rendendola anche più efficiente. Dipende da noi il nostro futuro, pare sempre più chiaro.

Se consideriamo i capitoli chiave di cui ho scritto sopra allora avremo che i cittadini smart:

  • comunicano e interagiscono con l’amministrazione, chiedendo un alto standard nella trasparenza delle informazioni, nella disponibilità dei canali, nelle risposte offerte e nei servizi erogati;

  • si muovono nella città potendo scegliere i mezzi più veloci, più comodi, più eonomici e più ecologici;

  • hanno una professionalità riconosciuta e trovano sul territorio le opportunità per continuare a crescere nel loro ambito e settore; inoltre, hanno un rapporto costante e collaborativo con le associazioni di categoria, di settore e gli enti di riferimento;

  • hanno comportamenti quotidiani e modificano le proprie abitudini e le proprie scelte (alimentari, di consumo, di moto) per essere più ecologici e preservare il proprio stato di salute;

  • scelgono gli ambienti in cui abitano e lavorano secondo principi di comfort ma anche di economicità e di ecologia;

  • si sentono parte attiva della propria città, partecipano alle community (reali e virtuali) che la animano, vivono il presente con responsabilità verso il futuro.

foto di Nicolò Galeazzi

foto di Nicolò Galeazzi

Gli smart citizens sono cittadini che nella città digitale esercitano pienamente il loro diritto/dovere di cittadinanza e residenza. E sono effettivamente liberi.

Nella città che coniuga digitale e analogico, virtuale e reale, tecnologico e umano, la libertà è un diritto che passa dalla garanzia di almeno due principi:

quello dell’accesso, o anche dell’abbattimento del digital divide o esclusione dalla rete;

e quello dell’alfabetizzazione digitale, che permette di cercare nella rete le informazioni e i dati che occorrono per esercitare i propri diritti di cittadino.

smart_city

Con questa consapevolezza, ho presentato sabato (con la Dr.ssa Busato e il Dr Trentini) il primo ciclo di incontri pubblici dedicati all’ecosistema della smart city. Li abbiamo battezzati “Smart meetings” perché sono proprio un momento di “incontro”, un faccia a faccia, nello stesso luogo fisico (Urban Center), in cui come città ci confrontiamo e ci mettiamo in relazione con altre realtà urbane che stanno facendo lo stesso percorso di Brescia. 

Per questo, nel calendario, trovate i nomi di ospiti prestigiosi che arrivano da tutta Italia, da Torino a Bari, da Milano a Genova a Roma.

calendario meetings

Perché le città riescano a crescere culturalmente ed economicamente non possiamo esimerci dalla necessità di “fare rete”: un principio che chi frequenta il web conosce bene, ma che le amministrazioni qualche volta faticano ancora a comprendere appieno.

La rivoluzione delle città, purtroppo, non coincide ancora con uno sforzo dei governi per favorire gli ecosistemi nazionali e le partnership tra pubblico e privano, nonostante l’Agenda Digitale Europea abbia ormai già qualche anno (è stata presentata dalla Commissione Europea nel settembre 2010) e il programma quadro Horizon 2020 sia già attivo dallo scorso 11 dicembre 2013, data in cui si sono aperti i primi 64 bandi e sono stati stanziati i primi 15 miliardi di euro.

Voglio infine sottolineare che gli Smart Meetings saranno ospitati dall’Urban Centre,  lo spazio pensato e nato proprio per iniziative che facciano cultura nella città di nuove forme di partecipazione e che aiutino i cittadini ad esercitare pienamente la propria libertà e diritti.

La smart city non è solo un percorso di tecnologie e di dati, ma è un orizzonte collettivo e partecipato per tutti i cittadini. Iniziamo giovedì un nuovo percorso per immaginare insieme la città del futuro.

Tutte le informazioni (date, orari, luogo, biografia dei relatori) le trovate qui.

 
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