Non solo un territorio ma anche un marchio (di Giovanni Arcari)

Laura Castelletti, 22 ottobre 2010 » mi piace, Territorio e Natura, urban center

sempre più frequentemente le ragazze e i ragazzi della nostra associazione brescia per passione scrivono sul blog. stefania, benzo, ilaria, giulio, martina, lauretta, mafalda… oggi è nuovamente il turno di  giovanni.

leggendo le affermazioni del sindaco di brescia, riportate sul gdb di lunedì 11 ottobre (brescia tra pause e ripartenze), sono sobbalzato dalla seggiola. finalmente anche le istituzioni tendono a evidenziare le enormi potenzialità di questa città, “facendo outing” sul fatto che la stessa, funzioni a “corrente alternata” ma pur sempre in grado di mostrare il proprio potenziale a ogni ripartenza. una città che il sindaco vorrebbe fosse se stessa sempre e fino in fondo…

sono nato qui, ho vissuto altrove e ora sono tornato, ma ho sempre osservato con attenzione l’attività cittadina e francamente non ho mai visto strepitosi slanci verso il concreto, per esprimere tutto questo potenziale.

al contrario, ho sempre visto uno spreco di energie e una mastodontica mancanza d’idee, oltre a una proverbiale incapacità nel comprendere una linea gestionale, in grado di valorizzare davvero le potenzialità di questo territorio.

a questo si aggiunge l’inadeguatezza di una comunicazione che difficilmente supera i confini politici della provincia. in sostanza, abbiamo il potenziale ma non siamo in grado di mostrarlo, di esprimerlo, di raccontarlo. non sappiamo incuriosire, non siamo capaci di invogliare… non sappiamo offrirci. abbiamo la materia prima ma rimaniamo inebetiti davanti a essa senza sapere che fare.

se brescia capisse, di non essere “solo” una città, un confine, un territorio ma anche “un marchio”, forse la smetterebbe di promuovere investimenti poco utili e soprattutto fini a se stessi.

come possiamo esprimere le nostre enormi potenzialità se riempiamo piazza paolo vi di giardini posticci con le altalene e le palme, che oscurano il candore dei marmi di botticino del duomo? oppure offrendo wurstel bavaresi?

abbiamo la potenzialità ma sappiamo organizzare benissimo solo sagre paesane che non incuriosiscono, che non stimolano e che figurano solo come palliativo alla noia.

serve una politica in grado di comunicare nel “mercato delle emozioni” e capace di creare la richiesta per tutta la straordinaria offerta che questa città, da sempre, tiene celata.

è necessario capire che bisogna investire nelle emozioni della gente, in un mercato che non può più essere quello provinciale ma che deve avere orizzonti grandi quanto il mondo.

il territorio non è replicabile altrove, così come le sue opere architettoniche, quelle agricole e come la sua geologia e idrologia.

valorizziamo la nostra unicità, portiamola a conoscenza di tutti. raccontiamo la nostra storia fatta dei nostri monumenti, dei nostri prodotti e della nostra cultura. investiamo in questa direzione e non nei crauti!

rubo il concetto a un lungimirante industriale bresciano: a brescia abbiamo portoni anonimi che celano bellezze difficilmente immaginabili. apriamo quei portoni.

giovanni arcari

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13 Responses to “Non solo un territorio ma anche un marchio (di Giovanni Arcari)”

  1. Nikbarte ha detto:

    Apriamo i portoni della nostra città al mondo intero, …. ma cambiamo la nostra cultura ed avviciniamola a quella del resto del mondo. Impariamo bene una lingua straniera (l’inglese, il francese, il tedesco), insegnamo ai nostri concittadini a “raccontare la nostra città” ad accompagnare qualsiasi ospite (anche straniero), insegnamo ai nostri concittadini ad essere delle guide preparate per accompagnare e descrivere la nostra città a chiunque volesse scoprire le bellezze della nostra città, prepariamo la nostra “casa” pulita per ospitare persone straniere che vivono in luoghi più puliti del nostro (E SOPRATTUTTO MENO INQUINATI!!!), comportiamoci in modo educato e decoroso con gli altri e con l’AMBIENTE, prepariamo degli itinerari per i turisti (FACCIAMO UNA VERSIONE DEL SITO DEL COMUNE DI BRESCIA IN VERSIONE MULTILINGUA!!!!!! vedi ad es. Comune di Milano), scriviamo e pubblichiamo dei libri sulla nostra città da donare o fare acquistare agli ospiti stranieri (non solo di automobili, corse, rubinetti, calcio, ecc….), I LIBRI FOTOGRAFICI SONO AD ESEMPIO COME DEI DEPLIANT, stringiamo e sosteniamo delle alleanze di Marketing con altri paesi sparsi in giro per il mondo, istituiamo dei negozi MADE IN BRESCIA per valorizzare e vendere dei prodotti alimentari genuini, sani, della nostra madre terra (Olio, Formaggi, Vino, Pane, Biscotti, Grappe e Liquori come l’ANESONE TRIDUO!!!!….), e tipici della nostra città rigorosamente dotati di un marchio “MADE IN BRESCIA” o “MADE IN PROVINCIA DI BRESCIA” (ovviamente non prodotti industrializzati della CDL), sosteniamo gli artisti della nostra città che raccontano con le loro opere la nostra il nostro territorio, istituiamo dei concorsi fotografici riservati a stranieri per invitare artisti alla scoperta del nostro territorio e delle nostre tradizioni, … impariamo a fare del sano, giusto e profittevole Marketing, SOPRATTUTTO ON-LINE ….

  2. Mario ha detto:

    sono d’accordissimo! mi capita spesso di avere ospiti stranieri, sia per lavoro che per diletto. avendo studiato la storia della citta’ per conto mio, li guido a piedi per le vie del centro, mostrando luoghi e monumenti famosi, ma anche angoli che raccontano storie meno note (ad esempio, S.Faustino ad sanguinem). poi scelgo un buon ristorante e infine di solito regalo un libro illustrato. ho vissuto sulla mia pelle tutte le cose di cui parla NikBarte nel post precedente: imbarazzo per cio’ che non funziona, frustrazione per l’assenza di chiari percorsi per stranieri, fastidio per il fatto che il 90% degli operatori commerciali non parla una parola d’inglese. possiamo fare grandi cose, ma bisognerebbe avere un reale coordinamento su questo tema. e la cosa incredibile e’ che le competenze ci sono. uno dei miei migliori amici e’ un brillante specialista di Marketing che una istituzione pubblica bresciana impiega come inutile “scribacchino”. la scorsa settimana mi ha telefonato per dirmi che un comune emiliano importante gli ha offerto un incarico triennale come responsabile del marketing del territorio. e ce lo lasciamo scappare? la politica deve considerare con urgenza la creazione di una task force che si occupi solamente di questo!

  3. stellina ha detto:

    Per Nikbarte..quanti sogni !arriveremo mai a tanto ??..forse dovremmo impegnarci tutti..il marchio che auspichi è un’idea splendida .

  4. Nikbarte ha detto:

    @Stellina: é davvero un peccato perchè chi dovrebbe, per ruolo istituzionale, metterci le idee, condividerle e svilupparle, non é disposto a far lavorare i propri neuroni e li tiene “impegnati” in ben altre attività. Questo é un modello perdente, per la collettività, che caratterizza molte delle attività sia pubbliche che private. Prima vengono gli interessi privati o gli ordini/interessi di partito, poi viene il bene pubblico. E’ per questo che chi ha le idee e la giusta motivazione, va all’estero a svilupparle. Non si tratta solo di questioni economiche.

  5. ilaria ha detto:

    Nel leggere questo articolo ho subito pensato ad un luogo che mi sta molto a cuore e che è quasi lasciato a se stesso: il vigneto cittadino.
    E’ un luogo ricco di identità, poesia e unicità: nessuno però sembra curarsene. Si potrebbe partire da lì per creare questo famoso marchio o brand, tanto per essere più “internazionali” ;-)…

  6. Carlos Mac Adden ha detto:

    Ilaria, hai toccato un tema sul quale Giovanni Arcari potrebbe dire molte cose … sapevo di un suo progetto che penso in momentaneo stand-by … e spero che il tuo commento gli permetta di esprimere quanto vorrebbe.
    Per il resto il suo post non può, come lui ben sa, che trovarmi fondamentalmente d’accordo e del resto i contenuti di MadeinBrescia, anche se rivolte all’intera provincia, vanno in quella direzione, dall’autenticità delle sagre espresse in un manifesto integralmente pubblicato, alla cultura agroalimentare, dagli scrittori ai musicisti che operano conosciuti da pochi … L’importante, a mio avviso, è mettere insieme le forze, coordinarle, con tanto buon senso e un pizzico di ottimismo.

  7. Carlos Mac Adden ha detto:

    @Nikbarte, perdonami e spero anche nell’indulgenza di Laura, colpito dal commento di Ilaria non avevo visto il tuo di post … ma hai mai letto, per quanto piccolo sia il contributo, quanto scritto su http://madeinbrescia.org/?

  8. gaia ha detto:

    Brescia che apre i suoi portoni…e per portoni intendo anche quelli dell’Anima, quelli che fanno pulsare il cuore, le idee, che fanno lavorare i neuroni. Abbraccio l’intervento di Giovanni ed i commenti degli altri ma…dico anche:
    come sarà possibile tutto questo (o almeno una piccola parte, senza troppe pretese) quando si urla ai dipendenti che propongono progetti ” lei non è pagata per pensare” !!??
    Brescia ed il suo territorio come Bene Pubblico – perchè a questo voglio credere ancora, anche se siamo chiamate “visionarie”, vero Ili? 😉 – e un Bene Pubblico e Bene Comune con tutta la poliedricità dei suoi meravigliosi aspetti…ha da essere riconosciuto tale anche da chi amministra…perchè spesso è lì che si arenano le idee che giungono anche dal basso.

  9. Nikbarte ha detto:

    Ilaria, l’idea é bellissima. Per fare un prodotto di qualità, bisognerebbe tuttavia mettere sotto una campana di vetro l’intero vigneto.
    L’aria, la terra e l’acqua di Brescia si dice non siano dei migliori.
    Anche le piante vivono grazie a questi elementi, … non solo l’uomo.
    😉

    Nik

  10. Nikbarte ha detto:

    @ Carlos: Davvero lovedole la vostra iniziativa. Occorrerebbe amplificare il messaggio che tiene in vita la vostra passione, dandoli però forma nel mondo reale…. quindi uscire dal mondo digitale di Internet. Bisogna partire da un bel logo, da un piano di Marketing, da una Strategia comune per il territorio, … e tante altre piccole cose.
    Bisogna unire le forze, … mettendo insieme tante piccole energie (come fanno le formichine per spostare un peso enorme) per camminare nella stessa direzione e verso.
    Qualche osservazione: Il vostro blog é scritto in Italiano, dovrebbe essere scritto in multi-lingua. Il “turismo” che può accogliere e servire Brescia non é quello dei bresciani o italiani (che sono avvezzi, all’uso del mezzo digitale …. quindi poco raggiungibile) ma quello di stranieri…. che non parlano italiano e non leggono la lingua italiana (nemmeno il bresciano).
    Sono Tedeschi, Francesi, Giapponesi, Russi, Cinesi, Americani, ….
    Oggi in treno ho incontrato tre ragazzi che giungevano per una vacanza dall’Inghilterra, Belgio e Germania. Avevano delle guide comperate nel loro paese (per di più di vari editori non italiani ;-), cartine comperate nel loro paese, la prenotazione dell’Albergo/B&B era stata fatta attraverso un portale internet (che parlava la loro lingua), ….
    mi fermo qui. Tutto ciò è emblematico e drammatico.
    Cerchiamo di usare un po’ di empatia per capire i bisogni dei “Clienti”. Oggi nel mondo del marketing si sta parlando di Marketing 3.0. Molte delle nostre aziende, organizzazioni, enti, … non sono nemmeno arrivati alla release 1.0.
    Credimi ci vuole davvero poco per mettersi nei panni degli altri.

  11. Carlos Mac Adden ha detto:

    @Nikbarte, grazie per i complimenti ma tieni presente che tutto – il poco – che viene fatto vive sulla nostra passione, sul tempo preso ad altri nostri impegni, leggi il nostro lavoro, che visitiamo i produttori a nostre spese, che il primo intento del blog è fornire al pubblico bresciano e alla ristorazione che vuole uscire dai soliti prodotti spunti, riflessioni su una realtà che ancora in molti poco conoscono. Credimi, in tanti si stupiscono all’apprendere che nella nostra provincia si coltiva lo zafferano, il raperonzolo, che esistono scrittori di valore, che il formaggio bresciano di valore non è solo il bagoss … Anche se ricordo un personaggio delle istituzioni che alla presentazione del progetto per la biodiversità e i presidi di Slow Food, tanti anni fa, confessò candidamente di aver saputo della sua esistenza quello stesso giorno … Il nostro MadeinBrescia non nasce in prima battuta per il turismo anche se concordo sull’importanza che queste risorse, bene utilizzate, potrebbero avere in quell’ambito e senza spendere cifre iperboliche come il già tramontato portale italiano …

  12. ilaria ha detto:

    Quando parlo del vigneto cittadino e della sua valorizzazione non mi riferisco solo alla produzione di un bene (il vino in questo caso), ma anche di servizi, intesi come fruibilità di uno spazio verde per i cittadini, polmone verde della città che possa contribuire al miglioramento della qualità dell’aria o perlomeno della qualità della vita dell’ambiente urbano, luogo di “cultura della terra”…non sarebbe carino organizzare una vendemmia fatta dai cittadini stessi, per recuprare un po’ di contatto con la terra?
    Sono un po’ visionaria?mah…

  13. Carlos Mac Adden ha detto:

    @ilaria

    «L’unico vero realista è il visionario.»

    Federico Fellini

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