Per il cruscotto urbano serve qualcuno alla guida

Laura Castelletti, 25 maggio 2012 » Loggia, mi piace, urban center

inserire brescia tra le smart city italiane è una nostra ambizione da tempo, lo abbiamo scritto  e dichiarato in più occasioni. in sintonia con questa nostra visione è la riflessione lanciata oggi dalla giornalista nadia busato (corriere della sera) che nel suo articolo parla di smart city come di una nuova opportunità per i cittadini. opportunità per coloro che sognano una città diversa,  in cui  le performance non siano direttamente misurabili in infrastrutture materiali quanto in capitale umano e sociale.

nel pezzo risulta chiaro che

i parametri che definiscono «smart» una città sono sei: una mobilità sostenibile, agevole, integrata; un’economia che valorizza il capitale umano e crea nuovi protocolli di servizi ai cittadini e alle imprese; una gestione razionale dei rifiuti e un contenimento dei consumi e dell’impatto ambientale; l’attuazione di programmi per l’annullamento delle distanze, per la conciliazione dei tempi nonché per la valorizzazione del dialogo tra cittadino e pubblica amministrazione; una politica che parte dalla condivisione e mantiene saldi i pilastri del proprio mandato pubblico; e, in definitiva, una messa a rete di soluzioni in grado di rendere a tutti la vita un po’ più semplice, facile, felice.

 

 

per la nostra città immaginarsi e diventare smart non pare una grande impresa, serve mettere in rete e integrare i numerosi servizi che già esistono. quelli attivati dai diversi enti (comune, brescia mobilità, brescia trasporti, a2a…) o dai privati. l’idea potrebbe essere quella di dar vita al cruscotto urbano, progetto oggi in fase sperimentale a genova, all’aquila e a torino

 

 il cruscotto urbano di brescia viaggia su tre binari: il potenziamento delle infrastrutture tecnologiche, il riassetto istituzionale e burocratico, la comunicazione (a doppio binario) con i cittadini. nell’ipotesi più smart, è l’idea pilota che accentra talenti e risorse economiche per produrre un nuovo polo di servizi, con sacche di occupazione e un prodotto pensato per le peculiarità delle città italiane e subito esportabile.

 

 

perchè il cruscotto “renda” al massimo delle sue potenzialità serve che qualcuno dell’amministrazione si sieda alla guida, impugni con convinzione il volante e metta la prima per andare a recuperare le risorse, nazionali ed europee , che ci servono per realizzare il progetto di diventare una città intelligente. e’ un’opportunità importante che non possiamo farci “soffiare” da altre città e purtroppo non possiamo aspettare il 2013 … a quell’epoca sarà troppo tardi!

 

 

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