Piste ciclabili e multe virtuali (di Ilaria Fumagalli)

Laura Castelletti, 12 aprile 2010 » mi piace, urban center

Il soggetto dei questo post doveva essere un altro… giuro, però ho virato all’ultimo perché non posso non dire la mia sulla mobilità sostenibile, visto che, tra l’altro sarà il soggetto di uno dei prossimi incontri per il PGT di Brescia.

Mobilità sostenibile: concetto interessante, vengono subito in mente le due categorie di utenti della strada più “sostenibili” di tutte: pedoni e ciclisti; che guarda caso sono anche i più deboli. Cosa fare per incrementare l’utilizzo dei due mezzi più sostenibili (gambe e bicicletta) e quindi attuare una buona politica di mobilità sostenibile?Beh, basta, ad esempio, garantire una maggior sicurezza per queste due categorie di utenti…

Ok, ora vi sfido per un mese (troppo?!va bene, basta una settimana) a fare il tragitto casa-lavoro in bicicletta e, se a causa della distanza (non meno di 4 km, altrimenti non siete giustificati!) non vi è possibile, di farvi comunque qualche giro in bicicletta per la città. Brescia si vanta di essere una delle città italiane con più chilometri di piste ciclabili in Italia, peccato che tra questi chilometri siano conteggiate anche quelle meravigliose strisce gialle che molti automobilisti prendono per parcheggi (giallo?quindi non si paga?ma chissà perché per terra han disegnato il simbolo di una bici, mah?!). Ma non solo, le poche piste ciclabili che hanno sede propria, sono un tripudio di sali-scendi, gradini, incroci pericolosi e pedoni da evitare (eh sì, in questo caso anche i pedoni ci mettono del loro!).

Spesso, soprattutto con la bella stagione, vado al lavoro in bici, ma ieri ho addirittura osato avventurarmi per le strade di Brescia Due, luogo di affari e di gente con moltissima fretta. Vi dirò di più, ho anche osato attraversare la strada, con la mia bicicletta, su un passaggio pedonale-ciclabile…sbaglio terribile!!Un automobilista, mi ha visto da lontano, ha accelerato e dopo avermi quasi investito, si è fermato dopo le strisce (!!!), per insultarmi perché gli avevo fatto cenno di rallentare…che stupida, in effetti le strisce pedonali-ciclabili servono solo ad interrompere il monotono  grigiume della strada.

Insomma, diciamoci la verità: i ciclisti son spesso visti come degli strani personaggi che ancora si ostinano a rischiare la vita per provare a inquinare di meno e rendere la nostra città più vivibile…sì in effetti ritiro la sfida…lasciate perdere, ma se proprio volete provare e affrontare la giungla magari armatevi di queste multe virtuali: http://www.educazionesostenibile.it/portale/sostenibilita/comunita-sostenibile/635-stia-al-suo-posto.html, forse inutili, ma simpatiche!

Vi lascio con una domanda: secondo voi, chi realizza o ha realizzato le piste ciclabili di Brescia ha mai usato una bicicletta? Propongo, nel caso, una settimana di stage in Olanda…

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17 Responses to “Piste ciclabili e multe virtuali (di Ilaria Fumagalli)”

  1. duilio ha detto:

    Pienamente d’accordo, peccato che da automobilista/ciclista, abito in centro obbligato per lavoro ad usare l’automobile e per dileto la bicicletta, mi vedo condannare i cliclisti spesso “molto” indisciplinati leggi mai fermarsi al rosso, infilare i sensi unici in contromano, viaggiare affiancati, mai segnalare i cambi di direzione, e non ultimo quando ci sono non usare le corsie a loro riservate… in parole povere fregarsi del codice della strada.
    Forse e dico forse se rispettassero il codice della strada magari sarebbero più rispettati…..rispetta se vuoi essere rispettato.

  2. mario labolani ha detto:

    Cara Laura le striscie gialle sui marciapiedi per le piste ciclabili le ha fatte chi usa sempre la bicicletta, non ricordi il tuo compagno d’amministrazione Ettore Brunelli? Da parte mia,nostra vogliamo piste ciclabili vere, sicure e protette, magari poche ma buone

  3. Laura Castelletti ha detto:

    Caro Mario, ricordo benissimo. Il post porta infatti la firma di Ilaria e non la mia…a dimostrazione che non censuro mai nulla, neppure le critiche che vengono fatte alla precedente amministrazione 😉
    Aspetto fiduciosa di vedere le nuove piste ciclabili…se la Lega sarà favorevole http://www.lauracastelletti.it/?p=8453

  4. Ilaria ha detto:

    Scusate se mi intrometto, io non ho criticato la nuova amministrazione,ma come ho scritto, “chi realizza o HA REALIZZATO, le piste ciclabili”; ringrazio Laura, che comunque mi ha pubblicato;
    qui, a mio avviso, non è questione di chi ha sbagliato, ma di chi NON sbaglierà.
    Scrivo nella speranza, che, chi voglia riprovarci, possa essere un po’ più efficace ed attento. Davvero, basterebbe poco, quindi se questa nuova amminitrazione vuole fare quacosa di nuovo, o correggere gli sbagli fatti…ben venga!! sarebbe un gran regalo per la città e per i suoi cittadini!
    In ogni caso un piccolo stage in Olanda lo consiglio comunque!;-)

  5. MAFALDA GRITTI ha detto:

    Le nuove piste ciclabili non avranno delle strisce gialle ma verdi

  6. Laura Castelletti ha detto:

    dal dibattito su facebooK:

    Stefania Itolli Condivido il tuo pensiero ma resta un problema fortemente culturale, di noi cittadini che abbiamo sempre bisogno dell’auto (possibile che oggi nel 2010 sia ancora uno status symbol?) e delle istituzioni che pensando alla viabilità della città partono dalle esigenze dell’auto invece che da quelle delle categorie più deboli. Ci vogliono coraggio e senso di responsabilità per cambiare le cose, perchè, certo, alcune scelte di mobilità sostenibile potrebbero risultare impopolari. Ma sul lungo periodo la nostra città sarebbe sicuramente più sana e più vivibile.
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    Ilaria Fumagalli vero, però alcune piccole cose, che non risulterebbero impopolari, si potrebbero fare…ne avrei una lista!
    non bisogna sempre pensare che per cambiare qualcosa si debba fare un rivoluzione…piccoli passi, ma decisi!
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    Stefania Itolli piccoli passi, decisi, condivisi e soprattutto sostenuti e promossi dalle istituzioni che ci amministrano. Bisogna volerli fare però, fino ad ora questa volontà è molto latitante.
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  7. francesco onofri ha detto:

    Grazie Laura per questo tuo contributo. Occorre farsi sentire, seguire esempi virtuosi di altre città, convertire le abitudini più radicate magari con qualche misura forte (come ci ha fatto soprendentemente fare la legge contro il fumo). Se le città non sono vivibili la gente se ne va. E potersi muovere in bici (ed in sicurezza) significa miglior qualità della vita, esercizio fisico (gratis), meno congestione del traffico, meno incidenti automobilistici, ecc.
    Ne riparleremo.

  8. Laura Castelletti ha detto:

    Magari organizzando insieme una riflessione pubblica. Che dici?

  9. Stefania I. ha detto:

    costruire città sostenibili? con un occhio alla recente mostra e libro “Green Life”?

    http://www.mostragreenlife.org

  10. Ilaria ha detto:

    Ci sono stata.Molto tecnico, ma begli spunti! Dopo aver visto il video di Copenhaghen direi che si potrebbe fare un bello stage anche là…caspita, questi hanno addirittura il problema delle Cargo bikes…

  11. paolo vitale ha detto:

    Per ora ho visto che questa amministrazione ha eliminato molti percorsi ciclabili: le corsie riservate agli autobus eliminate erano utilizzate dai ciclisti, i percorsi sui marciapiedi larghi (stile germania) non sono più segnati, altre piste ciclabili sono usate impunemente come parcheggi. Poi ci sono dei trogloditi, ben rappresentati nell’attuale amministrazione, che si oppongono alla modernità del XXI secolo e pensano sia moderno fare come si faceva 50 anni fa: fare largo alle auto. Non so se sono in malafede o semplicemente ridicoli quelli che affermano: ci sono piste ciclabili poco sicure e invece di renderle sicure le eliminano.

  12. claudio buizza ha detto:

    Non v’è dubbio che la rete ciclabile della città è incompleta e insufficiente e moltissimo resta da fare. Se qualcuno pensa sia possibile realizzare una rete diffusa e collegata in sede propria coltiva una speranza irrealizzabile. Io penso che si debbe porre al primo posto l’obiettivo della connessione a rete, della sicurezza e della sosta garantita. E’ un peccato che si tratti con sufficienza o addirittura disprezzo la scelta della pista ricavata nei marciapiedi larghi. E’ una delle opzioni possibili, praticabili e sicure. Molte città europee la praticano, berlino in testa. Chi ha passeggiato a Berlino (quella non comunista quando c’era il muro) ricorderà le scampanellate dei ciclisti ai pedoni che invadono la corsia ciclabile. Con buona pace dell’assessore Labobolani. Lo slogan “meglio poche ma buone” nel caso della rete ciclabile è proprio inadatto. Se applicato non adremo lantono. Tanto meno in bicicletta.

  13. Valentina ha detto:

    A Claudio,
    Ti propongo l’usufrutto temporaneo di casa mia in via Veneto.
    Proverai il brivido del rischio ogni mattina!!
    In cambio accetto casa a Berlino.

  14. claudio buizza ha detto:

    A Valentina,
    a Berlino proveresti gli stessi brividi. No! Qualcuno in più,e molte altre diverse sensazioni(positive)che Brescia non offre. Poi, a Berlino, potrestri sempre provare il brivido dell’incontro con qualche ex comunista non pentito. Da noi sono spariti. Inspiegabilmente.

  15. Benzo ha detto:

    Qualcuno sa dire quanto l’iniziativa di Bicimia ha avuto successo?? Oltre al sicuramente corretto incremento di piste ciclabili studiate ad hoc per i ciclisti, non sarebbe il caso di aumentare le postazioni di noleggio magari guardando anche alle periferie da dove gli utenti partono la mattina?

  16. Ilaria ha detto:

    son d’accordo, sarebbe una bella idea. Sarebbe anche necessario incrementare il numero di biciclette nella zone “critiche”, tipo in stazione, dove la mattina si fatica a trovare una bici e alla sera a trovar spazio per posteggiarla.
    Tanti i temi da discutere…

  17. Sven ha detto:

    Riguardo al video youtube nel post, mi permetto di far notare che per adesso Copenaghen è ancora in Danimarca e non in Olanda.

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