Piccoli gesti per risvegliare l’amore verso la natura (di Ilaria Fumagalli)

Laura Castelletti, 31 marzo 2010 » mi piace, urban center

la voglia di coltivare penso sia proprio insita nel dna dell’uomo; quando mi aggiro per la città, mi diverto a sbirciare i giardini, le terrazze o i piccoli balconi delle case; provateci, è un vero divertimento! ognuna stipa nei pochi metri quadri che ha a disposizione ogni tipo di fiore e piante; qualcuno si cimenta anche nella produzione casalinga della verdura. in effetti nei negozi specializzati è sempre più frequente trovare sementi “da balcone” per ortaggi da coltivare in vaso.

molte sono anche le idee che si trovano per trasformare i cittadini in perfetti contadini; tra le varie, una mi ha particolarmente incuriosita, si chiama window farm. due ragazze newyorkesi (dove, se non lì, può nascere un’idea come questa!) hanno ideato un sistema per coltivare verdura e piante aromatiche direttamente dalla finestra di casa. la struttura è molto semplice e si costruisce con materiali di recupero; per la precisione con bottiglie di plastica dell’acqua, sfrutta il concetto di coltivazione idroponica ed è semplicemente geniale. se qualcuno dovesse essere interessato il sito ufficiale è il seguente: http://www.windowfarms.org/#

la seconda idea è invece ben più complicata e seria; si tratta della vertical farm immaginata da un docente della columbia university (ovviamente a ny!!) tal dickinson despommier (http://www.verticalfarm.com/index.html ) che ipotizza la costruzione di edifici da utilizzare come fattorie che siano in grado di riciclare l’acqua nera attraverso la fitodepurazione e che possano produrre grandi quantità di ortaggi e frutta da distribuire direttamente ai mercati della metropoli.

quali i vantaggi? beh, innanzitutto la possibilità di avere frutta e verdura sempre fresca e a km zero, la riduzione del costo e dell’inquinamento dovuto al trasporto degli ortaggi, il miglioramento del microclima urbano e altre numerose ricadute positive sul sistema metropoli. se non ricordo male, si è ipotizzato che basterebbero 100 torri per rendere ny totalmente autosufficiente per quel che riguarda la frutta e la verdura.

un esempio di tale struttura è il dragonfly, la libellula, un immenso edificio che sorgerà nell’east river tra il distretto di queens e l’isola di manhattan, progettato da uno studio belga. qui potete vederlo in tutta la sua imponenza http://www.architetturaecosostenibile.it/architettura/nel-mondo/dragonfly-vertical-farm-grattacielo-libellula-coltivare.html

Simpatico eh?!

Ecco queste son solo due delle idee probabilmente agli antipodi che ho voluto condividere. Son convinta che partendo da piccoli gesti si possa risvegliare in ognuno l’amore per la natura; e se una cosa la si ama, poi la si tratta con i guanti difendendola il più possibile.

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2 Responses to “Piccoli gesti per risvegliare l’amore verso la natura (di Ilaria Fumagalli)”

  1. umberta ha detto:

    bellissimo il sito delle coltivazioni alla finestra !!! veramente geniale !!!
    GRAZIE !!! vorrei proprio provare…poi farò sapere

  2. annagi ha detto:

    … okkei si comincia davvero a cambiare! 🙂
    a.

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