Sgambetto all’ombra della pensilina

Laura Castelletti, 7 aprile 2010 » urban center

il “killer politico” della struttura che andrà a sostituire la pensilina di largo formentone si è presentato in perfetto orario (la cosa non accade mai) in commissione urbanistica. ha chiesto la parola (cosa che dall’inizio del mandato è avvenuta raramente) quasi subito e ha esordito più o meno così: “parlo non a titolo personale ma a nome della lega. condividiamo le volontà espresse dall’assessore labolani e dal sindaco a favore di una riqualificazione dell’area degradata di s. faustino. siamo convinti sostenitori della scelta d’indire un concorso per progettare una sala di lettura per i giovani universitari in quell’area. siamo convinti  dell’ impegno e della serietà del vincitore come della commissione esaminatrice. a nome della lega dico però che il progetto scelto non ci piace, non ci convince e chiediamo venga rivisto”. vedremo ora se il colpo è mortale o se ha solo prodotto una profonda ferita. peccato che il sindaco (presenza inusuale  la sua in commissione, certamente segno di un particolare interesse al tema) se ne fosse appena andato.

e pensare che la prima parte della seduta si era svolta in un clima abbastanza disteso (solo qualche “scintilla” nella norma tra labolani e del bono) in cui l’ing.  venturelli (vincitore del concorso) ha presentato il progetto. lo ha fatto in modo appassionato e ragionato. tra le cose che ha detto mi sono appunatata (sulla solita moleskina!):

  • riempimento di un vuoto urbano, costruire un edificio all’interno di un vuoto urbano (“questo ci è stato chiesto”);
  • non ci hanno richiesto di sviluppare un’ idea per il recupero urbano del luogo (piazza, monumento…), ma di chiudere/coprire/riempire/saturare uno spazio con una struttura di 1000 metri;
  • la nuova struttura puo’ sembrare un gesto bizzarro dell’architettura moderna, un’astronave calata dall’alto, ma (almeno nelle intenzioni di chi l’ha progettata) non è così… è frutto di profondi e ricercati ragionamenti;
  • e’ stato subito detto no a un fronte troppo occlusivo di copertura della visuale della loggia;
  • serviva un linguaggio architettonico contemporaneo;
  • e’ come una scultura e quindi mantiene una riconoscibilità della piazza;
  • abito lì vicino e passo in quel luogo, per andare a lavorare, 4 volte al giorno. tante volte in questi mesi mi sono seduto quasi come un barbone a osservare il passaggio e come veniva vissuta l’area;
  • diverso sarebbe stato poter ridefinire la piazza… oggi una parte non dialoga con l’altra.

Ora che ho visto tutte le immagini, che ho sentito la presentazione con le ragioni che sono alla base del progetto vincitore posso dire che il concorso ha prodotto un progetto intelligente che al contempo è sbagliato (pare un ossimoro). Intelligente perchè non “buttato lì”, non frutto di un gesto bizzarro, ma elaborato dopo un percorso di ricerca. Sbagliato nel momento in cui prende corpo per rispondere a un bando che chiede di saturare un vuoto che, resto convinta, deve rimanere così con una pensilina che evoca un vuoto senza riempirlo. Il problema è  quello che fino a oggi è stato sotto la pensilina o quello che non è stato messo. Scelte di poca qualità.

Ora bisogna capire se ai bresciani questa soluzione piace. E pensare a un referendum? Una rapida consultazione popolare non sarebbe utile per un progetto che segnerà profondamente il centro storico della città? Facciamo in modo che i cittadini partecipino attivamente a scelte così importanti.

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13 Responses to “Sgambetto all’ombra della pensilina”

  1. marina ha detto:

    sono contenta di dedurre che l’ing Venturelli le è piaciuto. e’ persona che conosco e stimo parecchio. e’ un serio ed un onesto di mente e di cuore.

  2. Benzo ha detto:

    Intanto mi chiedo cosa serva venire in commisione urbanistica ad assistere dopo un resoconto cosi dettagliato e puntiglioso come il tuo… Poi non posso che appoggiare la tua idea di referendum! in un tuo precedente post l’avevo proposto io richiamando le critiche di una tua lettrice. per me sarebbe fondamentale per vedere se i cittadini accettano questa nuova opera che segnerà lo spazio urbano cittadino..

    B.

  3. Laura Castelletti ha detto:

    @Benzo: sbrigati a fare gli esami che poi i resoconti delle commissioni e dei forum urbanistica per il blog “te toccano”!
    @Marina, si, ho apprezzato la sua presentazione e l’entusiasmo che ci ha messo

  4. Luciano Lussignoli ha detto:

    L’architettura moderna nella nostra città non riceve in genere nè grandi plausi nè riconoscimenti tranne quando è “griffata”. Basta vedere i prodotti del “libero mercato”. Ovviamente mi sono fatto una mia opinione sul progetto che non ha però alcun significato esprimere in questa sede e in poche parole. Conosco anch’io l’ing. Venturelli come professionista serio e appassionato e non mi stupisce quanto Laura riporta della sua presentazione del progetto. Concordo con Lei sull’impostazione sbagliata data al concorso ed è forse anche per questo che molti studi bresciani, che solitamente i concorsi li fanno, non vi abbiano partecipato. Staremo a vedere come finirà. Sono convinto che la demolizione di un’opera già realizzata e non da molto tempo, richiede una soluzione molto convincente per la sua qualità e fortemente condivisa. Diversamenete si rischia di sostituire un “errore” con un’altro….solo per l’ennesimo monumento ad personam?

  5. marina ha detto:

    http://www.bresciaoggi.it/polls/Sondaggi/

    e comunque anche a me piace l’idea di un referendum , anche se potrebbe finire come quello sulla metropolitana. buona giornata a tutti

  6. Valentina ha detto:

    Strumento referendum
    Referendum metropolitana 06/2001
    cittadini aventi diritto al voto 169.257
    cittadini non votanti: 92.872
    votanti 45,13%(no quorum):76.385
    favorevoli : 28.263
    contrari : 48.122

    per essere precisi.

  7. Nicolò Gatta ha detto:

    Creare un’aula studio ancora più decentrata rispetto al polo universitario mi sembra una scelta poco funzionale: mi chiedo perchè gli studenti dovrebbero arrivare fin lì per studiare qualche ora e soprattutto con quali mezzi? a differenza del “polo nord”, gli studenti che frequentano le facoltà del centro, escludendo i giorni in cui vi sono le lezioni, sono pochissimi, anzi direi che è ormai abitudine consolidata che parte di questi si trasferiscano a studiare nelle aule di medicina, presso il bunker di ingegneria, all’isu di viale europa preferendo dunque siti spaziosi, attrezzati e più funzionali dal punto di vista di parcheggio auto e di cicli/motocicli coperti, soprattutto gratis. La sensazione è che quello spazio da riqualificare alla fine possa risultare meno utilizzato rispetto alle previsioni, anche perchè una sala di lettura meno decentrata già esiste in via Cairoli (cavallerizza).
    Questa mia riflessione si inserisce in un disegno più ampio visto che nel programma del sindaco è prevista anche la realizzazione del famoso campus universitario: anche in questo caso le sedi proposte sono distanti rispetto alle attuali locazioni, mentre l’ottica di sviluppo più funzionale dovrebbe essere quella di una vera e propria cittadella universitaria a Mompiano, magari definendola “sede unica”, nome molto in voga ultimamente nella giunta comunale!

  8. marina ha detto:

    Si appunto Valentina era quello che intendevo , ma ho la sensazione che oggi , se comunicato in modo adeguato , e rispetto al passato in comunicazione si sono fatti passi da gigante, credo che si potrebbe contare su una partecipazione più consistente.

  9. Sono convinto che l’idea dell’amministrazione di riempire con un volume lo spazio (mai esistito) di Largo Formentone sia giusta e doverosa perché solo così si riesce a rendere meno sbilenca la Piazza Rovetta (anch’essa mai esistita nella storia), migliorando di molto l’innesto di Via San Faustino. La pensilina attuale, dispiace dirlo, Giorgio Lombardi era un caro amico, è una soluzione fallita nel posto sbagliato. Tuttavia l’edificio che può essere ricostruito DEVE avere le medesime proporzioni (in pianta e in alzato) dell’edifico un tempo esistente e andato distrutto: alto come le case di San Faustino, largo e lungo in modo da allinearsi con gli assi storicoi esistenti (Rua Sovera, Via Mameli e, ovviamente Via San Faustino). Il linguaggio architettonico di questa ricostruzione è ovviamente libero, la sagoma no. Per chi vuole sapere come ci si regola all’estero su questo temi guardi questa immagine di Piazza Romerberg a Francoforte (finita di ricostruire negli anni ’80). Gli edifici sono esattamente dov’erano, alcuni anche com’erano, altri no architettonicamente difformi, ma tutti occupano rigorosamente un volume uguale a quello andato distrutto.
    http://travel.webshots.com/photo/1135944837039982613yMmdFY
    Le ricostruzioni in ambito storico in Europa si fanno così da sessant’anni. Fare un concorso e scegliere un edificio come fosse una scultura significa allontanarsi dalla soluzione dei problemi.

  10. mario labolani ha detto:

    Cara Laura permettimi la battuta non c’e’ nessuna ferita mortale, solo una piccola lacerazione che verrà subito curata e guarita. Vedo che il dibattito sta diventando più profondo dal punto di vista culturale,filosofico e urbanistico.Mi piace l’idea di definirlo tra conservatori e modernisti, ecco io sto con i secondi perchè vorrei che la mia, la nostra città diventi una città metropolitana europea e ben vengano i contributi di tutti i modernisti

  11. Stefano ha detto:

    A me la piazza tutta libera piace, ovviamente gli architetti hanno svolto quello che il brief chiedeva.
    Sono convinto che SE la volontà è quella di costruire qualcosa, quel qualcosa debba essere una struttura polifunzionale che possa essere usata dai giovani universitari. Ovviamente la sala lettura è utile se segue orari ampi, se fornisce un servizio quando le altre aule invece chiudono. Qualcuno giustamente ha sottolineato che con la costruzione della sede unica si libererebbe dello spazio in centro che potrebbe essere utilizzato proprio a questo scopo, senza costruire ulteriormente.
    Se dobbiamo mettere in forse fin dall’origine, questo “riempimento di un vuoto”, io sostengo che i vuoti non debbano fare paura, se vengono resi vivibili.

  12. Luciano Lussignoli ha detto:

    Attenzione assessore, cerchiamo di non trasformare un embrionale dibattito “filosofico urbanistico” come l’hai definito, in un confronto calcistico dove c’è chi si mette la maglia del modernista e mette agli altri quella del conservatore come se i due termini esprimessero dei valori o dei disvalori assoluti in sè. Temo che su questi argomenti non sia così semplice definire le classificazioni e le categorie. Certo sarebbe interessante, che l’Amministrazione e tu in prima persona, continuaste il dibattito filosofico,urbanistico e aggiungerei architettonico sull’argomento promuovendo un confronto pubblico fra intellettuali di riconosciuta fama. Io qualche nome l’avrei da proporti, bresciani e non, estranei alle tifoserie e ai giochi di squadra. Penso che sarebbe un momento di riflessione importante, utile alla città e perchè no anche all’Amministrazione che su questo argomento sembra mostrare un po’ di disallineamenti. Il dubbio non è un segno di debolezza, spesso, al contrario, è segno di intelligenza e responsabilità.

  13. Rhino ha detto:

    Sono perplesso.Una sottile invidia verso chi le opere contemporanee oltre a pensarle forse riesce pure a realizzarle. Non c’è bisogno di architettura “griffata”. L’importante che sia Architettura. Non consigli e pregiudizi. Architettura intuita, ideata, sviluppata, confrontata , costruita e vissuta nella contemporaneità. Non tra intellettuali di riconosciuta fama ma tra chi le idee le ha, le sa esprimere , le realizza indipendentemente dalla fama.Chi i concorsi li fa sceglie come dove quando e con chi partecipare, ma soprattutto li vince.

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