Ognuno faccia il suo mestiere

Laura Castelletti, 31 ottobre 2010 » Loggia, non mi piace

Venerdì sera scrivevo sul blog dell’audizione del Presidente Zuccoli (Consiglio di Gestione A2A) e della consegna al silenzio. Nel post dicevo che “dell’incontro non rivelerò nulla perchè a porte chiuse e con la richiesta, per non danneggiare il titolo di A2A, della massima riservatezza. Immagino comunque che leggerete tutto, come avvenuto per il colloquio con il Presidente Tarantini (Consiglio di Sorveglianza A2A), sui giornali di domani. Personalmente rispetto le regole e la consegna del silenzio”. Naturalmente, come previsto, la cosa si è avverata e l’ing Zuccoli ha dichiarato una cosina leggera leggera come:

«dopo quasi tre anni di esperienza ho cambiato opinione e penso che il duale non vada più bene. Ha lasciato la percezione che la partita della governance aziendale si giochi tra Brescia e Milano e la cosa non va bene. O si riesce a modificare questo modello oppure conviene tornare alla gestione tradizionale».

Come ho dichiarato nell’articolo Brescia boccia Zuccoli ho ascoltato in commissione il Presidente della Gestione e letto attentamente le dichiarazioni sul cambio di rotta a proposito del duale e mi è montata una certa irritazione. Con la stessa foga diceva esattamente il contrario nelle precedenti audizioni. C’ero, lo ricordo bene. Penso innanzitutto che la governance dell’azienda non è materia del comitato di gestione, non è compito di Zuccoli decidere se proseguire o meno con il duale. E’ compito dell’azionista, quindi del Comune (Consiglio Comunale) indicare la strada più utile da far seguire all’azienda. Meglio che Zuccoli faccia il suo mestiere e ci spieghi perchè l’azienda non produce utili, perchè non si vede un piano industriale, perchè rende solo quando vende il patrimonio per ben 2 volte, perchè non si può oggi parlare di risultati positivi dell’azienda nonostante agisca in un mercato protetto… Di questo deve rispondere lui e non dipende certo dalla governance. Personalmente mi preoccupo del fatto che  quando dovremo ridurre la nostra presenza in A2A lo dovremo fare con il titolo sottovalutato. L’idea che si stia consumando quello che faticosamente noi bresciani abbiamo messo da parte in più di 150 anni mi pare debba essere la principale preoccupazione di Zuccoli, non la governance. Mi auguro che presto il Presidente Tarantini (Consiglio di Sorveglianza) interpelli la gestione su questi temi per chiederne conto.

Zuccoli pensa che il duale non vada più bene? Io penso che la formula si sia incrinata fin dall’inizio, mai sperimentata pienamente perchè non accettata da chi  doveva occuparsi della gestione. Insomma, chi non vuole  il duale non l’ha neppure mai fatto funzionare. Capite perchè durante l’audizione mi è salito un certo nervosismo?

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5 Responses to “Ognuno faccia il suo mestiere”

  1. Franco ha detto:

    E brava Laura, questa volta ci hai azzeccato in pieno. La bandiera va dove tira il vento, ora che si sono aperte le partite del dopo Zuccoli, il narcisismo dei singoli emerge in tutta la sua forza.
    Quello che TUTTI dovrebbero capire, è che non conta il modello di Governo della società. O meglio conta, ma dati per certi alcuni presupposti: e precisamente che il gruppo dirigente sia capace. Le aziende le gestiscono le persone e finchè queste intepretano la propria missione non come fine, ma come strumento di gloria personale, non c’è duale o tradizionale che tenga. Meditate gente, meditate.
    Saluti a tutti

  2. leo ha detto:

    Se c’è da meditare, è su chi ha fatto confluire l’ASM con AEM nella newco A2A (con relative scelte)…….
    Discorso decisamente irritante quello di Zuccoli, ma ahimè, il dado è tratto. E non mi aspetto carezze dall’altra sponda…..da qui ai prossimi tempi.
    Da bresciano (forse col difetto enorme che un filo di campanilismo ce l’ha) mi spiace enormemente.

  3. laura ha detto:

    non ho parole, era tutto sotto gli occhi di tutti sin dall’inizio ma non volendo fare la parte dei campanilisti siamo stati zitti su tutto… dire che è assurdo non è abbastanza. Finalmente ci arrabbiamo, ma forse come dice leo, è tardi.

  4. Mauro ha detto:

    Mi sembra di ricordare che il sistema duale doveva rispettare per Statuto una precisa tempistica di avvicendamento delle cariche nei 2 consigli (3 anni Mi/Bs + 3 anni Bs/Mi ) … puntualmente disattesa da chi … dal secondo anno ha prorogato unilateralmente per altri tre anni la durata, rinviando l’avvicendamento di fatto al quinto anno, ed ora si “preoccupa” di contestarne il “modello”.
    Condivido la sensazione di “nervosismo”.

    Per ampliare l’orizzonte della Gestione, suggerisco di osservare la delicata transizione dal mercato “protetto” al mercato pseudo-libero in alcuni servizi strategici che storicamente hanno sempre generato ampi margini nel conto economico anche delle “ex-municipalizzate”:
    ad esempio, cosa succederà quando verranno aggiudicate le nuove gare obbligatorie per la gestione della rete Gas ?
    Sarà capace A2A di vincere la sfida ed almeno di mantenere le attuali quote di mercato, oppure scopriremo amaramente che l’azienda non è più competitiva (leggi sovrastrutturata) ? .. e in questo secondo caso, su quali strutture si abbatterà la scure dei tagli ? Quelle di Bs oppure di Mi, oppure entrambe, in quale rapporto ?

    Mi auguro che il Comune di Brescia riesca a condividere la forza necessaria a difendere il buon operato delle strutture bresciane di A2A e garantire alle famiglie dei dipendenti una sicurezza che non è più così scontata come un tempo.

    Saluti a tutti

  5. roberto ha detto:

    Avevamo un giocattolo fantastico in mano che, senza dubbio, chiedeva ai cittadini, ma produceva utili fuori di testa che venivano utilizzati per i servizi.
    Giocattolo che era altresì un ottimo biglietto da visita per Brescia, la Lombardia e l’Italia, infatti veniva additato ad esempio di efficenza e funzionalità in tutta Europa.
    Purtroppo siamo riusciti a darlo in mano a chi, dopo anni di gestione fallimentare in AEM, è riuscito a romperlo o meglio a farlo fruttare per se stesso.
    A questo aggiungiamo gli enormi disservizi creati dalla nuova “multi utility” e il malcontento serpeggiante negli ex dipendenti di ASM, confluiti in A2A che, con le lacrime agli occhi (ve lo assicuro), raccontano di come sia peggiorato il servizio/rapporto per/con i cittadini dopo l’avvento dei Milanesi che, come è loro abitudine, sono venuti a fare i padroni in casa degli altri.

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