Sguardo femminile sulla città

Laura Castelletti, 2 febbraio 2013 » donne, mi piace, pensieri in libertà

a volte gli occhi migliori per guardare la nostra città sono quelli dell’ospite di passaggio che ci osservano senza pregiudizi, “pare mentali” e percorsi prestabiliti. e’ stato così per lo sguardo che una giornalista di vanity fair  ha gettato sulla nostra bella brescia e il carmine, uno sguardo che ha colpito subito una cara amica che ha voluto segnalarmi il pezzo giornalistico. ve lo giro, datemi un vostro parere.

 

arriva la primavera e si risveglia la città. con mostre ed eventi. perfetti per un viaggio al femminile.
una piccola città che si mobilita per attivare una stagione vivace dal punto di vista culturale e artistico. brescia, dal prossimo mese, cercherà di svecchiare l’immagine un po’ austera di città industriale aprendo al pubblico, dopo anni di scavi e di lavori, l’antico capitolium romano e altre due mostre d’eccezione. con la primavera è prevista una rinascita culturale del capoluogo lombardo, che ne fa una meta perfetta per un viaggio, da sola o con le amiche, tutto al femminile … (continua qui)
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8 Responses to “Sguardo femminile sulla città”

  1. Andrea scrive:

    Che meraviglia!

  2. Qol Sakhal scrive:

    Si, quell’articolo è proprio una meraviglia! Brescia capoluogo lombardo, il Carmine, senza che ce ne accorgessimo, si è spostato a sud del centro ed i suoi abitanti sono tutti alla finestra felici e contenti per la movida. Comunque è un articolo in piena sintonia con la rivista da anticamera del parrucchiere per signora che l’ha pubblicato.
    E tu, Laura, che ne pensi? Il mio pensiero conta un bel nulla ma il tuo….

  3. Totonno scrive:

    Non conosco abbastanza la sig.ra Castelletti per capire se scherza o fa sul serio. In ogni caso questo articolo è una chicca.
    Capisco che serva un po’ di ottimismo, ma questo non è ottimismo… questa è idiozia pura.
    E poi sempre queste donne donne donne, non se ne può più (non delle donne naturalmente ma di chi ci fa su questa retorica da strapazzo)… eccheppalle!
    E’ vero comunque che il giudizio dell’ospite di passaggio è il più credibile. Vi cito quello tipico: “Ma come vi siete ridotti qui a Brescia?”

    PS Pare mentali… incredibile.

  4. Marcella scrive:

    Da un tonno balbuziente non ci si può aspettare molto, forse il luogo a lui più adatto sarebbe il parco ittiologico in compagnia di qualche carpa di passaggio, ma anche la carpa e’ femmina ed ha il suo perché.
    Io credo che l’ospite di passaggio di cui parla totonno che dice ” ma come vi siete ridotti qui a Brescia”, l’abbia detto proprio perché ha conosciuto totonno ed ha quindi ragione, siamo ridotti proprio male.
    Che Brescia, nonostante tutto abbia ancora risorse umane, professionale e artistiche che la rendono preziosa e che molte di queste persone siano donne non e’ retorica e’ realtà che tanti ci riconoscono, tranne gli esperti in “pare demenziali” .
    Rassegnati caro e nuota sereno, noi donne non amiamo la mattanza, ci basta la buona educazione.

  5. Anna scrive:

    Chi usa parole di disprezzo per i parrucchieri e le loro anticamere e’ perché , ammesso che abbia i capelli, sotto non ha niente altro.
    Spocchiosi finti intellettuali che girano con la Divina commedia sottobraccio e di nascosto leggono ” Novella 2000″

  6. Carmencito scrive:

    Il mio pensiero conta meno del vostro, ma cavolo, che noia per un articolo su Vanity Fair ripreso su un blog, frivolo per giunta! Non si parla di un editoriale del New York Times citato dal Wall Street Journal. Dopo tutto si parla del Carmine dove una volta, più di quarant’anni fa ho ritrovato la mia bici che mi avevano ciulato al Calini. Dove più di quarant’anni fa mi hanno ciulato una borsa militare in un bar dove mi ero imboscato (bruciando al Calini, naturalmente). El Carmen l’è semper el Carmen, e le fonne del Carmen… Vuoi mettere quelle di piazzale Arnaldo.

  7. Francesca scrive:

    Beh, sono divertenti questi commenti ;) Però, è sacrosanto che ad essere distruttivi siamo dei maestri, ma quale fatica invece a dire qualcosa di bello della nostra città! Quando il nostro rischio non è diventare ciechi per troppo ottimismo, ma depressi per sfizio, per moda, per rabbia, per battaglie politiche.
    A che serve? Io mi offendo come bresciana quando sento tanta ostilità, vorrei dire alla gente che ha solo parole di disprezzo “prego, vada, la strada è libera, nessuno la trattiene.”. Che qui gente che la vede bella, e ha voglia di renderla migliore non ne manca.
    E’ buffo che la giornalista abbia visto visi sorridenti alle finestre (che in effetti, dalle finestre del Carmine, qualcuno che butta i secchi d’acqua gelata ci sarebbe e c’è …), ma non aveva alcun interesse. Non è facile “promuovere” Brescia, spesso snobbata nelle sue bellezze e potenzialità, si vede che ne è rimasta colpita nel bene, e che forse non era uno scenario “scontato”. Il Carmine, nel suo dinamismo, è un piccolo miracolo. Che poi piaccia o meno il risultato, ma è lì tutto da guardare, e per un turista è più interessante ora con le sue gallerie, ateliers e localini, è abbastanza normale…

  8. Totonno scrive:

    Parole sagge ed equilibrate quelle di Francesca. Risulta piacevole confrontarsi e soprattutto facile capirsi con chi sa riconoscere che una parte di verità c’è in ognuna delle prospettive fra loro contrapposte (a parte quelle del Buizza non chitarroso) e questo senza rinunciare ad avere una propria idea.
    Mi complimento per le belle parole che condivido in buona parte.
    Molto precisa la casistica dei disfattisti (io mi ritrovo nel primo e nel terzo).
    Appena ho tempo, provo a replicare.

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