Qualcuno si chiede se sono ancora vivo (di Julius dall’Australia)

Laura Castelletti, 18 agosto 2010 » inviati speciali, mi piace, pensieri in libertà

qualcuno si chiede se sono ancora vivo, altri non si chiedono proprio nulla, ma comunque ho deciso di interrompere questo lungo silenzio dovuto al mio quotidiano impegno scolastico e lavorativo…! (manco fossero anni). piano piano inizio a conoscere e a capire la società e la (non) cultura australiana … questo mio soggiorno australiano mi sta dando la possibilità di confrontarmi con persone e realtà che in italia forse non mi sarei nemmeno immaginato. purtroppo proprio ora che che mi stavo ambientando e conoscendo sempre più persone interessanti sono giunto al termine di questa avventura a sydney! 2 settimane fa ho finito il mio mese di corso intensivo di inglese ed anche il lavoro …

dopo aver salutato a malincuore la mia aussie family (intendo tutti gli amici conosciuti qui e con cui ho condiviso un’esperienza unica), sono giunto nel queensland. tappa di una notte a brisbane, quanto basta per aspettare la mia ragazza per goderci finalmente le nostre meritate vacanze. siamo atterrati alle whitsunday islands (chiamate così perchè scoperte da james cook nel 1770 il giorno di pentecoste, appunto whitsunday in inglese, anche se in realtà sono state scoperte di sabato…). mare, sole e relax, queste le parole d’ordine, almeno per i primi giorni! questa zona dell’australia è stata proclamata come una delle più belle ed affascinanti al mondo, grazie alla sua barriera corallina e alla presenza di spiagge ed isole da sogno, come la famosa whiteheaven beach e la reef island (a forma di cuore)! meta soprattutto di coppie e sposini novelli.
poi il nostro viaggio proseguirà tra airlie beach, fraser island e hervey bay, dove è consigliabile, per gli amanti degli animali e non, fare whalewatching! in questa stagione numerose balenottere popolano i mari della gold coast.

cambiando discorso, poche righe più sopra ho voluto sottolineare la non cultura australiana, ma non come critica verso la popolazione aussie, ma bensì verso la nostra società europea! ebbene si, noi ci vantiamo della nostra storia, della cultura e dell’arte mentre questi “poveri aborigeni” non hanno nulla di tutto questo… ma… ma l’australia vanta una delle società più ricche al mondo, dove il tenore di vita, la possibilità di lavoro ed il benessere supera di gran lunga la nostra immaginazione! i livelli di vita sono paragonabili a nazioni quali il giappone, il canada o il nord europa … non male! qui esiste il minimo sindacale per qualsiasi lavoro, e lo stipendio si percepisce ogni settimana. uno stipendio medio australiano confrontato con uno italiano risulta essere più alto del 30-40%. non contando che chi ha un contratto di lavoro e per esigenze della
ditta deve o decide di lavorare durante il week end, nei giorni festivi oppure di notte, percepisce per quelle ore il doppio della paga normale! ricordo che anche qui l’assistenza sanitaria è gratuita. qualche altra curiosità che ho avuto il piacere di scoprire è che l’universita’ in australia era gratuita fino a pochi anni fa, mentre oggi gli studenti pagano una retta annuale che viene però versata, in piccole somme settimanali, solo quando si incomincia a lavorare e guadagnare piu di $35.000 annuali, dopo gli studi.

inoltre tutti gli studenti universitari ricevono ogni settimana un sussidio statale. per quanto riguarda la vita sentimentale, una coppia che convive ha il diritto di essere riconosciuta come tale (coppia di fatto) dopo 12 mesi di convivenza. questo vale anche per coppie gay. una coppia di fatto ha tutti i diritti legali di una sposata legalmente in comune o in chiesa. una volta che si dichiarano una coppia, tutti i beni di entrambi diventano beni in comune. ricordo che a sydney, ogni anno viene organizzato il più grande festival gay al mondo, il mardi gras. questo oggi non è solo un evento mondano ma anche culturale, dove si può respirare aria di teatro, cinema, musica e sport!

come si dice dalle nostre parte: “guardate ed imparate!” …

certo chi decide di fare il visto “working holiday” deve sapere che   non è tutto oro quello che luccica! prima di tutto questo visto è possibile farlo solo entro i 30 anni. chi volesse, una volta scaduto questo visto, potrebbe estenderlo per   un altro anno e decidere di tornare in australia (sempre entro i 30  anni). ma per farlo dovrebbe lavorare almeno 3 mesi tra le braccia  dell’agricoltura o della pesca. oltretutto ci sono delle zone ben precise dove lavorare per poter   estendere il proprio visto, per esempio sydeny non fa parte di queste. la vita dei backpackers non è sempre tutta rose e fiori. essendo dei  viaggiatori ed avendo sempre bisogno di soldi, si è disposti ad  dattarsi a qualsiasi condizione, quindi nella maggior parte dei casi,  il backpacker viene sfruttato. potrebbe essere paragonato a quello che  in italia viene definito in modo dispregiativo “extracomunitaro”! il backpacker fa quello che gli australiani non vogliono fare … prendo in esempio il mio caso. potrebbe essere stato un caso isolato, questo non posso saperlo, ma comunque è quello che ho vissuto sulla mia pelle. lavorando in un ristorante italiano ci si potrebbe immaginare  un’accoglienza calorosa, tra connazionali ci si aiuta, almeno così  dicono… ed infatti sono stato subito smentito! le prime 2 settimane è stata veramente dura, venivo trattato come uno  stupido, un idiota, insomma come una pezza da piedi! (diciamo così per non essere volgari). poi pian piano ho inziato a capire l’ambiente e le cose che mi  dicevano, inglese o italiano che fosse, mi entravano nell’orecchio e  mi uscivano dal lato b (come mi ha ben insegnato per sopravvivere il  mio collega nepalese).

percepivo 14 dollari l’ora cash in hand, cioè in nero, quindi non ero  soggetto a tassazione! non essendo legato a vincoli ho detto solo la settimana prima della  mia partenza che me ne sarei andato, anche perchè se l’avessi fatto  prima mi avrebbero fatto lavorare meno, e questo sarebbe pesato sul mio portafoglio! se mi avessero assunto, anzichè pagarmi 14 dollari l’ora avrebbero  dovuto per legge, pagarmi almeno 16 o 18 dollari tassati. queste  tasse, per chi detiene il working holiday visa, non avendo quindi la  cittadinanza australiana vengono restituite una volta scaduto il  visto, oppure si possono richiedere quando l’anno finaziario finisce,  e nel giro di poche settimane vengono accreditate direttamente sul  proprio conto! per certi versi questa vita sempre zaino in spalle è dura (soprattutto  per noi italiani abituati ad ogni comodità e a mammà) ma essendo priva  di vincoli, ogni mese è un’avventura, si può decidere di cambiare  città o regione in completa libertà ed in questo modo conoscere e  visitare posti unici.

sicuramente un’esperienza da fare e che consiglierei a chiunque!

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One Response to “Qualcuno si chiede se sono ancora vivo (di Julius dall’Australia)”

  1. Benzo ha detto:

    Finalmente!!!!! Possiamo dire a chi l’ha visto di smettere le ricerche!!! Aspettiamo il tuo rientro, consci che, quest’esperienza, ti avrà messo a contatto con realtà per noi inimmaginabili!!! Quanti racconti ti toccheranno!!!!

    B.

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