Mobilità ciclabile: l’esempio di Bolzano… che serata!

Laura Castelletti, 22 settembre 2010 » mi piace, mobilità

i giornali non l’hanno scritto, ma chi c’era lo sa. il coinvolgimento di tutti i presenti, ieri sera all’incontro sullamobilità ciclabile: l’esempio di bolzano” ( incontro organizzato da noi di brescia per passione e officina della città) è stato davvero straordinario. complici la passione e la competenza di sergio berantelli, mobility manager del capoluogo altoatesino, ma crediamo anche il sentire comune, sempre più diffuso, di un diverso modo di muoversi e di vivere la nostra città.
i risultati del piano di mobilità raggiunti da bolzano sono significativi: 130.000 spostamenti al giorno in bicicletta, pari al 29% della totalità (brescia, che ha il doppio di abitanti, ha 18.000 spostamenti, pari a circa il 4% della totalità!). l’automobile è usata, secondo l’ultimo rilevamento del 2009, nel 27% dei trasferimenti mentre nel 2005 rappresentava quasi il 34%; si è osservato quindi un’importante riduzione del uso dell’auto a favore di mobilità alternativa.

le chiavi di questo invidiabile successo sono la continuità negli anni di obiettivi e azioni, la compartecipazione nella progettazione, la coerenza nelle comunicazione e nell’informazione. la città è dotata di una rete interconnessa di piste ciclabili, monodirezionali quando possibile e spesso in sede propria. parcheggi coperti e sicuri, intersezioni stradali segnalate, cartellonistica dedicata e un’identità del sistema riconoscibile e riconosciuta (logo, colori, immagine, ecc.). il  lungo applauso di apprezzamento che ha salutato l’intervento di sergio berantelli ha comprovato la bontà della nostra iniziativa; avevamo individuato l’interlocutore giusto per trasmettere il messaggio a favore della mobilità ciclabile. peccato, mi sono detta, che sindaco e consiglieri comunali non siano qui ad ascoltarlo. li avrebbe convinti.

e’ evidente che davanti a un esperienza così ricca di spunti, chiara nel suo disegno strategico, contemporanea nella sua visione di mobilità, le scelte di brescia siano  deboli e riduttive (sebbene sia stato apprezzabile lo sforzo compiuto nell’illustrazione dei dati da parte dell’arch. bianchi, consulente del comune per  ridisegnare la mobilità ciclabile).

all’ing.guzzoni  (associazioni amici della bici- corrado ponzanelli) è toccato invece il compito di raccontare la quotidianità in salita del ciclista cittadino, ma anche gli sforzi, in sinergia con l’amministrazione, che si stanno compiendo nella direzione di dotare brescia di una rete cittadina ciclabile.

l’assessore orto si è ritagliato infine uno spazio dove ha fatto un bilancio del lavoro fin qui svolto dall’amministrazione  (attuale e  precedente) e soprattutto mostrato grande interesse e volontà  nel recuperare spunti interessanti del modello bolzano.

posso affermare che l’incontro di ieri è stato utile per diverse ragioni, direi che per molti versi e per molti dei presenti è stata illuminante, la scoperta che esitono città dove la bicicletta è un mezzo di trasporto con pari dignità di altri, è un diritto tutelato.

a brescia serve, come diciamo da tempo, invertire la rotta. bisogna uscire dall’immobilità della mobilità urbana e darci una strategia a lungo termine a favore della mobilità ciclabile. oggi il traffico è sempre più congestionato, il trasporto pubblico sempre meno attrattivo (è di oggi il dato i genitori non considerano attraente e vantaggioso lo scuolabus e il pedibus, le isole pedonali sono “ferme nei secoli”, c’è stato il rimpicciolimento delle ztl, sono scomparse le lam (funzionavano anche da ciclabili) e soprattutto le contromisure sono insignificanti. siamo tutti assuefatti allo smog (è di due giorni fa la classifica che vede brescia al 3° posto delle città più inquinate d’europa!), al rumore e alla perdita di tempo. la bicicletta è uno degli elementi che ci possono aiutare ad uscire da una situazione così complessa.

la mobilità ciclabile non va infantilmente enfatizzata, ma bisogna crederci di più.

Infine una considerazione più intima. Francesco Onofri ieri sera sul post che ha dedicato all’incontro (lui è stato più bravo, nonostante l’ora tarda, ha scritto quando è rientrato a casa dopo la cena con i ragazzi di Brescia per Passione) scrive  “Ultimo ma non ultimo: lavorare con “Brescia per passione” ci ha consentito di ottenere una piena riuscita dell’incontro, cosa che da soli – o divisi – non saremmo riusciti a fare. Grazie allora a Laura Castelletti e ai suoi per quello che hanno fatto insieme a Officina”. A questo punto dico che potrei scrivere la stessa frase cambiando solo l’ordine dei nomi, gli attori di questa straordinaria serata da ricordare restano i medesimi.

Grazie Francesco, alla prossima!

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8 Responses to “Mobilità ciclabile: l’esempio di Bolzano… che serata!”

  1. Roberta ha detto:

    Salve, posso portare la mia testimonianza diretta per quanto riguarda la mobilità a Bolzano, inquanto l’ Alto Adige è un luogo che frequento spesso e le posso garantire che tutto quello che avete scritto è vero.
    Nonostante sia Italia, mi dispiace dirlo, ma sono un altro pianeta. Prima di tutto hanno il vero rispetto dell’ ambiente e in tutto quello che fanno ci credono veramente, dalla semplice viabilità sostenibile, alle energie rinnovabili, alla coltura del biologico. Tutte cose che vengo impresse e tramandate non solo dalle famiglie, ma vengono mantenute costantemente insegnate anche nelle scuole fin da piccoli.
    C’ è anche da dire che è un territorio che vive di turismo e di prodotti del luogo, Brescia è una città prevalentemente industriale, pertanto l’ ambiente passa in secondo piano…però c’ è sempre tanto da imparare!
    Ho percorso parte delle loro piste ciclabili, e confermo tutto , cartellonistica , segnaletica, ma sopratutto una costante informazione, sempre rinnovata e curata nei dettagli. Per esempio nella zona della Val Venosta, ci sono treni attrezzati(con raccolta differenziata persino al loro interno)con artistiche stazioni di fermata attrezzate, per il noleggio di biciclette che vanno da quelle per semplice bambino all’ arrampicatore più agguerrito. Chilometri e chilometri di piste ciclabili, che partono dalla città, attraversano il paesello, vanno nelle valli, passano poti, costeggiano laghi ed arrivano fino su sopra la montagna..tutto perfettamente segnalto, ma soprattutto nel rispetto dell’ ambiente. la cosa che mi sorprende è la loro serità, in particolare la costanza e la continuità nella comunicazione.
    Se le può interessare ho fotografie che documentano tutto questo e materiale informativo. Consiglio sempre, comunque di visitare il luogo direttamente, se c’ è mai stata..perchè come tutte le cose non si può capire. Sono luoghi alla portata veramente di tutti, perche è soprattutto di queto che si tiene conto, per grandi e piccini. Servizi autobus, che ti permettono di lasciare la macchina ed i viaggiare tranquillamente in ogni luogo grazie a particolari incentici ed agevolazioni, soprattutto direi una grande attenzione verso i nuclei famigliari. Un apertura mentale molto simile ai paesi nordici, credo che molte iniziative vengano prese a modello!La coerenza li contraddistinge…mi fa molto piacere che se ne sia parlato, soprattutto da uno esperto, da una persona che vive la realtà del luogo…confermo tutto…buona montagna..Buon Alto Adige!!!
    Roberta

  2. filippo ha detto:

    Ciao laura ero presente all’incontro, i dati presentati da Sergio sono una riflessione da parte di tutti per cominciare a sbloccare il 4%.verso quote piu’alte.Sarei gia contento se si potesse fare un progetto pilota simile a bolzano a riguardo la segnaletica e le zone di parcheggio per le bicilclette su l’area della ZTL.

  3. Celeste ha detto:

    Credo che se siete rimasti piacevolvemente stupiti dall’esempio di Bolzano, lo sarete ancora di più da quello di Copenhagen. Lì la bicicletta è la vera protagonista ed è l’auto che si deve fermare davanti al ciclista e non viceversa. Le piste ciclabili sono ovunque e gli abitanti, dai bambini agli anziani, sfrecciano da un posto all’altro della città senza il timore di incidenti. Anche il turista è messo nella condizione di poter adottare la bicicletta come mezzo per visitare la città, dato che ovunque si può comodamente prenderne in prestito una usando una semplicissima moneta (il sistema è quello dei carrelli della spesa). Il fatto che non ci siano tessere, abbonamenti o cose del genere fa si che le biciclette possano essere utlizzate anche da chi si ferma in città per pochi giorni o da chi può usare la bicicletta solo sporadicamente. Una comodità da non sottovalutare che fa si che questo mezzo venga scelto da tutti, preferendolo alle auto o ai mezzi pubblici.
    Quindi…buona pedalata per la splendida Copenhagen! E non fatevi intimorire dal freddo ma seguite l’esempio degli autoctoni: armatevi di guanti e berretti e fatevi temprare dal vento gelido del Nord!

  4. Mafalda ha detto:

    Ho partecipato all’incontro come spettatrice un pò scettica sull’argomento scelto , mi sono dovuta ricredere. Non sono ciclista , amo invece molto camminare a piedi . Mi è parso straordinario il concetto espresso dal quell’ espertissimo, simpaticissimo e coinvolgente/convincente Sergio Berantelli del Comune di Bolzano quando afferma che la mobilità è un diritto che va tutelato, la mobilità dell’auto, del mezzo pubblico, della bicicletta ed anche dei pedoni e che le strategie di mobilità devono saper conciliare questi aspetti premiando una politica di mibilità sostenibile e sana. Quello che maggiormente mi ha colpito è stata la quantità delle persone che , in un orario non proprio dei migliori , ha partecipato a questo incontro . Non avrei mai pensato a tanto interesse e oggi, io che cammino molto a piedi, vado dal mio amico Isaia a far aggiustre la bicicletta. Anch’io ciclista per passione

  5. matteo ha detto:

    ma a BS esiste il mobility manager?

    chi è che dovrebbe fare la cliclabile che collaga l’esistente che arriva a collebeato e si tornca fino a Concesio?

  6. Laura Castelletti ha detto:

    L’arch. Riccardo Pretto è il Mobility Maneger del Comune di Brescia.
    L’assessorato alla Mobilità del Comune di Brescia si deve occupare delle ciclabili sul suo territorio. Oltre i confini cittadini sono i singoli comuni, in accordo con la Provincia su alcuni percorsi cicloturistici, che se ne occupano.

  7. Benzo ha detto:

    L’emblema della serata è sicuramente stato l’applauso al mobility Manager di Bolzano, durato quanto meno 40 secondi! La dimostrazione della volontà, quanto meno degli almeno 140 presenti, di voler intraprendere la strada della mobilità ciclabile come una delle risoluzioni al problema della mobilità in città.
    L’intervento dell’arch. Berantelli è stato molto interessante perchè particolarmente concreto. Tanti piccoli accorgimenti, tante piccole iniziative che, senza investimenti miliardari possono essere “copiate” per iniziare un percorso. Certo, le infrastrutture poi dovranno arrivare.. e per quelle ci vogliono tempo e soldi! ma se alle parole dell’ass.re Orto, corrisponderanno i fatti, qlc potrà muoversi nei prossimi mesi.. noi lo speriamo quantomeno!!!

    B.

  8. Guido ha detto:

    Leggo solo adesso questo articolo. Mi sembra manchi una considerazione, e non di poco conto, per confrontare due esperienze bisogna considerare tutte le condizioni al contorno, è facile bene amministrare in una regione autonoma dove più del 70% delle tasse restano nel territorio. Bolzano sarebbe la stessa se non fosse inserita in una regione / provincia a statuto speciale? Col poco che abbiamo mi sa che facciamo molto di più noi.

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