Rientro con “sindrome di Stoccolma” (di Simone Catano)

Laura Castelletti, 29 agosto 2010 » mobilità, non mi piace

sono tornato a casa!

me ne sono accorto quasi subito, merito dell’aria densa di umidita’ e della fantastica ciminiera dell’inceneritore che si scorge da lontano. poi ho abbandonato l’autostrada e sono arrivato in città: la prima impressione è stata un po’ strana. mi sono ricordato di aver provato lo stesso tipo di malessere quando, qualche tempo fa, sono arrivato al cairo per andare a trovare degli amici.

il cairo: quella splendida città dove le regole automobilistiche semplicemente non esistono, dove l’auto viene lanciata alla maggiore velocità possibile e nulla la puo’ fermare, sicuramente non una rotonda, uno stop nè tantomeno un pedone.

ecco:  sono stato troppo al nord, troppo tempo passato lassù per rendermi conto che la differenza della “civiltà” anche automobilistica tra il nord europa e l’italia è la stessa che c’è tra il nord italia e il cairo (non me ne vogliano gli egiziani).

la prima idea era quella di proporre all’amministrazione comunale di ribattezzare il “ring” con un nuovo e più adeguato nome, per esempio “autodromo”, o magari “autodromo mille miglia” così fa pure cool. perchè se state un attimo a guardare qual è la disciplina e come si comportano gli automobilisti della civilissima brescia c’è da mettersi le mani nei capelli (nota per carlo: a chi li ha).

non è solo per la quantità di auto rispetto ai mezzi pubblici e alle biciclette, ma anche il comportamento degli automobilisti che è assolutamente indifferente al resto che li circonda. automobilisti ignoranti e, come spesso capita quando si ignora, anche supponenti, forti della pressochè totale assenza di controlli.

mi è venuta in mente una scena di inizio estate che aveva dell’assurdo: una vettura, all’uscita di una rotonda, si ferma per lasciare attraversare i pedoni che erano sul passaggio pedonale, la vettura dietro arriva a velocità sostenuta e, pur frenando, non riesce ad evitare il tamponamento. invece di scusarsi per la disattenzione, la “tamponatrice” dice di non sapere se firmare la constatazione amichevole perchè “i pedoni non stavano attraversando la strada quando la vettura davanti si è fermata, ma erano in attesa ai margini della strada”. quindi, ritenendo di aver ragione, chiama l’assicuratore che le dice l’incredibile verità contenuta nel misterioso codice della strada: le vetture quando si avvicinano a passaggi pedonali devono rallentare e far passare i pedoni presenti, il non rispetto di questo articolo comporta una sanzione che va da un minimo di 150 euro e 8 punti di decurtazione della patente … incredibile! con qualche imbarazzo l’autista firma la constatazione amichevole. incredibile è però anche che nessuno controlli (vigili) e ponga freno ad una situazione che ha veramente dell’incredibile.

lo so che questi comportamenti sono diffusi in quasi tutta italia e in tanti altri paesi: ma questa può davvero essere una scusa per disattendere ogni regola?

simone catano

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One Response to “Rientro con “sindrome di Stoccolma” (di Simone Catano)”

  1. Laura Castelletti ha detto:

    il dibattito su facebook
    Luisella Masserdotti perfettamente d’accordo
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    Marco Morgan Abbadati sempre a demonizzare gli automobilisti! e sull’assoluta mancanza di rispetto delle regole(e del codice) dei ciclisti ne vogliamo parlare?=)
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    Laura Castelletti quando vuoi scrivere un pezzo sui ciclisti sono pronta a pubblicartelo… 😉
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    Laura Castelletti http://www.ilpost.it/2010/08/27/noi-al-volante-secondo-leconomist/
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    Mario Ubiali Consiglio a tutti di riflettere sugli incroci americani a quattro stop. Tutti si fermano: si passa nell’ordine in cui si e’ arrivati all’incrocio. Se state pensando che sia assurdo, siete dei veri italiani. 😉
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    Luisella Masserdotti Mario, potrebbe essere una bella idea, ma poi, chi decide chi è arrivato prima? Hai presente la prepotenza degli italiani nelle code, persino quelle del supermercato o a salire sul bus? Io non passerei mai, se tanto mi dà tanto.
    Marco: hai ragione sui ciclisti, ma, probabilmente, non è un problema di categoria, ciclisti, pedoni, automobilisti non rispettano le regole, è davvero un problema, tutti vogliono avere ragione…aiuto
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    Carlo Scaldarella sono d’accordo con Luisella: non dipende dal mezzo di trasporto che si sta utilizzando (auto, bici, piedi, …). Si tratta, piuttosto, di un atteggiamento che contraddistingue trasversalmente buona parte della nostra societa’. L’arroganza e la prepotenza hanno la meglio sul rispetto delle regole sociali, esplicite od implicite… Occorre invece chiedersi perche’ in altre popolazioni, come quelle citate da Simone, sia riscontrabile invece un marcato rispetto delle regole sociali: non penso sia dovuto unicamente ad uno spiccato senso civico a noi mancante ma semplicemente ad un uso piu’ frequente e RIGOROSO della sanzione da parte delle autorita’ preposte.
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    Laura Venturi Come ho scritto a Simone, condividendo lo sconforto per l’arroganza di buona parte dei nostri concittadini, almeno al volante, la domanda da porsi é: che fare? ognuno può trovare una risposta, andarsene (a Stoccolma dove peraltro anche oggi leggiamo che la civiltà si misura, oltre che dal ruispetto delle regole, dall’essere in testa per la spesa per sostegno alle famiglie), rimanere e assuefarsi, rimanere e cercare di far prevalere il rispetto delle regole, la civiltà, il senso del vivere comune su arroganza e prepotenza. se fossi single una risposta l’avrei già trovata da tempo ma ho fatto nascere due bambini in questa città, in questa nazione e almeno per loro, e per ora, devo trovare un’altra risposta
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    Armando Pederzoli Aggiungo un aneddoto. L’anno scorso un lettore di Repubblica scriveva, trasecolato, di aver visto il figlio dei reali di Svezia in coda per un volo Ryanair in un aeroporto del Nord Italia, senza scorta, né trattamenti particolari. Laura, te lo immagini un ministro italiano in coda, senza scorta, senza prenotazioni esclusive, senza priorità assoluta su tutti…può succedere, ma è raro.
    @Carlo: non dipenderà dal mezzo di trasporto, è vero, ma più è grande e pesante il mezzo, più diviene pericoloso ed ingombrante. Io giro quasi esclusivamente in bici, perché sono privilegiato, abitando e lavorando in centro. Ma un’ auto parcheggiata sul marciapiede fa scendere i pedoni, una bici può dare fastidio, ma non obbliga a scendere…

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