Non è una novità, sono per le unioni tra persone dello stesso sesso

Laura Castelletti, 15 luglio 2012 » mi piace, politica

I diritti non si possono riconoscere a metà, cosa che il Pd ha invece provato a fare in queste ore. Per quanto mi riguarda il tema del riconoscimento, anche attraverso la legge (matrimonio!), dei legami affettivi tra persone dello stesso sesso è sempre stato un impegno. Lo è stato rispetto alla richiesta che, con il mio gruppo consiliare in Loggia di alcuni anni fa (promotore dell’iniziativa il collega di gruppo Roberto Gabana), avevo sostenuto: l’istituzione di un registro comunale delle coppie di fatto (tutte le coppie!) affossato purtroppo da un ampia area consiliare che andava dal Pdl alla Lega e che da parte del Pd aveva ricevuto un largo sostegno. Lo stesso fuoco di sbarramento, le stesse persone, le stesse aree politiche di sempre sui temi dei diritti civili.

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18 Responses to “Non è una novità, sono per le unioni tra persone dello stesso sesso”

  1. Federico Manzoni ha detto:

    Cara Laura,
    è troppo facile lisciare il pelo a quanti – oggi come in passato – bollano il PD (o meglio una sua area ben definita) per il fatto di essere retrivo nei confronti dei ‘nuovi diritti’.
    Il matrimonio gay, molto semplicemente, è anticostituzionale ed è questo che Rosy Bindi ha giustamente ricordato all’Assemblea nazionale di sabato.
    Chi intende farsi paladino della sua introduzione dovrebbe, coerentemente, battersi per una modifica della nostra Costituzione.
    In assenza di tale iniziativa, gli unici spazi per la tutela delle coppie di fatto (anche omosessuali) passano per iniziative legislative che non sono l’introduzione di un matrimonio in sedicesimo (i Pacs), ma che valorizzano i diritti delle persone (come, a suo tempo, i Dico).

  2. Laura Castelletti ha detto:

    Scusa Fede, ma tu saresti pronto a batterti perchè venga modificata la Costituzione per permettere il matrimonio tra per persone dello stesso sesso? Io si

  3. Federico Manzoni ha detto:

    Per essere molto chiari, io invece no.

  4. Laura Castelletti ha detto:

    Mi piacerebbe conoscere le ragioni.
    E’ chiaro che personalmente sono decisamente più sintonica con il pensiero del consigliere regionale Gianantonio Girelli che, pur appartenendo alla tua stessa “area ben definita”, scrive su facebook

    ” Domanda: se si approva il “matrimonio tra persone dello stesso sesso”, uso l’italiano perchè dopo la spending review chi si fida dell’inglese, cosa succede? Che alcune persone che si vogliono bene si assumono obblighi e doveri reciproci? Allora usciamo dall’ipocresia diciamo di si. Magari contestualmente promuoviamo leggi in difesa della famiglia, aiutiamo quelle con figli, genitori anziani e con persone non autosufficienti, rendiamo la nostra società più unita, solidale e “uguale” “

  5. Simone ha detto:

    Gentile Federico, è abbastanza sconcertante, per me leggere quello che ha scritto.
    Sconcertante soprattutto pensando che lei non ha l’età della Bindi ma è decisamente più giovane e lo sconcerto deriva dal fatto di pensare a quanto ancora il nostro paese abbia da fare per diventare un paese semplicemente normale.
    Un paese in cui i diritti delle persone e la loro uguaglianza non siano più in discussione.
    Un paese in cui le coppie omosessuali possano sposarsi senza dover tirar fuori “ragioni di coscienza”.
    Un paese in cui le uniche “normalità” e “naturalità” siano quelle che servono a perseguire il proprio diritto di felicità.

    E mi permetta di dirle, per essere molto chiari, il mio parere sul fatto che le tanto sbandierate “ragioni di coscienza” di Bindi e compagni, sono una bella scusa per poter essere in modo svergognato omofobi, discriminatori, razzisti e in fin dei conti non avere proprio una “coscienza”.

  6. Federico Manzoni ha detto:

    Sconcerta che la semplice affermazione della propria contrarietà al matrimonio omosessuale venga bollata con gli epiteti dell’omofobia, della discriminazione e del razzismo.
    Ricordo che di discriminazione si può parlare solo qualora si trattino in maniera diversa situazioni che sono uguali. E mi pare evidente che la relazione omosessuale non è uguale a quella eterosessuale, giacché ontologicamente inidonea alla generatività.
    Ricordo peraltro (non c’è bisogno di essere dei fini letterati per capirlo) che è la stessa definizione di matrimonio (unica madre) che postula necessariamente l’eterosessualità: in un matrimonio, infatti, non vi possono essere in partenza due madri o nessuna madre!
    Personalmente, ero e resto favorevole a una regolamentazione giuridica delle coppie omosessuali (esattamente come la stessa Bindi, da ministro, ha tentato di fare e così come recita il documento approvato a grandissima maggioranza dall’assemblea nazionale del PD). Ma il matrimonio omosessuale è e resta tutt’altra cosa.

  7. Totonno ha detto:

    Ho pieno rispetto degli omosessuali e spesso nutro un’istintiva simpatia per loro, perlomeno verso quelli in borghese (non amo le esibizioni a prescindere dall’identità sessuale, mi è concesso?). Pur rendendomi conto delle difficoltà tecniche, sento come impellente l’esigenza di dar loro una tutela giuridica, esattamente come per le coppie di fatto eterosessuali, ma senza concedere loro il diritto di sposarsi. Il matrimonio MAI.
    Il matrimonio prima che un istituto giuridico è un simbolo e deve continuare a conservare il suo primato. Credo che sia un’ingenuità porsi obiettivi, per quanto apparentemente lodevoli, lontani dall’identità storica della società in cui si vive. Il vuoto culturale e l’omologazione a modelli importati, socialmente devastanti, con cui purtroppo ci tocca confrontarci quotidianamente io li imputo in gran parte alla cecità e all’ingordigia della nostra classe politica negli ultimi quarant’anni. In un paese ricco di identità come il nostro, l’Innovazione nella Tradizione (due concetti non necessariamente in contraddizione fra loro, avete presente gli ebrei?) sarebbe avrebbe dovuto essere il denominatore comune di ogni scelta… e invece eccoci qui. Quel che è perso, è perso ma la superficialità di chi, pure in buona fede, davanti al disastro non ha ancora compreso lascia attoniti. “Omofobia, razzismo, diritto alla felicità…” poveri noi! E il diritto all’intelligenza ce lo scordiamo sempre.
    Oltretutto io, se fossi omosessuale, per onestà intellettuale non avrei alcun problema ad accettare le conseguenze di questa mia scelta… ops, di questa mia diversità… ops, di questa mia condizione (ecco così dovrebbe andare). Esisterebbe l’uomo se l’omosessualità fosse la norma? No. Quindi che questa condizione diversa dalla normalità possa prevedere una qualche conseguenza (sociale, religiosa, giuridica, personale…) è così difficile da accettare? Delle conseguenze, anche dolorose, che lo Stato e ogni singolo cittadino hanno il dovere di attenuare, non è forse normale che ci siano?
    Se peso 120 Kg non farò il ballerino, così non si spiana una scalinata romanica perché un fedele è in sedia a rotelle. E’ come se un concetto distorto di libertà ci stesse facendo tornare tutti bambini; ci diventa difficile accettare il fatto che qualcosa ci possa essere negato. Quindi figli a 70 anni e labbra turgide a 80. Ma in fondo perché no, se questa è la personalissima strada verso la felicità di questi individui? Perché negar loro il diritto alla felicità? Magari anche un bel matrimonio omosessuale in abito da sposa davanti al sacerdote, con i figli in adozione a reggere il velo bianco. Perché no? E’ il loro diritto alla felicità e non fanno male a nessuno.
    Non so, a me pare che questa aspirazione alla società perfettissima sia un grande abbaglio. Una visione ingenua, utopica e nociva. Di fatto un’aberrazione, come può esserla, ad esempio, mettere nelle condizioni la vecchietta di chiudere il suo vecchio forno per l’impossibilità di adeguarsi alle nuove norme igienico sanitarie previste dall’Europa, quando magari faceva il più buon pane d’Italia.
    Vien proprio da ridere se poi ci fermiamo a riflettere quanto ci è riuscita perfetta questa società.

  8. Renato ha detto:

    Se non ci fosse una madre l’umanità non esisterebbe. E non esisterebbero neppure gli omossessuali che quindi non potrebbero andare in disco e fare il gay pride. Non c’è bisogno di umiliare il matrimonio, quando gli stessi risultati si possono ottenere in altro modo. Queste richieste eccessive hanno tutta l’aria del capriccio. Concediamogli anche l’adozione allora!
    Nessuno qui mi pare stia negando l’esigenza di trovare una soluzione giuridica alla loro situazione, solo si propongono strumenti diversi.
    E ci mancherebbe anche! In 3000 anni di storia quali civiltà hanno istituzionalizzato il matrimonio omosessuale? Secondo me nessuna, nemmeno i Greci.

  9. Simone ha detto:

    Federico immagino che non cambierai idea neppure se ti faccio notare che “matrimonio” non vuol dire “unica madre” (ma chi te l’ha detto?! la bindi?), ma semmai “dovere della madre” o se si preferisce “ciò che compete alla madre” come il patrimonio era quello che spettava al padre.
    Quindi, come dovresti capire, anche senza essere un fine letterato (io so a malapena l’italiano, eh!) nessun senso ha il termine matrimonio con l’istituzione “matrimonio” e nessun senso ha portarlo a difesa di quello che oggi si intende per matrimonio.
    Perché, come dovrebbe notare anche “Totonno”, non siamo più nel medioevo, le donne hanno diritto di voto e l’uomo non è più padrone della moglie, quelli che contraggono matrimonio possono divorziare e gli uomini e le donne possono “ontologicamente” avere dei figli indipendentemente dalla loro sessualità (ma va?!).

    Purtroppo se uno pesa 120kg (ed è eterosessuale) si può sposare anche se, a mio parere, sarebbe un pessimo e dannoso esempio per la sua prole, ma fortunatamente può conseguire il diritto alla sua personale felicità, mangiando e procreando come gli pare e piace. Forse anche a lui Totonno vieterebbe il matrimonio?

    E stia attento che pensare invece che chi è omosessuale sia “diverso dalla normalità”, spesso porta all’intolleranza ed all’omofobia anche se lo si fa con un gioco di parole privo di qualsiasi logica.
    Negare dei diritti ad una minoranza solo perché diversa dalla normalità è una discriminazione (lo sarebbe anche se si togliesse il diritto di sposarsi agli obesi).

    Vede Totonno, le sue parole sono un po’ sciocche ed offensive, ma alla fine a me viene da domandare, dopo aver letto la descrizione di quella scena del matrimonio omosessuale che sta nella sua immaginazione un po’ d’altri tempi: perché no? perché impedire a qualcuno di essere felice in un modo che non fa proprio male a nessuno? se non per cattiveria, razzismo o stupidità?

    E qui ho finito, senza, ripeto, pensare di avere scalfito le vostre certezze millenarie ma ribadendo che, purtroppo, tanto è ancora da fare.

  10. Totonno ha detto:

    Caro Simone, se la mia vis polemica ha offeso qualcuno me ne dispiaccio e porgo le mie scuse.
    Detto questo provo a rispondere alle sue osservazioni.

    Il bersaglio del mio sarcasmo non è naturalmente l’Omosessuale (come ho premesso non ho alcuna pregiudiziale a riguardo, anzi…), ma il Conformista che parla per luoghi comuni secondo il nuovo galateo buonista (“Medioevo”, “progresso”, “oscurantismo”, “uguaglianza”… questo è il suo rosario). Se parlassimo di animalismo o immigrazione sarebbe la stessa cosa. Ma questo secondo me lei l’ha capito benissimo e gioca sull’equivoco. Dare del razzista, e dell’omofobo a chi semplicemente esprime un parere diverso è INACCETTABILE intellettualmente. Se si tratti di malafede o imbecillità non sono in grado di dirlo.
    Non se ne può più di questa storia dell’omofobia e del razzismo, ormai abbiamo il complesso: bisogna scelgiere le parole con cautela, perché subito: “RAZZISTA!”. Basta davvero. Non escludo che qualche imbecille ignorante, razzista e omofobo lo possa essere davvero, ma la maggior parte delle persone mi risulta esprima dei pensieri non dei grugniti, forse è il caso di aver rispetto.

    Sul diritto dell’omosessuale a sposarsi. Ma chi l’ha detto che c’è questo diritto? Allora anch’io ho il diritto a essere ricco sfondato. Anzi ricco sfondato e bello. E’ un mio diritto, l’ho deciso io!

    Sul fatto che le donne (ma all’estero anche gli omosessuali tramite utero in affitto) possano avere dei figli indipendentemente dalla loro sessualità ci sarebbe parecchio da discutere e se dico discutere intendo dire che i limiti di questo prodigio della scienza sono ancora tutti da chiarire.

    Sul matrimonio dell’obeso manco le rispondo perché qui lei è in manifesta malafede (perlomeno lo spero per lei).

    Il matrimonio religioso omosex era naturalmente una provocazione, ma lei arriva concettualmente ad accettarlo (come sicuramente già farà con l’adozione). Quello che emerge è una completa incompatibilità fra di noi: speranze e ideali antitetici e questo fa riflettere. Lei dice che c’è ancora tanto da fare, io non credo, il più è fatto. Questa società è la vostra, avete vinto. Anche se il matrimonio omosex non lo avrete mai.

    Ma la cosa che più mi preme di farle capire è che si può pensarla diversamente da lei non necessariamente per cattiveria, né per razzismo, neppure per stupidità, ma per ONESTA’ INTELLETTUALE.
    Noti bene: io non sono neppure un credente.

    Infine lei parlando di “immaginazione d’altri tempi” non sa neppure che complimento mi fa. Potrei innamorarmi di lei e poi chissà… magari anche il matrimonio.

  11. Totonno ha detto:

    per maggior chiarezza
    http://www.youtube.com/watch?v=FMD3buYRunA
    un noto bigotto perfido e razzista

  12. roberto gabana ha detto:

    Quando si discute di diritti civili e di uguaglianza si finisce sempre a sbattere contro il muro della divisione fra chi pensa che alcune prerogative vadano conservate nella esclusiva disponibilità di alcuni e chi invece pensa che vadano estese anche ad altri.
    Lo scontro porta sempre all’impossibilità di confrontare tesi diverse e la mancanza di dialogo porta sempre all’incapacità di fare passi avanti. In poche parole non si riesce mai ad uscirne con una soluzione dignitosa e ragionevole.In questo modo i tempi si allungano in modo spropositato.
    Quando ho visto cosa era accaduto all’Assemblea Nazionale del PD ho subito ricordato l’esperienza vissuta in Consiglio Comunale quando con il gruppo consiliare in Loggia chiedemmo l’istituzione di un registro per le unioni civili. Lo ha detto benissimo Laura, quella proposta semplice, chiara, fondata su basi legali e rapidamente applicabile venne respinta per una ragione molto semplice. Poco più di mezzo consiglio comunale pensò che quel registro sarebbe stato uno strumento fruibile non solo dalle “coppie di fatto” eterosessuali (alcune con figli) che oggi come allora costituiscono la maggioranza delle convivenze ma anche….e qui stava il punto, perfino dalle coppie omosessuali!
    Questo retropensiero non dichiarato ma evidentemente manifesto era ed è per me terribile oltrechè illegale. La discriminazione per motivi sessuali rimane un reato in questo paese e nessun amministratore avrebbe mai dichiarato quello che pensava veramente sull’argomento.
    Da quei giorni ad oggi è cambiato il mondo ma allo stesso tempo noto come non ci sia nulla di nuovo sotto il sole.Le forze politiche del centrosinistra che affossarono la nostra proposta sono le stesse che oggi la osteggiano nel partito che loro stesse hanno costituito: il PD.
    Io ho sempre pensato che la politica abbia un compito ben preciso:migliorare la qualità della vita delle gente.
    Questa missione si realizza solo garantendo a ciascuno il diritto ad essere felice. Non si tratta di “buonismo” ma di realismo. Il legittimo diritto alla ricerca della felicità non appartiene alla filosofia, alla sociologia o alla religione. In uno stato moderno ed efficace appartiene decisamente alla politica!
    Chi fa politica in alcuni momenti deve affrontare argomenti complicati e delicati con serietà e coraggio. Chi fa politica deve affrontare le cosiddette” patate bollenti” mettendoci la faccia ed esponendosi, con la stessa decisione che Laura manifesta in molte occasioni.
    Spesso le proprie idee vanno sostenute con coraggio, sfidando battute idiote e deludenti sottovalutazioni come facemmo noi nel 2002.
    Sono passati dieci anni ma ancora si sente parlare di questo argomento con toni da stadio.
    La dignità e la felicità di migliaia di cittadini meriterebbero ben diverso trattamento.
    Di fronte a certe leggi esistono ancora sentimenti di serie A e sentimenti di serie B e di conseguenza cittadini di serie A e cittadini di serie B. peccato che anche i secondi paghino le tasse come i primi!
    C’è un’altra cosa che va definitivamente chiarita anche se non dovrebbe essere necessario. Riconoscere diritti concreti alle famiglie dello stesso sesso non significa toglierne alle altre famiglie.
    La gente non smetterà di sposarsi se lo potranno fare anche gli omosessuali.
    E’ verissimo che per far nascere un bambino ci voglia almeno una donna ma c’è davvero qualcuno che pensa che le donne smetteranno di fare figli se ci sarà una legge per il matrimonio fra persone dello stesso sesso?
    Lo stato e la politica devono consentire a ciascun cittadino la legittima ricerca della felicità e tale ricerca è consentita solo osservando e valutando serenamente la società, senza pregiudizi e senza ipocrisia.
    Questo è ciò che è mancato al PD. E’ del tutto lecito che al suo interno convivano attenzioni e sensibilità diverse su quest’argomento ma è impressionante il modo in cui la presidente Bindi abbia manovrato per impedire la discussione e la votazione del testo che era stato proposto.
    IL ragionamento che la Rosaria ha fatto è del tutto simile a quello che ho letto in alcuni commenti sul blog.
    Chi è minoranza sa di esserlo e deve farsene una ragione!Inutile far perdere tempo alla maggioranza sfidandone la pazienza parlandone.
    Un dubbio.. sono davvero sicuri questi signori che la maggioranza degli italiani la pensi così? se ne parli e lo scopriremo

  13. Laura Castelletti ha detto:

    Per chi ha voglia di leggerli posto l’articolo di Adriano Sofri e la risposta di Rosy Bindi sul tema:

    http://www.ilpost.it/2012/07/16/il-pd-e-i-diritti/

    http://www.ilpost.it/2012/07/17/rosy-bindi-diritti-gay/

  14. Simone ha detto:

    Quando leggo Bindi dei brividi mi pervadono … e non sono di piacere.
    Già un lavoro durato un anno e mezzo (un anno e mezzo!!!) che ha portato a quel documento, definirlo “serio” è un insulto a tutti i lavoratori!!
    Bindi pare sempre di più il perfetto esempio della politichetta del “passo avanti” delle “larghe convergenze” del “lavoro serio” che ci prende per i fondelli pensando che tutti i cittadini siano distratti e non si accorgano che nulla di nuovo quel documento porta.

    quindi se il pd vorrà concedere qualcosa d’altro a noi coppie omosessuali, penso inizierà ad usare questo strumento:
    http://metilparaben.blogspot.com/2012/07/generatore-automatico-di-consessioni.html

  15. Simone ha detto:

    E’ vero Roberto il discorso di Bindi è proprio (mi spiace se a qualcuno non piacerà l’aggettivo) semplicemente discriminatorio, perché un conto è avere idee contrarie a qualcosa, un altro conto è portare avanti delle idee che impediscono ad altri di essere liberi o uguali.

  16. andrea ha detto:

    Ho letto con profondo interesse la discussione e vi ringrazio per aver così ben espresso le due facce della medaglia. Il garbato modo di mandarsi a quel paese è sempre, intellettualmente parlando, attraente. Ma i nodi restano.
    Quello che sembra evidente è che mai si potrà trovare un punto di unione “intellettuale” su questo tema.
    Non si possono costruire fortini fatti di abitudini mentali attorno ad avamposti rarefatti (come anche per eutanasia e aborto).
    Credo che il discorso sia talmente complesso, nella sua reale semplicità, da rendere impossibile il dibattito schematico e dogmatico. Dividere il giuridico dall’etico (ed etico rispetto a cosa?) è un esercizio vano.
    Qualunque tesi, ben argomentata, potrà sempre trovare una parvenza di fondamento e difendibilità, senza comunque convincere l’altro, che tenderà ad arroccarsi su altri baluardi sostenibili.
    Il primo nodo nasce nel momento stesso in cui si mescolano i piani, ovvero i punti di osservazione. il secondo, il più subdolo, è figlio dell’affibbiare una gerarchia ai piani. Ci sono imbecilli che parlano dal piano X ed imbecilli che parlano dal piano Y. Non c’è chi sta più in alto.
    La natura detta regole e detta anche la possibilità di infrangerle. Spetta all’uomo, figlio più o meno consapevole della natura, gestire la questione.
    “Distratto” è chi non riconosce l’evidente differenza tra il pieno e i vuoto, tra l’amaro e l dolce, tra il si e il no, tra il bianco e il nero, tra l’azione e l’attesa, tra l’esprimersi e l’ascoltare, tra il giorno e la notte… Distratto è chi si guarda attorno senza unire i puntini. Tutto è espressioni dello stesso principio unitario che si divide in due: maschile e femminile. Ciò non significa che l’uno sia patrocinio dell’uomo (leggi maschio) e l’altro della femmina (leggi donna). Tutti sappiamo che i due convivono.
    La ragione è di tutti e di nessuno quindi? No, almeno per me.
    Come la penso? L’ho detto: “reale semplicità”.
    Trovo completamente fuori dai tempi il non riconoscere i diritti legali alle coppie omosessuali.
    Per quanto riguarda il matrimonio avrei una qualche remora… ma solo per l’impatto che avrebbe su molte coscienze non ancora pronte al discernimento (diverso dalla discriminazione).

  17. Totonno ha detto:

    Mamma mia che bello. Che speranza! Che nostalgia!
    Vedere che qualcuno è ancora in grado di comprendere, di ragionare, di tentare una sintesi e, diciamolo, di scrivere. E’ come scoprire in esilio in terra straniera qualcuno che conosce la tua lingua, il tuo codice.
    Alludo all’intervento del sig. Andrea. Con un interlocutore di questo tipo confrontarsi diventa un piacere e la possibilità di cambiare opinione non così improbabile.
    Non me ne voglia la sig.ra Castelletti, ma questo blog (specchio dei tempi) a volte pare la sagra del luogo comune. I pensieri volano leggeri, e quando si posano fanno plaf, morbidi come una boiassa. Mai che si percepisca una sofferenza, una profondità, una passione. Sembrano ossi biascicati passati di bocca in bocca durante un party in terrazza. Non so se mi sono spiegato.
    Non altrettanto brillante (vogliate perdonare il mio innato manicheismo) mi pare l’intervento del sig. Gabana che non sa emanciparsi da un registro prettamente politico: PD, Bindi, SDI, assemblee nazionali, grigie beghe di partito… forse non si è reso conto di quanti siano coloro che tengono gli occhi fissi sulla lancetta dei secondi in attesa di non rivedere più certe facce (tutte), a costo di passare dalla padella alla brace.

  18. Laura Castelletti ha detto:

    Se il mio blog non è di suo gradimento non capisco perchè continua a frequentarlo e commentarlo tanto. La Rete è piena di spazi alternativi a questo, se si dedicherà ad altri blogger le assicuro non sentirò la mancanza dei suoi contributi.

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