Tante le adesioni al gruppo “Rivogliamo la Funivia della Maddalena” (di Francesco Rusconi Giribaudi)

Laura Castelletti, 28 agosto 2010 » mi piace, mobilità, urban center

“rivogliamo la funivia della maddalena” è un gruppo che su facebook ha in questo momento 646 sostenitori (compresi 2 assessori della giunta comunale). ho chiesto al suo fondatore, francesco rusconi giribaudi, di raccontare il perchè della scelta di dar vita a un comitato, le ragioni della sua strana passione  e infine di riportare alla nostra  memoria quella magica scatola  che andava su e giù per il colle della maddalena quando eravamo piccoli.

ecco cosa mi ha risposto

cara laura,

ti ringrazio e accetto volentieri l’invito a ricordare qualche momento di storia dei trasporti a brescia. e’ stata infatti la passione per la mia città e la ricerca del suo vissuto che mi hanno spinto ad indagare alcuni aspetti originali di come ci si muoveva un tempo. trovo quindi nel tuo blog il luogo migliore per condividere una passione che ho coltivato fin da piccolo. tutto è cominciato con la vecchia funivia della maddalena. mi affascinavano le stazioni, le cabine, i piloni, i vecchi meccanismi…era un grande giocattolo abbandonato. pur sapendo di essere uno dei pochi, per anni ho sperato di poterla rivedere un giorno nuovamente in funzione.

e’ stata una piacevole sorpresa per me ritrovare su facebook centinaia di persone interessate al ripristino dell’impianto. il gruppo “rivogliamo la funivia della maddalena” ha ricevuto nel tempo un’adesione inaspettata che mi ha sorpreso. quarantuno anni fa si effettuava l’ultima corsa passeggeri. colgo quindi l’occasione per immergermi un pò in quell’atmosfera, credo oggi più che mai attuale, e per rievocarne alcune suggestioni.

in quegli anni il trasporto pubblico viveva un periodo difficile. la motorizzazione di massa, una sbrigativa e miope politica dei rami secchi, la volontà di dismettere antiche “rotaie elettriche” a favore dell’asfalto avevano portato velocemente fuori moda uno sterminato elenco di tramvie, ferrovie locali, funicolari ed originali sistemi di trasporto considerati obsoleti forse perchè silenziosi e non inquinanti. purtroppo anche brescia fu vittima di questo momento storico… era il 10 settembre del 1969 …. un caldo pomeriggio di fine estate. in maddalena un abile macchinista ( pietro cenedella ) si appresta per l’ultima volta a far girare il potente argano che muove le lunghe funi dalla bornata. le cabine argento volano sui pendii dei ronchi, il panorama è mozzafiato: dalla pianura padana fino agli appennini, il garda e verona, il monte rosa verso milano… il verde dei castagni scorre magicamente sotto , un leggero sobbalzo al passaggio sul pilone, un saluto alla vettura che scende, l’incomparabile vista di brescia dall’ alto, quasi una cartolina.

così la funivia compiva il suo ultimo viaggio e tanti fedeli bresciani erano accorsi a salutarla dopo 15 anni di onorato servizio. “corse a prezzi popolari “annunciò la società degli impianti ai cittadini ,” 200 lire per una andata e ritorno” .

l’impianto aveva lasciato da qualche anno il posto alla nuova strada che saliva da san gottardo. inevitabile fu quindi una diminuzione del traffico. la stazione era poi considerata spesso fuori mano e la possibilità di salire in macchina era un’alternativa sempre più alla portata di tutti. l’ aspettativa principale legata alla funivia fu quella di alimentare un traffico tale da servire una città-giardino sul colle, la cui realizzazione incontrò sempre non poche difficoltà. ma a distanza di quarant’anni si può dire che grazie ad essa tanti giovani ed anziani avevano sperimentato per la prima volta un viaggio aereo destinato ad una sana passeggiata fuori porta immersa nel verde della montagna di casa.

per tutto il dopoguerra la funivia ha rappresentato un’ invidiabile attrazione turistica: basti pensare che in quegli anni solo le più rinomate stazioni d’alta montagna potevano fregiarsi di un ‘installazione simile. a titolo di aneddoto è interessante ricordare che in maddalena per alcuni anni si potè anche sciare! venne infatti installato un piccolo skilift di fronte alle cavrelle di cui oggi sono veramente in pochi ad avere memoria.

sviluppata su di una lunghezza di poco meno di 2 chilometri e mezzo per un dislivello di 650 metri la funivia bresciana fu senza dubbio tra i più moderni e grandi impianti d’italia. tecnicamente era una classica funivia bifune ( fune portante e fune traente distinte) a va e vieni. le due vetture dal caratteristico color argento potevano ospitare 33 persone ciascuna (di cui 4 all’occasione sedute su degli strapuntini laterali ). la velocità era la massima in italia all’epoca : 7,5 metri al secondo che veniva ridotta normalmente a 4 quando il carrello passava sui piloni. il tragitto iniziava con un lunga campata di quasi un chilometro fino al primo pilone (visibile dalla città per la sua eccezionale altezza di 50 metri) quindi si raggiungeva il secondo poco sopra la cascina “il borno”.  l’ultimo tratto prima dell’arrivo, quasi in piano, era il più spettacolare con le cabine sospese ad una notevole altezza sopra la  val carobbio.  le dotazioni di sicurezza erano al top della tecnologia di quegli anni. in  caso di guasto i passeggeri fermi in linea potevano trasbordare su delle vetturette di soccorso ed essere così riportati agevolmente in stazione. a valle vi erano i contrappesi delle funi e a monte l’argano motore. il tragitto veniva coperto in 7 minuti primi. aggiungendo  poi i 12 minuti di filobus dal centro, nel giro di 20 minuti si erà già in maddalena da piazza loggia.

l’idea di un impianto per il collegamento rapido con la maddalena risale ai primi anni ’50. l’inizio dei lavori avvenne nel luglio del ’54 e il viaggio inaugurale fu dell’agosto del ’55. promotore dell’iniziativa e direttore tecnico dell’impianto fu l’illustre professor matteo maternini, tra i più noti esperti italiani in ingegneria dei trasporti.  la costruzione venne affidata alla ceretti & tanfani di milano, storico marchio che ha firmato arditi impianti come quelli della marmolada, del gran sasso d’italia, di madonna di campiglio e di cortina.

in previsione di una futura urbanizzazione del colle, la società della funivia provvide anche a fornire la maddalena di un acquedotto dimensionato per un ‘utenza di 5000 abitanti, oltre che alla sistemazione delle strade in quota e della salita da muratello di nave. in effetti in maddalena non mancò proprio nulla per l’accoglienza di eventuali strutture ricettive, di centri ricreativi o sportivi. nei primi anni di funzionamento si rivelò peraltro un investimento azzeccato superando la soglia del milione di passeggeri trasportati già dopo 8 anni di funzionamento.

nei primi anni ’70, benchè chiusa al servizio pubblico, il destino della funivia fu “didattico”: venne mantenuta in attività come impianto-scuola per l’aggiornamento tecnico degli addetti agli impianti a fune. e’ stato interessante constatare personalmente che molti macchinisti e tecnici di importanti funivie sulle alpi ricordano piacevolmente brescia per aver imparato nella nostra città il loro mestiere. va ricordato infatti che la società funivie non volle provvedere subito allo smantellamento dell’impianto nella speranza di tempi migliori e di un riesame della situazione maddalena da parte dell’autorità pubblica.

nella primavera del 1975 in occasione della tappa sulla maddalena del giro d’italia l’impianto trasportò eccezionalmente in città alcuni spettatori rimasti sul colle. il passare del tempo e l’inutilizzo portarono purtroppo ad un deterioramento dell’impianto fino a quando nell’estate del 1986 si rese inevitabile lo smantellamento: si approntarono tutti i ponteggi sotto le pesanti funi d’acciaio e si procedette al loro taglio in più sezioni, i piloni vennero abbattuti e tutto ciò che si poteva recuperare fu mandato in fonderìa.

un epilogo triste per quelle belle cabine, ai tempi futuristiche, che ogni bresciano di allora ha accompagnato almeno una volta con l’indice nel cielo della maddalena.

francesco rusconi giribardi

condividi:

6 Responses to “Tante le adesioni al gruppo “Rivogliamo la Funivia della Maddalena” (di Francesco Rusconi Giribaudi)”

  1. CLAUDIO BERTUSSI ha detto:

    mi sembra un’ottima idea che sicuramente riscuoterebbe più consensi di altre scelte della presente e della passata amministrazione perchè permetterebbe di valorizzare una grande aerea verde senza aumentare l’inquinamento dei mezzi a motore .Finalmente potremmo sfruttare la Maddalena, che molte città ci invidiano, e metterla a disposizione di tutti i cittadini compresi coloro che non possono utilizzare la propria autovettura…….e non solo gli anziani…!!

  2. Laura Castelletti ha detto:

    Vi aggiorno del dibattito che prosegue su facebook:

    Antonio Mazzuca per chi volesse approfonidre la storia della funivia a BS: http://www.bresciacity.it/?cat=280
    ·
    Alessandro Il Bardo Bardelli Sottoscrivo , con tutte le spese a fondo perduto che vengono fatte , questa sarebbe fantastica !
    ·
    Franca Amonte è un ottima idea…infatti son una dei 646 sostenitori x la riapertura..!e poi l avrei davanti a casa…!
    ·
    Alessandro Il Bardo Bardelli E se ci fosse l’interscambio con il metro ?! Finalmente una idea per rendere vivibile la città , al posto delle solite riqualificazioni che riqualificano solo i conti dei soliti costruttori …
    ·
    Enrico Fappani mah, una cosa fatta negli anni in cui la gente non aveva molta possibilità di muovers e qundi la Maddalena diventava una meta esotica… per intenderci, anni in cui si andava in Val Palot a fare le vacanze. Ripristinare una cosa che la gente utilizzerebbe solo la domenica d’estate? Andate a fare un giro in maddalena, c’è gente solo quando si muore dal caldo in citta. e poi secondo voi il bresciano lascerebbe a casa l’auto? Passata la novità crollerebbe di nuovo.
    ·
    Enrico Fappani e poi perchè la gente dovrebbe salire? per i due ristoratori malmostosi?
    ·
    Elena Martinengo L’idea mi riporta a quando ero bambina… e mi piace molto la chimerica possibilità di ritrovarmi “appesa” al monte di casa… Anche se è vero che passata la novità forse verrebbe sottoutilizzata ma forse anche no e dal punto di vista turistico sarebbe comunque un bell’incentivo. Bisognerebbe però riuscire a bonificare il punto di arrivo eliminando i ripetitori esponenzialmente riprodottisi nel luogo del vecchio arrivo! Speriamo…
    ·
    Rinaldo Franzoni ho una bella foto del 1967 scattata da mio padre all’arrivo … e la custodisco con cura.
    …. ci possono essere i prò e i contro li lascio giudicare voi….
    ma il pensiero di poter scattare anchio una foto cosi al mio nipotino… mi fà emozionare … se sarà possibile BEN VENGA…
    ·
    Nik Barte Condivido il desiderio, tuttavia credo che le risorse che servirebbero per rimettere in piedi la funivia debbano essere investite per potenziare gli impianti e valorizzare alcune delle meravigliose montagne presenti nelle nostre valli e dimenticate da moltissimi. In primis il MANIVA…. Dove giungono sempre più da Milano, Piacenza, Cremona, Bergamo, … e pochi da Brescia. I bresciani vanno nel chaos di Campiglio. Ah beh…..
    ·
    Viki Rufo sicuramente potrebbe essere sfruttata per il turismo quando noi andiamo all’ estero facciamo sempre le gite di un giorno, copiamo ogni tanto le buone idee.
    ·
    Claudio Bertussi mi sembra un’ottima idea che sicuramente riscuoterebbe più consensi di altre scelte della presente e della passata amministrazione perchè permetterebbe di valorizzare una grande aerea verde senza aumentare l’inquinamento dei mezzi a motore .Finalmente potremmo sfruttare la Maddalena, che molte città ci invidiano, e metterla a disposizione di tutti i cittadini compresi coloro che non possono utilizzare la propria autovettura…….e non solo gli anziani…!!

    Enrico Fappani il turismo di un giorno va benissimo ma ragazzi sulla maddalena ghe gnent!! Quella di Bergamo ti porta a Bergamo alta, quella di Napoli( Castellamare di Stabia) ti porta sul monte Faito, vista meravigliosa sul mare e sul golfo. ecc. In Maddalena se sei fortunato becchi una giornata limpida e hanno potato le piante vedi il lago di Garda ! allora rendiamo la maddalena accogliente, curiamo il verde e organizziamo eventi e poi vediamo. Io per esempio costruirei un bell’ anfiteatro a basso impatto ambientale con il palco che da le spalle al lago nello spazio verde in discesa sopra il parcheggio. tutta la zona attorno alla bruttissmia struttura- quella in cui fanno la festa della montagna- toglierei le piante e farei in parco con l’erba ecc. Avete mai provato a fare un giro in Maddalena col passeggino? IMPOSSIBILE. e alura
    ·
    Mario Labolani Mi fa piacere constatare che Laura recupera quello che dall’inizio del mandato stiamo dicendo (vedi le rassegne stampa). Far nascere il vero parco verticale della città in Maddalena non i finti parchi ideologici come il parco delle cave dove si spenderebbero milioni di euro e decine di anni di lavori. La nostra Maddalena deve diventare un’oasi per l’estate e l’inverno in vetta la possibilità di sport invernali il tutto servito dalla storica Funivia. Il nostro lavoro sul verde e’ incessante e la Maddalena e’ un punto cardine
    ·
    Franca Amonte speriamo in bene…
    ·
    Paolo Vitale L’idea di questa giunta è semplice: eliminare i parchi dove la gente vive, un poco di verde può restare solo lontano dalla città, possibilmente dove vivono le persone più ricche, cui gli assessori sono molto devoti. La gente comune che vive a San Polo si arrangi tra parcheggi di camion, centri commerciali, stadi e discariche!
    ·
    Paolo Vitale Esilarante l’idea di sciare a 700 metri di quota!
    ·
    Mario Labolani Il prof vitale ha sempre dimostrato la sua totale incapacità di dialogo propositivo o di qualsiasi ragionamento. Peraltro non sa neanche quanto e’alta la Maddalena. Professore il suo voto in geografia e’ 4!
    ·
    Nik Barte e bravo Mario: poi quando dalla mancata montagna si scende a valle, ci aspetterà una bella boccata d’aria di PM 2.5, PM 10, e due sniffate di polvere di Eternit-Amianto e una sana passeggiata sulle discariche per sgranchirci le gambe. Se gli Enti pubblici bresciani hanno paura di investire nelle cave, quindi pensano di adibirle a mere fosse comuni per i rifiuti, potrebbe anche sforzarsi di darle in gestione a dei privati ….. per vederle trasformate veramente in parchi ed attività ricettive eco-compatibili. All’estero lo fanno persino con le aiuole urbane, … figuriamoci se non é possibile farlo con delle fosse piene d’acqua e terra intorno. Non lasciamo, come al solito, degradare il bene comune.
    ·
    Paolo Vitale La battuta sugli sport invernali a 700 metri era una concessione perché in realtà si dovrebbe cominciare più in basso per avere un dislivello sufficiente. In cima ci sono servitù militari e altro. Se sono necessarie notizie sulla Maddalena ho comunque scritto e pubblicato parecchio in proposito.
    ·
    Franca Amonte ‎@laura…come al solito hai sempre dei buoni temi di discussione..!
    ·

  3. carlo ha detto:

    Ciao a tutti, io sono del 1968 e se non avessi una foto che mi ritrae sulla funivia con il mio nonno (paltò, cappello e ombrello anche se c’era il sole), non mi sarei mai ricordato di essere riuscito a salirci. Ripristinarla sarebbe davvero emozionante. Credo piacerebbe a molti bresciani, soprattutto se accompagnata a iniziative sul colle e ad una sistemazione di molte aree inutilizzabili ora. Non mi pare, infine, che questa scelta sia incompatibile con la presenza di nuovi parchi che possono comunque nascere in città, purche non diventino come i giardini di via dei mille o il pescheto: cioè parchi ‘off limit’ (e tutti sanno il perchè). Molti continueranno a salire in automobile, ma sono certo che tanti (famiglie con bambini, anziani, anche ragazzi svegli) saranno onorati di riprendere la vecchia finivia. Sui ristoranti caliamo un velo pietoso.

  4. mauro ha detto:

    Che salto indietro nel tempo!!!!
    Io la prendevo….e la riprenderei ancora!!!!
    Bella idea, sono sicuro che non la rivedremo mai, ma la parola “mai” tante volte vacilla e crolla in maniera inaspettata! 🙂

  5. Claudio ha detto:

    Ma anzichè pensare di spendere soldi “inutilmente” per realizzare un opera come una funivia, usateli per sistemare l’asfalto della strada che è pieno di buche… e magari illuminarla!! non ci sono nemmeno i soldi per mantenere la linea urbana dell’autobus estivo!!!! Gli anziani possono recarsi in maddalena anche col bus non hanno certo bisogno di una funivia! In madddalena non c’è niente, è vero, ma non c’è niente nemmeno se ricostruite la funivia! Organizzare degli eventi sarebbe interessante per rivalorizzare la nostra montagna e sono pienamente daccordo ma per arrivarci va benissimo anche l’autobus che è certamente meno costoso.Pochi sono disposti a lasciare a casa la propria auto. Certamente sarebbe una novità ma durerebbe poco. Io in madddalena ci sono nato ci vivo 365 giorni all’anno,la funivia l’ho vista in funzione e l’ho vista morire.

  6. Aspirapolvere ha detto:

    Ottima idea. Ogni iniziativa volta ad incrementare il turismo è lodevole e merita di essere appoggiata.
    Sra

Lascia un Commento