Pensieri, parole, opere e omissioni

Laura Castelletti, 17 ottobre 2010 » non mi piace, pensieri, parole, opere e omissioni

“Federalismo, ultima spiaggia per salvare il Paese dall’inevitabile deriva secessionista… è l’occasione per salvare davvero un’unità nata da un processo risorgimentale imposto dall’alto e da plebisciti votati con il fucile alla schiena, non movimento di popolo, ma di massoneria” (Vicesindaco Rolfi all’Associazione Isengard).

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6 Responses to “Pensieri, parole, opere e omissioni”

  1. ME ha detto:

    temo che la filosofia del “Gattopardo” sia arrivata alle Alpi, forse anche oltre, e le conseguenze non mancheranno. D’altronde nell’ipocrisia generale che ormai riguarda anche cose minime certi discorsi sguazzano

  2. Qol Sakhal ha detto:

    Forse è ora di rivedere i testi scolatici ma non di stravolgere la storia. Rolfi farebbe bene, prima di parlare, a studiarla e forse scoprirebbe che l’Italia. prima che uno Stato, è una Nazione poichè la Cultura (la maiuscola è voluta) è la stessa da Pantelleria allo Stelvio.
    Trovo inoltre veramente grave che Rolfi in sostanza dica che se non si fa il federalismo come vuole la Lega si farà la secessione. Non si rende conto che la secessione porta alla guerra civile come è accaduto nei Balcani?

  3. Alberto ha detto:

    e in caso di guerra a Rolfi darebbero un fucile caricato a palle ( quelle che tutti i giorni racconta sulla sicurezza ) , e non chiediamogli di studiare , questo non è possibile

  4. Mario ha detto:

    pensiero provocatorio della sera: dove attingono un senso comune e nazionale della storia e del costume i cittadini italiani? prego rispondere. mi pare non nella scuola pubblica, distrutta e violentata, ne’ da un fecondo scambio culturale nel ribollire della societa’ civile. essa non esiste piu’ nella sua accezione classica e sana, ridotta ad un fantasma pallido che svapora in spazi siderali, aperti come fossati tra enclave violente e isolate. infine, certo non troveremo un comune senso dell’essere italiani nei mezzi di comunicazione di massa (mi rifiuto di menzionare il termine trito e ritrito), che questo senso hanno reso volgare, aprendo i cancelli ad un popolino dimentico della dignita’ infinita che un tempo essere italiani significava. prima analizziamo con spietato candore la situazione attuale del “popolo italiano” e prima perverremo a sensate idee di riforma.
    dove e come faremo tutto questo?

  5. stellina ha detto:

    i latini dicevano : nihil sub sole novi…..homo homini lupus …
    ..ci meravigliamo di quello che succede oggi ??

  6. Sara Balsamo ha detto:

    Dicey identificò due condizioni per la formazione di uno stato federale: l’esistenza di un gruppo di nazioni “così vicine per luogo, storia, razza e capaci di portare, negli occhi dei loro abitanti, uno spirito di nazionalità comune.”; l’altra condizione è il “desiderio di unità nazionale e la determinazione di mantenere l’indipendenza di ogni uomo, come di ogni stato separato”. Direi che non si nega in alcun modo lo spirito di nazionalità comune, pur parlando di regioni nel caso specifico.
    La secessione (dal latino secessio) è invece il distacco di un gruppo di persone dalla collettività, in questo caso vi e’ il disconoscimento dell’autorità centrale e di uno spirito unitario di nazionalità. Direi proprio che Fabio ha ragione, soprattutto se pensiamo al patto di stabilita’ che sta penalizzando Regioni virtuose perché non fatto applicando un serio concetto di federalismo fiscale.
    Il fed.Fiscale che prevede una proporzionalità diretta, a livello territoriale, tra contributi e servizi erogati non e’ di certo in atto ad oggi.
    Non ritengo quella di Rolfi un incitazione alla violenza, cosa che invece aree sindacali di sinistra stanno tentando di fare creando climi molto tesi nelle fabbriche che rammentano anni passati molto difficili ….

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