Pensioni: non sempre i pagliacci fanno ridere

Laura Castelletti, 24 ottobre 2011 » non mi piace, politica

+21 agosto 2011- Bossi: “Pensioni salvate dalla Lega nonostante quello stronzo di Casini”

+28 agosto 2011- Manovra, ultimatum di Bossi al Premier: “Le pensioni NON si toccano

+31 agosto 2011- Berlusconi: “Manovra senza pensioni è perfetta

+oggi 24 ottobre 2011 (sono passati meno di 2 mesi)- Pensioni, Berlusconi: “Non c’è Bossi che tenga, la riforma pensioni si farà” e aggiunge un deciso “metterò mano alle pensioni

+oggi  24 ottobre 2011 solo qualche ora dopo la Lega gela Berlusconi “Le pensioni non si toccano

Riguardando i  link postati le considerazioni sono :

1. quella che Berlusconi ha definito la “culona inchiavabile” deve aver provato un discreto gusto al summit di Bruxelles, quando è stato lanciato l’ultimatum U.E. all’Italia. Non ha neppure mancato di esprimere tutto il suo disprezzo nei confronti di un Governo italiano giudicato inaffidabile (penosi Frattini e Tremonti che si scandalizzano per una risatina, quando il nostro Premier colleziona gesti irrispettosi per la metà dei governi europei). Questo non può farci piacere, ma come si dice “l’uomo se le va cercando da tempo”. Peccato che i suoi limiti umani e politici, la sua impreparazione e incapacità nel saper gestire situazioni così complesse coinvolgano tutti noi. Sarebbe stato saggio per lui, e salvifico per noi, se sabato decideva di starsene a casa e  a Bruxelles spediva qualcun’altro (evitando magari di mandare il maggiordomo sul quale, solitamente,  fa ricadere tutte le sue colpe).

2. siamo governati da incapaci che tentennano, che cambiano pelle come i camaleonti a seconda delle convenienze del momento. Assente una strategia economica vera.  Chissà ora cosa risponderà Berlusconi a Bossi, cosa a quest’ultimo  suggerirà il “cerchio magico”, cosa vorrà in cambio Scilipoti per il prossimo voto di fiducia,  cosa aggiungerà Berlusconi, a quali altri teatrini saremo obbligati ad assistere…

Speriamo solo che per una volta si diano da fare e, senza metterci fantasia e creatività economico-finanziaria, eseguano semplicemente le indicazioni ricevute dall’Europa. Da qui non si scappa, c’è poco da fare: per risanare i conti pubblici, è una scelta obbligata intervenire sulle pensioni. Che ci piaccia o no. E’ il momento delle responsabilità vere e di smetterla di giocare su ultimatum, penultimatum o altro.

E’ per l’Italia l’ultima possibilità… è brutto sapere che siamo in mano a bari che non conoscono il gioco.

condividi:

2 Responses to “Pensioni: non sempre i pagliacci fanno ridere”

  1. claudio buizza ha detto:

    la tua speranza è già andata delusa. consiglio dei ministri inconcludente. pare che stavolta non dipenda nè dai comunisti nè dai magistrati. pare abbia detto che mercoledì andrà senza piano ma con un elenco di intenzioni. chissà come la prenderanno quelli che si aspettano un provvedimento del consiglio dei ministri!

  2. Lo zio dell'Elefantino ha detto:

    Cara Laura, consiglio a te e ai tuoi lettori questa “Preghiera” di Camillo Langone, pubblicata oggi sul Foglio.

    -Che leghisti e antileghisti leggano “Tecnica del colpo di Stato” di Curzio Malaparte (Adelphi). Che speranzosi e timorosi di secessioni e rivoluzioni studino le pagine dedicate alla marcia su Roma e capiscano che oggi non c’è nulla da sperare né da temere. Era fine ottobre come adesso ma le somiglianze finiscono qui. “Camion carichi di camicie nere si incrociavano a grande velocità nelle vie del centro: le camicie nere portavano elmi d’acciaio, erano armate di fucili, di pugnali e di bombe a mano. Nelle officine, nei reggimenti, nelle banche, nelle amministrazioni pubbliche, dappertutto vi erano cellule fasciste, che formavano la rete segreta dell’organizzazione rivoluzionaria”. Quante camicie verdi sono dotate di bombe a mano? Quante cellule leghiste segrete ci sono nelle caserme, nelle prefetture e nelle questure italiane? “Avevano occupato di sorpresa tutti i punti strategici della città e della provincia, le officine del gas, le centrali elettriche, la direzione delle poste, le centrali dei telefoni e dei telegrafi, i ponti, le stazioni ferroviarie. In ventiquattr’ore, tutta l’Italia è occupata militarmente da duecentomila camicie nere”. La Lega nemmeno ai tempi belli avrebbe saputo portare in strada duecentomila baionette, adesso poi che è il nuovo partito dei pensionati potrà portarci al massimo duecentomila dentiere.

Lascia un Commento