Referendum: perchè SI

Laura Castelletti, 11 novembre 2016 » mi piace, politica

img_7514La mia adesione al fronte del SI ha radici lontane e sguardo al futuro. Spiego perchè.

Radici nella mia storia politica perchè era il 25 settembre 1979 quando Bettino Craxi lanciò per primo, dalle colonne dell’Avanti!, il progetto di “Grande Riforma”. Avevo 17 anni, qualche anno dopo mi iscrissi al Movimento Giovanile Socialista. Cosa voleva Craxi? Riformare la Costituzione, aprire la discussione su un sistema presidenzialista, incarnare il decisionismo, sostenere la governabilità. Sappiamo come è andata.

 

 

Al Quirinale il presidente del Consiglio Bettino Craxi (S) e il presidente della Repubblica Sandro Pertini, si stringono la mano dopo il giuramento del nuovo governo, Roma 4 agosto 1983. ANSA

Quelli che fecero guerra a Craxi sono gli stessi che oggi attaccano Renzi usando le medesime obiezioni di allora “mutazione genetica della sinistra, deriva plebiscitaria, degenerazione autoritaria incubata da procedure elettorali e parlamentari che mirano al Governo di un uomo solo al comando”. L’ “Alleanza conservatrice ” (di destra e di sinistra se vogliamo utilizzare quelle categorie) di allora si materializza nuovamente oggi e combatte la sua ennesima e personalistica battaglia contro il tentativo di rinnovamento.

 

img_7513

 

Un particolare non irrilevante: i conservatori di allora, che sono ancora i conservatori di oggi, negli ultimi 20 anni hanno governato, istituito commissioni, dato vita alle bicamerali senza mai cambiare nulla e con la presunzione di essere gli unici portatori sani di democrazia.

Mentre quella parte politica naturalmente conservatrice (rossa o nera che sia) del nostro Paese ha lasciato l’Italia immobile per decenni, e continua a non voler modificare nulla, il mondo è cambiato.

Non è certamente colpa della Costituzione l’immobilismo di questi decenni, ma la resistenza culturale al cambiamento è certamente colpa nostra. E’ un brutto morbo che affligge l’Italia e dal quale dobbiamo guarire. La Riforma Costituzionale rappresenta oggi una possibile cura, è il treno del cambiamento che non dobbiamo lasciarci sfuggire. Difficile immaginare che possa ripassare a breve.

 

img_7516

 

E’ una vita che andiamo ripetendo che un Paese è competitivo se può contare su processi decisionali rapidi, che governabilità e certezza delle decisioni pubbliche sono obiettivi prioritari, che i testi di legge che rimbalzano tra Camera e Senato anche solo per un cambio di sillaba sono fonte di lungaggini incompatibili con la contemporaneità. E’ una vita che ci lamentiamo perchè le cose non vanno, perchè il Paese è fermo, perchè vogliamo una ripresa stabile e duratura dell’economia italiana, perchè vogliamo rimodellare l’intero Governo del Paese e la finanza pubblica.

Il 4 dicembre, con un SI, possiamo scegliere di dare molte delle risposte che aspettiamo da tempo e avviarci finalmente in una nuova direzione.

 

img_7517

 

Forse non sarà la riforma più bella del mondo, probabilmente si poteva fare meglio, ma oggi un testo c’è, è il frutto di una difficile mediazione ed è stato votato dal Parlamento (anche da chi oggi grida al “ducetto” nella direzione di Renzi o che ha votato 6 volte SI in Parlamento e ora invita a votare NO), è un piccolo decisivo passo, certamente il primo da qualche decennio, e va nella direzione giusta. Nessuno è riuscito finora a convincermi che si tratta di una riforma pericolosa, autoritaria, fascista o espressione delle trame della finanza massonica o della P2 come qualcuno vuol farci credere.

Sono tra quelli che pensano che la Costituzione non è un Moloch intoccabile (la riforma non tocca nessuno dei principi fondanti, sia chiaro), è nata in una precisa situazione storico-politica, è stata scritta dagli uomini (pochissime donne), porta i segni del tempo, modificarla per adeguarla all’oggi è darle una seconda opportunità.

Ph Franco Moliterni

Delle imperfezioni della Costituzione-più-bella-del-mondo ne erano coscienti, per primi, i padri della Costituzione. Gaetano Salvemeni diceva “i soli articoli che meriterebbero di essere approvati sono quelli che rendono possibile emendare, prima o poi, quel mostro di bestialità”. La Costituzione aveva bisogno di un “tagliando”, lo dimostrano anche le tante emergenze gestite con decreti legge, serviva aggiornarla ai bisogni e al linguaggio contemporaneo, farla diventare anche un modo di “passare il testimone dai morti ai vivi” perchè non ci sia un dominio del passato sul futuro, ma un trasferimento di valori attraverso il linguaggio dell’oggi.

Thomas Jefferson, uno dei padri della Costituzione Americana, diceva che ogni generazione dovrebbe avere il diritto di scrivere la propria Costituzione (forse esagerava), o quantomeno di modificarla adeguando le istituzioni a un tempo diverso da quello in cui le regole furono pensate e scritte. E’ una considerazione che condivido.

 

img_7512

 

Cambiare la Costituzione è una scelta che guarda al futuro e non vuol dire aderire al progetto politico di Matteo Renzi (progetto che personalmente condivido e che mi ha convinto anche prima che spuntassero renziani come funghi, gli stessi che oggi tornano a mimetizzarsi in attesa di sapere il risultato referendario), ma ormai su questo ingannevole crinale si sta spingendo il fronte del NO. Una sorta di Guerra Santa, spesso di livello molto basso, per tentare di disarcionare il Presidente del Consiglio. Personalmente considero un grave errore mandare a casa chi oggi ha la possibilità concreta di vincere le elezioni e governare il Paese, ma si sa che la sinistra conservatrice guidata da Massimo D’Alema si attiva ogni volta che c’è da dare una mano a Berlusconi. Non farà mancare il suo contributo anche questa volta.

 

img_7515

 

Penso che nessuna Riforma, anche se non bellissima, può eguagliare lo scenario peggiore che si aprirebbe a breve termine nell’ipotesi di una fine politica di Renzi. Vedete forse qualcuno a destra, a sinistra, al centro o nella galassia grillina che possono dare una svolta al Paese? Io no. Vedo tirare a campare, governicchi, instabilità, emergenze gestite con decreti legge, cose non vanno, Paese fermo e non è il futuro che voglio per le mie figlie. 

 

condividi:

4 Responses to “Referendum: perchè SI”

  1. Germano Rota ha detto:

    Ero convinto di votare SI ora ne ho la certezza!!!

  2. filippo marchetti ha detto:

    Buongiorno Laura. rispetto la tua personale opinione,penso sarai d’accordo che partire da craxi e finire ai ns giorni il mondo è cambiato. Se pensi ancora di poter prendere spunti da quel passato per me è tempo perso.vedi in tempi in cui il sospetto verso la “politica”, anche nella sua declinazione amministrativa, si è radicato nell’ opinione pubblica tanto da provocare una frattura che spesso appare insanabile fra cittadini e istituzioni, sarebbe auspicabile che le scelte della “politica” fossero sempre ben spiegate e motivate in maniera esplicita. Questo, non solo per rispettare quella “trasparenza” che i cittadini inutilmente invocano e i politici meccanicamente dichiarano e che spesso si ha l’impressione sia ancora un obbiettivo molto lontano da raggiungere ma, soprattutto, perché è anche mediante la chiarezza che viene a rinnovarsi il vincolo fra cittadini e istituzioni. In un Paese dove tutti hanno secolari diritti, e se non sono secolari sono comunque “acquisiti” e quindi sacri, e qualora non fossero neppure acquisiti sono comunque garantiti in Costituzione, a parere di qualche azzeccagarbugli nostrano, è chiaro che si fatica non poco ad andare da qualunque parte. Non c’è una persona dotata di vago buon senso generico, in Italia, che non sia d’accordo a semplificare, ridurre spese e uffici, snellire pratiche e procedure, ridurre i centri amministrativi e di potere, ridurre la burocrazia, liberalizzare. Tutti son d’accordo; a patto che si semplifichi a casa d’altri, che si liberalizzi il commercio altrui, che si accorpino quell’altri che noi al momento c’abbiamo i diritti di star bene così come stiamo. E questa cultura del NIMBY, che in Italia è al massimo “non nel mio orticello, non nel mio sottoscala, non ovunque io sia perché è incostituzionale”, è un potentissimo freno che non si risolve con leggi e con circolari intimidatorie. Anche con quelle, sì, ma finché i cittadini non capiscono che ci guadagnano, che pagheranno meno per servizi migliori in sanità, nella scuola e nella giustizia, per esempio, le leggi non basteranno. E finché i cittadini non comprendono come nessuno venga diminuito o perda una storica identità aggregazione di comuni (ma per questi, veramente, è auspicabile una vera fusione coi centri maggiori limitrofi), se insomma non c’è anche una spinta dal basso, è difficile che la riforma abbia un reale successo. Il populismo nassce qua e trionfa.credo che comunque vada questo referendum tutti dobbiamo portare rispetto

  3. Walter Giudici ha detto:

    Buongiorno
    Dopo aver letto le sue intenzioni di voto a favore della riforma costituzionale al referendum del 4 dicembre 2013, sarebbe un piacere ricevere delle risposte a delle saemplici domande.

    Questa importante riforma era nei programmi dei partiti che sono stati eletti nel 2013, con una legge elettorale bocciata dalla Corte Costituzionale?

    Lei afferma ‘difficile immaginare che possa ripassare a breve il treno della riforma costituzionale’. Perché? Io so che nel 2012 è stata riformata la Costituzione con l’inserimento del principio del Pareggio di Bilancio e approvata dal Parlamento. Quindi il treno potrà passare anche nei prossimi anni. Già che ci sono: cosa ne pensa della riforma del 2012?

    L’articolo 70 della riforma é scritto molto male. Quasi incomprensibile. Però, essendo Lei sostenitrice del sì, lo avrà interpretato e capito. Può spiegarmelo e dirmi quanti saranno i passaggi Ping-Pong, tra Camera e Senato, che potranno crearsi per le approvazioni delle future leggi?

    Come è possibile che in 6 giorni la legge turbo Cicchitto, nel 2009, passò per lsottoporre il referendum in data differente alla consultazione per le europee?, oppure nel 2010 e il decreto salva liste: 7 giorni. Lodo Alfano: 20 giorni. E molte altre leggi approvate con l’attuale Costituzione in tempi record, quindi, per lei è necessario modificare con quaranta e passa articoli la nostra Costituzione, puntando e pubblicizzando la riforma sul risparmio di tempo per approvare le leggi?

    Cosa pensa del metodo di scelta dei nuovi Senatori?

    Lei trova giusto che i nuovi Senatori (consiglieri regionali/Sindaci) dovranno gestire i rapporti con la Comunità Europea? E aggiungo: potranno far bene due lavori così complessi e differenti nello stesso tempo?

    L’articolo 1 della Costituzione recita: la sovranità appartiene al popolo che la esercita nella forma e nei limiti della Costituzione. Questa riforma rispetta l’articolo 1 della Costituzione?

    Si è domandata il motivo per cui tutte le grandi testate giornalistiche e televisive sponsorizzano con forza le ragioni del Sì?

    Come mai i difensori del Sì sono sempre scortati dalle Forze dell’ordine?

    Poche e semplici domande. Spero in una Sua risposta.
    Cordialità

  4. Laura Castelletti ha detto:

    Rispondo per punti
    1. Mi è indifferente saperlo visto che non sono iscritta o faccio riferimento a nessuno dei partiti eletti nel 2013. Ho sempre pensato che una riforma fosse necessaria, sono soddisfatta che si sia arrivati a discuterla.
    2. Il treno non passerà per almeno altri 20 anni semplicemente perché i testi di riforma proposti dai singoli partiti/movimenti del fronte del NO sono lontani anni luce. Compatti nel NO e profondamente divisi nel come.
    3. I passaggi Ping-Pong, come ho scritto nel mio post, avvengono oggi. Non avverranno più se il 4 dicembre vince il SI
    4. Si
    5. Lo condivido
    6. Si, Si
    7. Si
    8. Non mi pare
    9. E’ una domanda che dovrebbe fare a quelli del NO

Lascia un Commento