Molgora e il rifiuto al Teatro Grande (di Bassotto)

Laura Castelletti, 17 novembre 2010 » Arte e Spettacolo, non mi piace

PECCATO!!! davvero un’altra occasione persa per dimostrare alla città che Comune e Provincia hanno capacità di collaborare e di perseguire obbiettivi comuni per il bene della collettività.

Apprendiamo dai giornali che in commissione cultura, la Provincia di Brescia, in persona del presidente Molgora rinuncia definitivamente a partecipare alla Fondazione del Teatro Grande e destina i propri fondi alla nascita di un ennesima Fondazione musicale (Teatro Grande- NO della Provincia).

Una scelta a mio parere molto grave, proprio nell’anniversario dei 200 anni del Grande, che rinnega una tradizione fortissima che ha sempre legato l’Ente, storicamente presente nel Teatro nel suo ruolo di coordinamento territoriale e non solo, al teatro cittadino.

La Provincia perde oggi l’occasione di essere protagonista attiva di un Teatro, tra i più belli e meglio conservati in Italia, che dovrebbe valorizzare e fungere da catalizzatore per le moltissime offerte musicali, teatrali,coreutiche già operanti con successo sul territorio che rischiano di scomparire a causa di ulteriori tagli drastici e, soprattutto, per evitare inutili quanto dispendiose concorrenze, duplicazioni e sovrapposizioni.

Ci eravamo illusi che la sensibilità, la capacità politica e la volontà di fare cultura in modo intelligente e lungimirante prevalessero nelle scelte operative di organizzare meglio e con meno dispersioni economiche le scarse risorse destinate alla cultura per ottimizzare e per dare risposte qualitative alla città e alla sua provincia.

Purtroppo, invece, ci rimane l’amara constatazione di una realtà molto diversa dettata da scelte politiche, o personali, sempre più spesso distanti e incomprensibili alla gente comune.

Bassotto.

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5 Responses to “Molgora e il rifiuto al Teatro Grande (di Bassotto)”

  1. Vincenzo ha detto:

    E’ iniziata male e…finirà peggio la storia della Fondazione Teatro Grande!

    Una politica miope che privilegia le clientele rispetto all’interesse vero dei cittadini, non può che produrre questi frutti.

    Il sottoscritto con sostegno di 500 firme dei cittadini elettori bresciani si era proposto come consigliere per apportare idee, esperienza e passione….ma gli interessi di partito o meglio dei partiti hanno ignorato completamente il desiderio di cambiamento e, sono andati avanti per la loro strada….quella li porterà alla rovina.
    Eppur qualcosa…si muove, ne vedremo delle belle. Buona giornata laura e Complimenti per la puntualità con cui tieni aggiornato il tuo blog. V

  2. francesca ha detto:

    Del diniego della Provincia a partecipare si intuiva da tempo. E le riflessioni e il disappunto di Laura non possono che essere condivisibili.

    Alla luce, sopratutto, dell’operazione bella che invece ha segnato l’inizio della Fondazione. E che sta segnando anche l’inizio della stagione lirica, con un aumento degli abbonamenti, un tornato fervore per questo spazio importante anche tra i giovani, nuovo pubblico.

    Come si può presagire che finirà male solo perchè si è stati fuori e non si è stati ammessi a partecipare al consiglio? Perchè dobbiamo essere sempre protagonisti perchè le cose debbano andar bene?

    La Fondazione è nata non ignorando affatto il desiderio di cambiamento, ma interpretandolo. Pubblico e privato ora partecipano esattamnete in quota del 50% a testa nel fondo di gestione, ed è destinata ad arrivare al 60% la quota dei privati. Un coinvolgimento solido di imprenditori che sosterranno il progetto che hanno avuto modo di conoscere e in cui hanno creduto, imprenditori appassionati, da cittadini, al nostro teatro meraviglioso, alle sue sorti, al suo rilancio.
    Abbastanza insolito per i teatri di tradizione. Basterebbe guardare cosa avviene in controtendenza altrove.
    E la scelta di un sovrintendente di quarant’anni, noto in Italia e all’estero per per la sua trasversalità nei generi, proiettato al contemporaneo, proposto dai privati in consiglio e non dalla politica, è certo una scelta che non sa di passato, che non risponde a clientele, che incontrerà forse ostracismi fino alla verifica dei fatti.
    I fatti si chiamano: qualità delle proposte, affluenza di pubblico, risonanza nazionale, solidità gestionale.
    Aspettiamo i fatti, non lanciamo presagi malauguranti che non fa bene a nessuno, facciamo il tifo per il nostro teatro. Mi sembra doveroso.

  3. Benzo ha detto:

    Scelta completamente incomprensibile…

  4. Vincenzo ha detto:

    Daccordo Francesca, non so chi tu sia, ma atteniamoci ai fatti.
    Io racconto dei fatti e resto alla finestra in attesa dei fatti.
    Non mi permetto di giudicare le persone che sono state scelte, certamente di valore. Io contesto i criteri di scelta che privilegiano i rapporti di forza tra schieramenti politici e, il fatto che difronte alla proposta trasparente di 500 cittadini non sia stata data nessuna risposta.
    I nostri amministratori devono ricordarsi più spesso che sono nostri dipendenti e che la Cosa che amministrano e di tutti noi, non solo di quelli che li hanno eletti ne tanto meno dei loro amici.
    Ho già augurato pubblicamente buon lavoro al Consiglio e rinnovo il mio augurio, compatibilmente con le limitate deleghe e risorse che la politica gli lascia.

  5. Indira ha detto:

    Mi pare che il problema non sia rappresentato dalle scelte della nuova Fondazione del Grande, ma dal NO della Provincia. Questo è doppiamente grave visto che COMUNE E PROVINCIA sono rappresentati dalla stessa maggioranza, ma non dagli stessi intenti.

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