Pensieri, parole, opere e omissioni

Laura Castelletti, 16 ottobre 2010 » economia, non mi piace, politica, Senza categoria

«Il ventennio che abbiamo alle spalle è stato segnato da una egemonia neoliberista che ha portato con sé l’impoverimento del lavoro e una progressiva spoliazione del lavoro dai diritti. Il lavoro è stato nuovamente ridotto a merce». Così scrive Massimo D’Alema nell’introduzione al numero appena uscito del bimestrale della fondazione Italianieuropei, dedicato appunto al lavoro. Sostiene D’Alema che tornare a «mettere radici nei conflitti sociali» è la priorità «per una sinistra che non voglia arretrare a ruolo di minoranza etica, espressione del ceto medio riflessivo». Nei Novanta il predominio tra i «ceti medi riflessivi» era considerato il fiore all’occhiello dell’Ulivo. Adesso è visto come una gabbia nemmeno troppo dorata. Sulla stessa rivista, poche pagine più avanti, Alfredo Reichlin aggiunge: «Bisogna riscoprire questa parola dimenticata: lotta». (Il Riformista)

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3 Responses to “Pensieri, parole, opere e omissioni”

  1. ivan ha detto:

    Condivido l’analisi di del ventennio di Dalema, ciò che non mi trova d’accordo è la soluzione. Il ripristino dei diritti dei lavoratori non deve passare dalla riscoperta della lotta di classe nè tantomeno dalla nostalgia delle molotov. Preferisco far parte di una “minoranza etica” a costo di passare per radical chic.

  2. Radical Freak ha detto:

    Qualcuno qui ha scoperchiato qualche tomba? Capitan Naufragio ci spiega cosa non va dimentiocandosi di essere nel novero delle 10 principali cause
    della deriva berlusconiana di questo paese. In buona sostanza: se non ci fosse stato D’Alema, il Nano Olana ce lo saremmo levati dalle …bip… da diversi anni. Grazie Massimo, le tue analisi sono puntuali come un intercity.

    – Fallimento della Bicamrale
    – “Mediaset risorsa del paese”
    – Mancata legge sul conflitto di interessi

    Queste sono tre ragioni per cui quest’uomo dovrebbe starsene in barca a vita. A BAITA I PERDENTI!

  3. Mario ha detto:

    nota bene: la sinistra abbandona la middle class. domanda: perche’ la middle class sta morendo stritolata dalla recessione e dalla crisi culturale del paese o perche’ l’esasperazione dei conflitti sociali porta piu’ voti? quale che sia la ragione, un piccolo borghese come me legge le parole di D’Alema e rimpiange il socialismo liberale, un fugace esperimento politico che mai mise radici in Italia. sigh.

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