Nell’attesa il verde si avvinghia…

Laura Castelletti, 8 novembre 2010 » mi piace, Territorio e Natura, urban center

enrico, un caro amico d’infanzia che vive ora a barcellona, mi suggerisce questa immagine per largo formentone. bella suggestione per il dopo pensilina. si potrebbe fare nell’attesa.

condividi:

20 Responses to “Nell’attesa il verde si avvinghia…”

  1. Daniela ha detto:

    Mi piace tutto quel verde…perchè non ha partecipato al concorso di idee lanciato dal Comune tempo fa?

  2. Stefi ha detto:

    Forse perchè i migliori sono in fuga dall’Italia.

  3. Laura Castelletti ha detto:

    Daniela, come tu ben sai il concorso prevedeva il “riempimento” della piazza attraverso un volume. Non c’era nessuno spazio per idee come questa. Purtroppo.

  4. Alessandro Benevolo ha detto:

    I medici nascondono i propri errori sottoterra, gli architetti ci fanno crescere l’edera…..

  5. Simone ha detto:

    L’architettura vegetale (che non è solo edera) non ha meno importanza o dignità di un ammasso di marmo bucherellato!
    Però dovrebbe coinvolgere una idea più ampia per la sua conservazione e manutenzione.

    P.S. Di solito gli “architetti” ci mettono qualche cornice-cornicetta per coprire gli e(o)rrori, no?!

  6. Alessandro Benevolo ha detto:

    caro Simone, l’errore di cui parlavo non è il prospettato cubo bianco o il precedente acquario, ma la demolizione (fatta una settantina di anni fa) delle case che separavano San Faustino da Rua Sovera. Un bel rampicante è una classica soluzione da struzzi (con la testa sottoterra e il cuore in pace).

  7. paolino ha detto:

    Tecnologia idroponica. Usato per la prima volta a Parigi anni fà da Jean Nouvel (non un architetto qualunque) assieme a Patrick Blanc (non un “vivaista” qualunque…..anzi), per il museo “quaibranly” (splendido).
    http://www.picturalissime.com/musee_quai_branly.htm

    I cubi colorati che escono sono proprio in centro storico alla capitale francese…..

  8. roberto ha detto:

    Sono rimasto incuriosito da questa cosa e mi piacerebbe poter dare un piccolo contributo:

    http://www.guidaconsumatore.com/giardino/piante-rampicanti.html

    qui sotto invece due pagine web interessantissime con immagini altrettanto significative:

    http://www.trafioriepiante.it/infogardening/poltrona/ParetiVegetali.htm

    http://www.sidiing.it/

    Bella idea sarebbe 😉

  9. ermanno ha detto:

    IL GIARDINO VERTICALE ……MAGARI FACESSERO UN,ISTALLAZIONE COSI SAREBBE TROPPO BELLO NON è UNA COSA QUALUNQUE.

    PATRICK Blanc un botanico che ha coltivato la sua passione e disciplina nelle foreste amazzoniche

  10. Daniela ha detto:

    La soluzione da struzzi,edera rampicante o altro, non era contemplata nel concorso di idee lanciato dal comune..beh, allora un motivo ci sarà stato.Da quel che riportavano i classici canali di informazione, non ci sono state tutte queste proposte alternative(o,in certi casi, proprio polemiche)a tempo debito..,anzi,sembrava un progetto condiviso da chi di dovere..perchè? Si vede che ora c’è chi ha cambiato idea. Non sono un architetto, ma una semplice cittadina vecchio stile:evito i centri commerciali di periferia, amo la mia città ed il centro storico,quindi sono molto sensibile al progetto di riqualificazione che sta prendendo forma nell’ultimo periodo..

  11. RobySigno ha detto:

    Bella l’idea verde. C’è un’azienda bresciana che ha un brevetto molto interessante per il verde “murale” e una volta tanto potremmo utilizzare l’ingegno “indigeno”.

  12. leo ha detto:

    @Daniela, di che progetto di riqualificazione parli? Effettivamente ai ragione. Oltre che essere una soluzione da struzzi, il verde è rassicurante. Per chi? Per chi è abituato alle splendide bounganville del lago di Garda (ma in centro a Brescia?????). In se la tecnica che paolino e altri ha evidenziato mi sembra molto interessante ma costosa come manutenzione (non mi sembra il classico rampicante che si trova sulla casetta del crocevia di Nave).
    Premesso che in un periodo come questo dove si biasimano gli scarsi fondi all’istruzione, una nuova struttura come quella futura può essere vista come un forte segno di presenza e sensibilità di chi amministra.
    In centro, dove effettivamente si devono cercare le funzioni e le vocazioni reali della zona (che ad ora quelle sperimentate sono state tutte abortite). Spesso penso di avere ancora la testa “analogica” (legata ai vecchi 78 giri che ascoltavo), a differenza di quella totalmente “digitale” di mia figlia ventenne, che nel vedere questo futuro cubo (che ancora non ho capito chi l’ha battezzato con questo nome), entusiasta mi ha elencato una serie d’idee per gli universitari, da realizzarsi li. E’ in quel momento, che mi sono morso la lingua prima di esprimere la mia iniziale diffidenza. E ho cominciato a guardarlo con altri occhi……

  13. marcocillis ha detto:

    Avevo suggerito l’idea all’assessore Labolani in un fugace incontro, ma ormai la macchina organizzativa del concorso era già in moto. Non so se è la soluzione ideale, tuttavia mi sembrerebbe la risposta a tutti quelli che -inopportunamente- propongono di fare un giardino laddove per ragioni culturali un giardino non ha ragione di essere (la città storica non è fatta di superfici verdi o permeabili). Qui si tratterebbe invece di creare una “pelle” architettonica con materiale vegetale ad un edificio. Patrick Blanc, ha recentemente proposto una soluzione analoga con Herzog e de Meuron per lo spazio antistante il Caixa Forum a Madrid.
    @ Paolino: già nel 91-94 (ben prima del quaidebranly)Patrick Blanc e Jean Nouvel avevano realizzato un muro vegetale per la Fondtion Cartier

  14. paolino ha detto:

    @marcocillis.Grazie della precisazione! 🙂 (non lo sapevo della parete vegetale sulla candida fondation Cartier, l’ho sempre associata al candore del vetro con la struttura in acciaio) Quoto quello che dici sulla città storica. E infatti i “cubi” parigini del “qu.bly” hanno ben definite funzioni, in centro. Quoto pure leo…… finalmente il Largo (quando non sarà più Largo), avrà una sua dignità funzionale, che non è mai riuscito ad esprimere :).

  15. Stefi ha detto:

    Bello questo scambio di idee. Bello sarebbe poterlo fare con chi ci amministra in un luogo che sia di tutti. Affinchè non si possa poi dire “Avevo suggerito l’idea all’assessore Labolani in un fugace incontro, ma ormai la macchina organizzativa del concorso era già in moto”. Molto meglio sarebbe se la macchina partisse con una qualche idea di dove andare.

  16. roberto ha detto:

    @Leo
    Non trovo sbagliato l’uso che si vuol fare del “labocubo” anzi apprezzo quella che sembrerebbe essere la sua destinazione d’uso, esprimo però un parere condiviso da molti quando dico che si sarebbe potuto pensare a qualcosa di diverso che si integrasse meglio nel tessuto urbanistico cittadino.
    Non credo di sbagliare quando dico che la collaborazione della cittadinanza con l’amministrazione comunale avrebbe potuto dare risultati migliori rispetto a quello visto e avrebbe potuto essere un cantiere per un nuovo modo di vedere ed amministrare la cosa pubblica( fino a prova contraria Brescia non è proprietà esclusiva della giunta comunale di qualsiasi colore essa sia).
    Penso che in questa direzione vadano le proposte che abbiamo letto fino ad ora in questa discussione, non si può più tornare indietro con il cubo bianco (e perchè mai)? Allora si tengano in considerazione le idee della gente per migliorare tutto quello che circonderà questa nuova struttura.

  17. Qol Sakhal ha detto:

    Chiedo scusa se mi intrometto in un dibattito con tanti specialisti ma non è proprio possibile far si che la casa sullo sfondo apre vetrine, porte e finestre su largo Formentone? Cioè farla diventare come era quella che è stata abbattuta e che tanti rimpiangono?
    Ma forse la mia è un’idea troppo semplice.

  18. jack ha detto:

    Anch’io penso che sarebbe un’ottima idea o in alternativa si potrebbe disegnare un murales, come l’ho visto a Madrid, in cui sono raffigurate delle persone e la vita cittadina, con un effetto particolare: sembrano che escano dal muro.
    Forse con le spese che ha la città, non è il momento adatto per fare un’aula studi, progetto che si potrebbe realizzare più avanti spostandolo da Largo Formentone, perchè farebbe a pugni esteticamente con gli edifici storici che lo circondano.Jacopo

  19. enrico ha detto:

    oops !! la mia era una proposta…una idea, più che altro un modo per aumentare lo spazio verde, in questo spazio “post- Pensilina” o in altri luoghi magari piú appropriati……o….ricoprire l’ edificio progettato con pareti vegetali!!!

    Mi chiedo…. come può essere che Patrick Blanck spopola in tutto il mondo e a Brescia….non lo capiscono??? da pensare…jajaja… (scusate l’italiano ….ormai scrivo un italiano/spagnolo!!!)

Lascia un Commento