Parola d’ordine: Moana

Laura Castelletti, 8 settembre 2010 » non mi piace, pensieri in libertà

Eh si, parola d’ordine: Moana… e i contatti del blog vanno alle stelle. Una passa serate a leggere, documentarsi e scrivere sul blog (1182 post in poco più i 1 anno) di temi che pensa interessino i suoi concittadini (pensilina e cubo bianco, difesa del territorio, cementificazione selvaggia, la fatica di arrivare a fine mese, stadio, sede unica del comune, salviamo il centro storico, la scuola e le sue carenze, l’aria irrespirabile in città …), ma il messaggio fatica ad arrivare. Lo sforzo quotidiano c’è, interessare e coinvolgere non è facile. Poi, in una tranquilla serata, le scappa l’occhio sulla locandina con foto artistica di Moana mezza nuda accanto al logo del comune e ne fa un breve post. Un po’ osè per il suo stile, ma trova la cosa divertente (qualche volta viene anche voglia di togliere al blog l’abito istituzionale). Improvvisamente si trova al centro dell’attenzione: il giornale chiama, la televisione pure e i contatti del blog vanno alle stelle. Qualcuno telefona, qualcuno scrive e in molti dicono la loro (hai fatto bene! ma non rischi l’autogol? dissacrante! bacchettona! certo che quelli del comune potrebbero anche seguire le pratiche! ma come li danno i patrocini? brava, così ora metteranno le mutande a ogni foto di nudo artistico, bella idea hai avuto! così la piantano di fare i moralisti! la pornografia che si vede in parlamento è molto più sconcia della foto di Moana!).

In sintesi: scrivi cose intelligenti e ragionate (almeno lo vogliono essere), supportate da immagini di qualità  e fatichi ad avere l’attenzione dei media. I contatti del blog, seppur numericamente significativi, non fanno grandi balzi in avanti; scrivi una riga (neppur troppo interessante) affiancata da una foto mezza nuda di Moana e giornale/televisione vengono a cercarti, i contatti del blog vanno alle stelle.

Non che la rete e le sue potenzialità mi fossero sconosciute, verificarle in prima persona è però altra cosa. Mah… mi prendo qualche ora per riflettere sulla strategia di comunicazione del blog. Intanto, senza sapere nè leggere nè scrivere, nelle tag Moana l’ho messa! Buona giornata.

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6 Responses to “Parola d’ordine: Moana”

  1. Carlos Mac Adden ha detto:

    Che dire … blogger (non amo particolarmente i neologismi) da poco mi rendo lentamente conto che i meccanismi di coinvolgimento delle persone sul web 2.0 sono diversi da come li pensavo. Scrivo, od ospitiamo, qualcosa d’interessante, che offre spunti di riflessione e invita al commento e … poco o nulla. Posto (e dai …) quasi un intruso e il giorno dopo record di contatti. Scopro che sì molte ricerche su Google hanno query pertinenti ma anche che sul blog ci si arriva digitando “risotto al miele”. Per Moana oltre a sfornare licenziosi e goliardici proverbi potrei dire che, tutto sommato, la comunicazione online non si discosta dalle altre: fa notizia il gossip, il piccolo scandalo, la notizia pruriginosa. Non credo siano solo tempeste ormonali, penso che si cerchi qualcosa da leggere senza impegno, senza sentirsi obbligati a risposte da elaborare con attenzione. Insomma qualcosa che sappia d’informazione ma anche di tempo libero, meglio ancora se condito con qualcosa di un poco piccante …

  2. Qol Sakhal ha detto:

    Gentile Laura,mi stupisce il tuo….stupore! Fai politica da tempo e ancora non conosci gli interessi primari dei tuoi concittadini? Ma non vedi che l’edicola sotto casa ha la preponderanza di giornaletti di gossip? Ma continuaiamo a sperare….

  3. Corrado Corradini ha detto:

    Ciao Laura,
    nei giorni scorsi mi sono astenuto ad ogni commento su ciò che è successo, ne parlino pure gli altri. Ci conosciamo da abbastanza così che le mie considerazioni politiche te le esprimo in altra sede e su strategie a volte condivise a volte no. Dato che il monitoraggio del traffico sul tuo blog è a cura della mia azienda, mi sono chiesto, come esperto di comunicazione: “Quanto tira il nome Moana sul blog di Laura”? Gli strumenti di analisi mi hanno sciorinato una serie di dati che ti ho trasmesso puntualmente: i nuovi lettori, in gergo “new visitor”, hanno avuto un picco. Ovviamente per ragioni di privacy non espongo i dati. Questo picco sta continuando anche nei giorni successivi. E’ un fenomeno normale, quando si toccano argomenti che riguardano i tabù della nostra società e cultura l’interesse aumenta. Qui non si tratta di essere o meno bacchettoni, ne tanto meno di voler fare del sensazionalismo a tutti i costi: si tratta di descrivere il fenomeno, paragonarlo ad altri simili e cercare di capirne la metrica. La nostra è una società in evoluzione esponenziale, dal punto di vista della velocità e diffusione delle notizie. La considerazione che mi permetto di fare è duplice. In primo luogo ciò che hai fatto ti ha permesso di alzare la visibilità dopo il rientro dalle ferie, quindi hai incrementato la fidelizzazione e acquisito nuovi lettori, che da un punto di vista quantitativo è positivo. In secondo luogo va tuttavia considerato che, anche se il tuo intento era a tutela del marchio “Comune di Brescia” la comunicazione è stata diffusa su un canale aperto è ciò a sollevato un certo clamore. Tutto ciò è positivo? E’ negativo? Si sono mossi i giornali, gli opinionisti hanno fatto le loro considerazioni, le istituzioni hanno risposto ufficialmente e quindi tutto sta rientrando nella normalità. Il vero rischio è che per molto tempo in molti verranno sul tuo blog per consultare “quel post” e non è detto che leggeranno gli altri ben più interessanti. Questo è un rischio che va sempre calcolato.
    Corrado Corradini

  4. Lino Banfi ha detto:

    Spiace inserirmi così ma qui ci girano tutti attorno e io che sono volgare e sboccato di natura non la voglio menare troppo…

    LO SANNO TUTTI: Certi argomenti tirano più di Diego Armando Maradona e Miccichè messi insieme.

    E che dio la benedoca…
    la foca… ecchecchezzo…

    basta volgarismi. Torno nel mio antro.

    PS

    Comunque il post era ottimo.

  5. massimo minini ha detto:

    Laura,
    certo che hai sollevato un bel putiferio….
    Ma un nudo,via, anche se col logo del glorioso e casto comune di Brescia.
    Certo Brescia, ex città bianca, si scandalizza ?
    Il pelo di Moana patrocinato dal Comune?
    Bene, finalmente.
    Solo che alla tua osservazione i vertici del Muncipio hanno fatto un salto sulla sedia.
    E vorrebbero che le gallerie cancellassero il pelo….
    ma siamo al limite e forse non ce la facciamo per un pelo.
    Insomma:
    pelo o contropelo, ma che razza di problema? che dibattito?
    E’ vero che anche nella Sistina era successo il finimondo, ma sono passati 500 anni.
    Siamo ancora a quel livello ?
    Io credo che tu volessi fare dell’ironia, ma i Vertici l’hanno presa per una cosa seria.
    E se ci mettessimo
    Mapplethorpe? Dici che ci bruciano sul rogo ?
    Tu hai colto in fallo la giunta. Che fallo era? Dimensioni normali o XL ?
    Magari invece del femminile ci mettiamo il maschile e siamo a posto?
    Certo, abbiamo problemi più gravi.
    Una volta c’era la césa de Ader. Oggi abbiamo la scuola di Adro.
    Quindi non cerchiamo il pelo nell’uovo. Parliamo di cose importanti.
    Mettiamo Moana all’Arnaldo come logo? Meglio della foglia verde di simil-marjuana alla scuola di Adro.
    Massimo Minini

  6. Laura Castelletti ha detto:

    Massimo, sempre pensato che sei un “grande” … sapevo che avresti colto lo spirito del mio post
    Ci vediamo alla mostra di Moana, in attesa che il Comune decida se e dove mettere il patrocinio a Mapplethorpe

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