Moltiplica il visitatore!

Laura Castelletti, 18 settembre 2012 » Arte e Spettacolo, Loggia, non mi piace, politica

oggi abbiamo scoperto che i 248.862 amanti dell’arte di matisse sono in verità 124.184, meno della metà. i dati siae certificano una truffa ai danni dei cittadini bresciani e dell’amministrazione da parte di artematica. una bruttissima vicenda che coinvolge le grandi mostre che fino a qualche anno fa hanno fatto ben parlare di brescia nel mondo. oggi al danno economico si aggiunge quello d’immagine che con fatica si recupererà.

 

Non basta la tempestività con la quale il Sindaco ha riferito in conferenza capigruppo i dati appena ricevuti, neppure la volontà da lui espressa di verificare  i conti della precedente mostra Inca e non ci si può affidare solo alla giustizia del Tribunale.Vanno identificate responsabilità amministrative se ce ne sono (chi ha redatto e approvato il contratto? chi ha verificato le procedure?) e responsabilità politiche, perchè nel privato chi si affida a uomini e scelte sbagliate ne è responsabile e paga le conseguenze… qui non può essere diversamente.

 

 

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7 Responses to “Moltiplica il visitatore!”

  1. Andrea ha detto:

    C ė una responsabilità in vigilando grande come una casa a cui il comune non si puó sottrarre ed un danno erariale ancora piú vistoso!

  2. Nicola ha detto:

    Paroli ringrazia la stampa locale per aver indagato rispetto alla questione Artematica ed aver così fatto emergere il fattaccio: ben 500.000€ di appropriazione indebita, a quanto pare. Si dichiara amareggiato e arrabbiato per il comportamento di Artematica, ma non chiederà le dimissioni di Arcai perché in buona fede.
    A leggere queste parole mi viene in mente quello che mi è successo questa estate, in luglio, era una bella giornata di sole, sono uscito per una passeggiata, ovviamente senza portarmi l’ombrello, era luglio! Dopo poco meno di un’ora sono stato sorpreso da un acquazzone. A quel punto non mi è proprio venuto in mente di chiedere al cielo di smettere di far cadere pioggia: ero “in buona fede”, perché bagnare anche me!
    Del resto non mi è mai nemmeno venuto in mente di non pagare le multe per l’autovelox della tangenziale, visto che non mi sono mai reso conto di aver superato i limiti di velocità, vi assicuro che lo dico “in buona fede”.
    Del resto, in piena “buona fede”, mando i bambini alla scuola pubblica, consapevole che, con tutti i tagli che ci sono stati, i servizi sono ridotti a livelli minimi. Ma del resto, se i referenti istituzionali hanno disposto così un motivo ci sarà e non penso mi si possa accusare di cattiva fede nel dare fiducia alle istituzioni democratiche che con tanta fatica i nostri padri ed i nostri nonni ci hanno donato.

    Ma quando questi stessi referenti istituzionali si fanno soffiare da sotto il naso ben 500.000€ e si limitano a dire che erano in buona fede; quando, pur di togliersi un sassolino dalla scarpa, ne spendono altrettanti per far spostare la pensilina; quando, per riflettere compiutamente su quanto fatto, si ritrovano in pizzeria a far riunioni su riunioni pagando con le nostre carte di credito, ecco, quando capitano tutte queste cose, mi chiedo se io sia in “buona fede” affidandomi a loro, al loro giudizio, mi chiedo se non sia una nostra negligenza lasciare a loro la gestione della cosa pubblica.

    Nell’incipit di questo testo ho chiamato Paroli Paroli e non il sindaco Paroli, e Arcai Arcai e non l’assessore Arcai, l’ho fatto di proposito perché penso che non si meritino questi attributi, penso che per meritarseli dovrebbero comportarsi come persone che hanno rispetto delle istituzioni.
    Credo che se meritassero l’appellativo di Sindaco e di Assessore, si sarebbero già dimessi.

    PS: c’è una cosa che non ho capito, poi Paroli farà come con le carte di credito? paga lui per i soldi che mancano?

  3. maria ha detto:

    Cara Laura, in tutta questa vicenda c’è una cosa che non mi è affatto chiara: a fronte di una cifra pagata ad Artematica per l’incarico dell’organizzazione della mostra, i biglietti staccati immagino siano stati incassati da Santa Giulia.
    Ora mi chiedo: li avrà pure staccati Artematica, ma come è possibile che Brescia Musei non sappia quanto ha incassato, alias quanti biglietti sono stati venduti?

  4. Giancarlo Turati ha detto:

    Non entro nel dettaglio perchè mi viene da piangere. Chiunque abbia una pur minima attività conosce perfettamente le regole e i metodi del mercato. Così anche chi ha stilato un contratto così articolato con un sistema premiante ed un sistema penalizzante non può, dico non può, esimersi dal verificare puntualmente con gli stessi metodi utilizzati ex post la vericidità e la corrispondenza di quanto esposto con l’effettiva evidenza. La SIAE c’era anche prima e se chiedi all’oste se il vino è buono facile ti risponda di si….quando di mezzo ci sono i soldi, e che soldi, pubblici una persona a modo quantomeno si autosospende in attesa di sviluppi. Certamente non si mette a minacciare chi ha evidenziato il fatto, prende clamorosamente la parte di chi è in torto ecc. Rispetto al post precedente sei stata troppo comprensive e tenera. Chi sbaglia deve pagare e in politica pagare significa dimettersi.

  5. Cla ha detto:

    domanda? i pagatissimi dirigenti del comune dov’erano? troppo comoda prendersela con lo sprovvedutissimo e ingenuissimo Arcai. Ho la sensazione che la parte politica (di qualsiasi schieramento) spesso si disinteressi di quel che accade sotto i loro nasi (in buona o cattiva fede lo sanno solo loro) e permetta quindi alla classe dirigente (che è ormai attaccata alle poltrone da tempo immemore) di avere il totale controllo sulle questioni importanti. Questo secondo me è il classico esempio di come emerge tutta la mediocrità della classe dirigente che ci governa. Altro che la politica! La conta davvero poco! E’ solo la punta vistosa dell’iceberg di un sistema che non funziona.

  6. Andrea ha detto:

    Chi è Andrea Brunello? chi è Artematica? perchè è stato scelto questo gruppo? perchè questo tipo di collaborazione? in ragione di che professionalità, esperienze? Perchè un investimento così non è affidato tramite gara ma per un patto di fiducia, con il Sindaco evidentemente?
    Come mai Artematica ha collaborato sempre con amministrazioni di Centrodestra (Treviso, Conegliano, Gorizia, Milano con la Moratti, Sgarbi e poi Brescia)? Perchè Brescia Musei avrebbe dovuto avere dubbi sul numero dei visitatori e non lo avrebbe detto pubblicamente? Cosa ha fatto scaturire dei dubbi? Perchè solo dopo che il vice sindaco ha deciso di voltar pagina con Artematica, Brescia Musei ha alzato la testa dalla sabbia ammettendo un problema di numeri? Perchè scrivere un contratto che prevede contemporaneamente un premio ed una penale? Perchè tutti i responsabili della vicenda sono falliti? Come è stato possibile che un’intera operazione di presunta truffa non è stata scoperta dal comune ed un semplice cittadino se ne è accorto leggendo il numero seriale del suo biglietto? Perchè l’assessore Arcai che ha premiato il visitatore numero 100000, non ha premiato il numero 200000? Perchè numerosi dipendenti museali hanno rilasciato dichiarazioni anonime ai giornali confermando la scarsità di flussi di visitatori e l’assessore competente che ha una delle sedi dell’assessorato in via Musei, forse proprio dove si trovava la smantellata per sua volontà biblioteca di arte e storia non ha mai avuto questo sentore?

    O il consiglio comunale ad hoc saprà rispondere a queste domande, o è lecito per i cittadini pensare che la faccenda sia molto più grossa e che chi è coinvolto, o è stato straordinariamente stolto nel controllare o furbescamente partecipe del raggiro..

  7. TeresaDeAvila ha detto:

    Per Maria: il Comune (ovvero Santa Giulia) non ha incassato un centesimo sui biglietti venduti. Tutti gli incassi andavano ad Artematica. Ovvero: il Comune paga profumatamente il “pacchetto mostra” alla Società organizzatrice, la quale inoltre ha l’introito scaturito dalla vanedita dei biglietti. Il Comune “guadagna” sul ritorno d’immagine (no comment) e sull’indotto (?). Da qui il premio per il superamento del tetto di visitatori (ovvero la penalità per il mancato raggiungimento dell’obiettivo).
    Ora, bisogna anche dire che siamo stati a un pelo dal fare la famosa mostra Maya, che in un momento di tragici tagli lineari stava tanto a cuore al sindaco Paroli. E ancor di più al suo amico Brunello, visti i bilanci di Artematica. I giornali in questi giorni parlano dei rapporti Galan-Brunello-Paroli. Nessuno sembra ricordarsi, fra l’altro, che la mostra Maya sarebbe stata fuorilegge e l’unica speranza di farla consisteva nell’ottenere dal Ministero dei Beni Culturali uno “sblocco” basato sul riconoscimento dell’alto valore culturale della mostra (ricordo a tutti che l’idea dei Maya faceva leva sulla profezia della fine del mondo). Indovinate chi era il ministro della cultura che avrebbe sottoscritto questo prestigioso riconoscimento? Galan. Caduto lui, il riconoscimento si è perso nelle stanze del ministero, e non è mai arrivato.
    Vedere:
    http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=90607
    http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/12_settembre_20/incontro-non-casuale-paroli-brunello-2111894258475.shtml

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