Sensazioni del 28 maggio

Laura Castelletti, 28 maggio 2012 » Loggia, non mi piace, politica

 

più passa il tempo e la commemorazione che si tiene il 28 maggio in piazza loggia sembra diventare un momento di “festa” solenne. non pensate che stia dicendo una bestialità, misuro sempre le parole e i concetti che uso… a maggior ragione visto la delicatezza dell’argomento. avete presente che cosa accadeva in passato, oggi molto più raramente perchè si finisce a morire più facilmente in ospedale che nelle abitazioni, dopo avere celebrato il funerale di una persona cara? ci si trovava nella sua casa, c’era qualcuno che si metteva ai fornelli, altri facevano compagnia ai parenti, si riordinavano le cose e i ricordi, poi ci si sedeva a tavola o si mangiava qualcosa insieme. si parlava di chi non c’era più, si teneva viva la memoria e lo spirito che aveva animato la persona scomparsa.

si provava ad andare oltre senza dimenticare.

 

 

anche oggi in piazza non è stato molto diverso. ci si è stretti intorno ai parenti e alla città, i bambini hanno portato fiori, pensieri, poesie e i grandi bandiere e manifesti. molti sono arrivata semplicemente muniti del loro cordoglio.

 

 

sul palco c’erano  quelli che hanno rappresentato la storia della città (trebeschi e castrezzatti) e i più giovani (lo studente di brescia e la studentessa di brindisi) ad indicare che si continua a credere nel futuro.

in mezzo a loro tutti noi.

 

 

come nei dopo funerale ci si è guardati in faccia per pensare a chi è stato sacrificato in quella piazza, ma anche per dire io sono viva, io sono vivo, loro credevano nelle cose in cui credo io, gli devo giustizia e ci devono giustizia…

qualche coppia straniera ha voluto essere presente con i propri figli a testimoniare un’integrazione non solo teorica. questo ha raccontato di una città che cambia.

 

 

Poi come sempre accade ogni anno ecco alzarsi il sipario di quell’insopportabile e persino retorico teatrino: arriva Magazzino 47 e il Kollettivo degli studenti in lotta, che viste le facce delle prime file del corteo devono essere un gran ripetenti (qualcuno, giuro,  me lo ricordo a scuola ai miei tempi!) e l’atmosfera s’incrina. Nessuno li vuole semplicemente perchè ci arrivano sempre con fare da padroni, con prepotenza in una piazza pacifica. Camioncino davanti (ma chi cacchio sono per essere autorizzati a farlo? se non è prepotenza questa…), la musica a volume insopportabile e gli slogan gridati sovrastano la voce di chi minuto dopo minuto, anno dopo anno scandisce i nomi delle delegazioni che si recano alla stele per deporre fiori.

Quando arrivano loro costringono  in qualche modo gli altri ad andarsene.

Ormai diventa sempre più “o loro o noi” ed è una cosa bruttissima. Lo stesso è avvenuto il 25 aprile con i “soliti noti, soliti idioti“. So solo che non potrei allearmi politicamente con chi li copre e li sostiene.

Degli scontri avvenuti prima dell’ingresso in piazza conosco ben poco, ho visto solo qualche immagine e ascoltato persone che lì c’erano. Teatrino vuole che da domani inizi la guerra dei documenti, delle versioni, delle immagini e dei video tra manifestanti e Questura.

Il resto della città intanto continuerà, dopo 38 anni, a chiedere con fermezza e convinzione la verità giudiziaria… quella storica la conosciamo.

 

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6 Responses to “Sensazioni del 28 maggio”

  1. Andrea Curcio ha detto:

    Solo un appunto Laura: dopo anni di partecipazione calante quest’anno si è avuta nuovamente una presenza di “massa”. Merito, molto probabilmente, della sentenza avvenuta qualche mese fa.

    Il rischio, però, è che fra un anno ci saranno sempre i soliti

  2. Benzo ha detto:

    Ricordo molto bene la commemorazione dell’anno scorso! Stesso copione! Stesso furgone che invade la piazza e invade il momento di commemorazione e raccoglimento.

    Per tanti ieri era l’occasione per farsi notare da giornalisti e televisione vista la presenza del ministro Cancellieri e della sig.ra Camusso. Per la città era semplicemente un momento di raccoglimento e dolore per una ferita mai rimarginata!

  3. VIRGINIA ARIETTI ha detto:

    Tollerare e cercare di integrare anche chi non manifesta come piace a noi, non vuol dire condividere forme e contenuti. Provare sempre e ancora a dialogare credo sia una scelta che, soprattutto le Amministrazioni,ma anche i cittadini comuni hanno il dovere di tentare.

  4. Laura Venturi ha detto:

    Mi ritrovo nelle parole di Laura, nelle sensazioni che evocano, nell’idea della testimonianza e nello sgomento per gli episodi di violenza
    Come ogni anno ero in piazza coni miei figli. Eravamo tutti insieme, bambini, studenti, insegnanti, pensionati, uomini e donne
    Noi adulti eravamo li per ricordare, per chiedere giustizia, per ribadire, insieme al ministro Cancellieri, che “Non abbiamo nessuna intenzione di arrenderci. La verità arriverà. E’ un dovere e non possiamo trascurare nessun impegno per arrivare alla soluzione”
    I piccoli, i ragazzi erano in piazza per deporre un fiore, per cantare, per cercare di capire perché, come nelle parole di mio figlio più grande “dei cattivi che poi non si sa nemmeno che faccia hanno uccidono dei buoni, perfino delle mamme”
    Ho lasciato per poco la piazza, il tempo di riportare il mio bimbo più piccolo all’asilo e quando sono ritornata ho sentito grida, ho visto la polizia ed alcuni manifestanti scontrarsi …. E’ stato come assistere a due manifestazioni diverse, quella delle persone in piazza, di testimonianza, ricordo e cordoglio, e quella di protesta urlata con prepotenza. Mi diranno, come già molti amici hanno fatto, che anche quei ragazzi hanno le loro ragioni ma io non riesco ad ascoltare le ragioni urlate nel megafono con rabbia e prepotenza, le ragioni di chi usa fischietti per coprire voci che non vuole ascoltare come è accaduto il 25 aprile
    Io credo nel confronto a viso aperto, anche nel coraggio delle critiche e delle sollecitazioni che molti studenti hanno indirizzato al ministro e per questo ero in piazza, e ci andrò ogni anno, per dare una risposta ai miei figli, e a tutti i figli della nostra città alla ricerca di una verità che non smetteremo mai di cercare ma portando in piazza fiori, ricordi e preghiere, non urla e megafoni

  5. giovanna barozzi ha detto:

    “Ma quando impareremo noi ADULTI a considerare ed ascoltare le nuove generazioni, magazzino e non? Ci sono stati anni, non lontani, dove in piazza il 28 maggio cerano solo le rappresenze politiche e qualche persona del sindacato pensionati. La politica nel nostro paese ha deluso tutti (molti). I giovani che hanno davanti a loro un futuro difficile e incerto, bravi o no a scuola, hanno il diritto di esserci. Certo lo fanno a loro modo. Mi sembra di sentire le parole di mia mamma quando andavo in piazza o facevo gli scioperi. Il nuovo le faceva paura. Ora è la politica e chi la dirige a fare PAURA. Mettiamoci un po’ da parte e ascoltiamoli ste ragazzi. E’ il loro futuro”

  6. Roberto ha detto:

    Per l’anno prossimo la cosa piu’ sensata dovrebbe essere un tentativo serio di accordo prima delle celebrazioni per evitare scontri di piazza che decisamente non servono a nulla

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