Regione Lombardia: basta raccontare bugie sul Teatro Grande!

Laura Castelletti, 1 novembre 2017 » Arte e Spettacolo, non mi piace, politica

Per chi ricopre un ruolo istituzionale è fondamentale riconoscere che “il bene comune” e il “pubblico interesse” costituiscono il criterio fondamentale dell’etica pubblica.
Il rispetto dell’interesse pubblico può talvolta richiedere di “ingoiare” dichiarazioni sgradevoli e infondate se questo serve a “portare a casa” un risultato importante per la tua comunità cittadina.
Provo a tradurla in un modo più comprensibile e diretto: abbiamo finora sopportato le dichiarazioni, e le balle, dell’assessore regionale alla cultura Cappellini sul Teatro Grande senza controbattere perchè perchè più interessati a  recuperare i 100.000 euro che spettano a Brescia piuttosto di toglierci i sassolini dalle scarpe.

Arriva però il momento in cui la misura è colma (non è la prima volta), le bugie sono da primato, e diventa necessario abbandonare il “masochismo a fin di bene”.

 

 

L’Assessore Cristina Cappellini dichiara  “Il sostegno dimostrato negli anni al teatro non è mai venuto meno. Solo attraverso lo strumento delle convenzioni teatrali i contributi regionali sono aumentati, dal 2014 al 2017, da 67.500 euro a oltre 128.000 euro, senza considerare quelli per le attività extra. Ciò a fronte di un calo significativo dei contributi comunali che negli ultimi tre anni sono passati da 500mila a 200mila euro” fidandosi di pessimi e impreparati suggeritori ( le consigliamo in futuro di rivolgersi ai suoi funzionari, persone che si dimostrano sempre competenti a differenza dei suggeritori di Pontida da lei scelti per l’occasione).

Prima bugia: alla Fondazione Teatro Grande vengono erogati 102.000euro e non 128.000 come lei dichiara, bilanci da vedere.
Seconda bugia: la cifra che il Comune di Brescia versa, a differenza di quanto da lei dichiarato, non è diminuita di un solo centesimo in questi anni. E’ sempre stata ed è di 500.000euro, bilanci da vedere.

 

 

 

 

Alle bugie dobbiamo aggiungere un dato che fa riflettere: possibile che un teatro come il Grande prenda meno contributi regionali di tutti gli altri Teatri di Tradizione della Lombardia? Vi sembra giusto?

Insomma, la Cappellini vuole un posto nel cda del nostro Teatro, non perde occasione di sottolineare la bravura dell’attuale Sovrintendente Umberto Angelini (opinione condivisa dalla Loggia e dall’attuale cda della Fondazione) però non vuole pagare la quota che deve e continua a considerare il nostro Grande un Teatro sul quale non vale la pena investire risorse.

 

 

 

La stessa Provincia di Brescia, realtà che non ha certamente a disposizione i milioni e milioni di euro della Regione, ha scelto il suo ingresso nel cda della Fondazione Teatro Grande versando una quota di 200.000euro (il doppio di quelli che deve versare e non versa la Lombardia) perché crede nella cultura come motore di crescita del nostro territorio (è bene ricordare che l’ingresso della Provincia è stato concordato all’unanimità dalle forze politiche di ogni schieramento).

 

 

I lombardi saranno anche sudditi di Roma, noi bresciani invece siamo trattati da sudditi della Lombardia dove qualcuno decide con criteri incomprensibili (o forse fin troppo chiari) come distribuire le nostre stesse risorse.
Voglio anche sottolineare l’atteggiamento completamente responsabile degli assessori regionali bresciani Parolini e Beccalossi che in questi mesi, con impegno e senso delle istituzioni, hanno sempre lavorato al nostro fianco per rendere a Brescia ciò che le spetta. Quando si tratta di cultura, di valorizzazione del patrimonio della città, la politica deve unire le forze in un impegno comune e loro lo hanno fatto.

Purtroppo la Lega pare sorda anche a questo appello e in Regione ha imposto il suo personale linguaggio, un linguaggio che penalizza la nostra città e viene usato come strumento per battaglie politiche.

 

condividi:

Lascia un Commento