Mi hanno fatto passare ai Raggi X

Laura Castelletti, 22 agosto 2010 » mi piace, pensieri in libertà

Questa mattina leggendo i quotidiani (rigorosamento online!) ho scoperto che Bresciaoggi mi  ha fatto passare sotto i Raggi X (Politica e social network).  Come radiologi esperti Giovanni Armanini, Marco Gafforini e Fabrizio Martire hanno analizzato il mio utilizzo del blog e di facebook. Non sono stata la loro unica “paziente”, mi sono trovata in compagnia di Mario Labolani, Maria Stella Gelmini,  Simona Bordonali, Monica Rizzi, Emilio  Del Bono e altri (Graduatoria Locale).

Non lasciatevi  però ingannare dalla lastra che ho riportato sopra, non mi sono arresa “mani in alto” alle loro considerazioni anche se ho trovato l’esame radiologico interessante e utile per “portare a casa” suggerimenti e idee. A un autodidatta della Rete, quale sono io, occasioni come queste sono molto utili.

Ma vediamo un po’ quanto  sono calzanti per me le loro riflessioni e i suggerimenti che hanno dato nell’articolo:

“Al primo posto l’interazione. Su un punto gli esperti di web marketing e strategie di comunicazione basate sulla rete concordano: Facebook (ma in generale tutto il web e gli altri social network) non è solo un megafono per raggiungere tante persone, ma uno strumento che permette interazioni. Per questo il primo suggerimento di Marco Gafforini (web strategist di Officina strategia) è «stimolate le discussioni e dimostrate di tenere conto dei commenti ricevuti». Gli fa eco Fabrizio Martire (Uncle Pear) con tre priorità: «ascoltare, comunicare, coinvolgere» in cui non a caso il primo verbo usato riguarda il ricevere più che il dare.”

Concordo. Credo di essere abbastanza allineata… forse troppo poco portata ad aggiungere commenti sia al blog che a facebook. E’ che non mi entusiasmano quelli che me la spiegano, poi me la rispiegano e poi me la spiegano ancora e quindi non li voglio imitare. Forse una via di mezzo c’è. Appena la individuo la pratico.

“GAFFORINI ha le idee chiarissime e corregge subito il tiro ai politici bresciani: «Innanzitutto i personaggi pubblici devono capire che lo strumento professionale per loro sono le pagine, non i profili personali: quelli servono per gli amici veri». La privacy, del resto, sembra rappresentare un valore solo quando viene violata: «Ricordatevi che le cose scritte pesano più di quelle urlate nei comizi. Usate lo strumento con cautela, e prima di scrivere qualcosa contate sempre fino a tre». Infine un consiglio metodologico ed un esempio: «Siate umani ma professionali, ricordando sempre che non è l’uomo che deve comunicare, ma il personaggio politico. Imparate da Jonathan Goodluck, presidente della Nigeria». Il leader africano, per chi non lo sapesse, da giugno dialoga con i suoi concittadini direttamente, senza negare di aver cambiato opinione dopo aver ricevuto numerosi feedback negativi dai suoi attuali 160 mila fan.”

Beato lui che ha le idee chiarissime. Io non sempre (per quanto riguarda la Rete naturalmente!). Non credo, e mi piacerebbe su questo confrontarmi con chi segue il blog, che sia solo Laura- personaggio politico che deve comunicare ma anche Laura-donna. Non sono diverse, sono sovrapponibili. Concetto rafforzato dalla lettura dei dati del blog. La photogallery è la prima cosa che quasi tutti i visitatori guardano e sulla quale si soffermano (chi è Laura oltre i momenti ufficiali?). Le pagine su “temi caldi” e di attualità sono lette da molti, come molti altri visitano e si soffermano su  quelle che mostrano riflessioni sulla quotidianità del nostro vivere.

A questo proposito mi viene in mente che qualche giorno fa un amico che si occupa di risorse umana in una importante azienda mi diceva, di ritorno da una giornata in cui aveva mangiato kilometri in bici con un gruppo di persone, “dopo qualche ora in bici, piuttosto che al termine di una camminata in montagna, capisci benissimo che persona è quella che ti era sconosciuta all’inizio del percorso. Vorrei poter fare questa attività con ogni persona che devo assumere. Sono convinto che non commetterei sbagli nelle assunzioni”. In fondo per chi vota le cose non sono poi così diverse. Per aver fiducia in un amministratore pubblico devi poterlo conoscere oltre il personaggio politico. Questo mi pare di coglierlo dalle molte mail come nei contatti diretti (fondamentali oltre il web) che ogni giorno ho con i miei concittadini. E’ chiaro che un perimetro deve essere individuato per non rischiare di dare spazio a una curiosità morbosa, come al rischio di esibizionismo.

Mi piace Gafforini quando raccomanda di contare sempre fino a 3 prima di scrivere. Rileggendo alcuni post che ho pubblicato penso che se, in qualche occasione,  avessi contato anche fino a 6 non sarebbe stato male. Avrei perso, strada facendo, un po’ di veleno (questo non guasta mai). Il consiglio non è da dimenticare.

“MARTIRE parte da una strategia che a prima vista può sembrare più aggressiva: «Il politico deve sapere attirare l’attenzione verso i contenuti rilevanti e farsi portabandiara online delle causa a cui tiene cercando di coinvolgere l’elettorato fan: vince insomma l’essere maggiormente personali, schierati, decisi e l’azione diretta». Martire – che è stato consulente di uno dei candidati sindaco al comune di Venezia – considera la presenza ormai imprescindibile per un politico e aggiunge una serie di passaggi per arrivare all’obiettivo: «Innanzitutto consiglio di avvalersi di consulenti giovani, under 30, che avvertono prima le tendenza della rete. Quindi a seconda del target politico, scegliere accuratamente i social network sui quali intervenire, c’è ad esempio chi parla a microgruppi su Skype. Vale la pena di spingere sulle esperienze online, consapevoli del fatto che si costruisce una fan base solida, che rimane nel tempo e che è possibile coinvolgere, attivare e valorizzare in molti modi».”

Non è che sembra più aggressiva la strategia proposta da Martire: è più aggressiva! (sarà perchè è uno degli under 30 che lui stesso consiglia?). Interessante l’accento che pone sul concetto di essere portabandiera online della causa a cui si tiene. Il progetto Wifi gratis a Brescia e la costituzione dell‘Urban Center sono, per quanto mi riguarda, due esempi concreti di tale filosofia. E’ la strada da percorrere.

Ho capito anche che, se voglio comunicare con i miei concittadini in Rete, non posso fermarmi al blog e a Facebook, ma devo ampliare l’orizzonte dei  miei social network. Peccato mi servano, oltre le 24h giornaliere a disposizione, almeno altre 3 per navigare anche in altri mondi. A casa sono avvertiti!

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2 Responses to “Mi hanno fatto passare ai Raggi X”

  1. Mauro ha detto:

    l’uni di notte,sono stanco e quindi non mi dilungo.
    Altro commento di chi ha paura del web e vuole manipolarlo a tutti i costi.
    L’articoletto in rosso, dovrebbero indirizzarlo a palazzo Chigi, da colui che non mette contraddittorio e non ama ascoltare ma solo “professare”.
    Il successo dei S.N. è dato proprio dal fatto che c’è libertà di pensiero.Mi fan ridere quelli che credono di manipolare le notizie, di postare risposte molto aleatorie.
    C’è molta gente che legge e molti che postano.
    Bisogna essere sinceri e coerenti con le idee politiche con quelle di vita.
    Quanti sono stati “sgamati” a difendere i valori dell’ecologico e poi beccati ad andare in ferie con barche enormi che consumano più di un camion rimorchio??
    Non la si spunta con i social network siamo in troppi e molti pure intelligenti oltre che colti!!
    Finita la pacchia dei comizi e delle pecore che ascoltano.
    Peccato che siamo ancora in pochi, ma già i Bresciani hanno visto che cosa sta diventando Brescia con macchine in centro, vigili urbani che hanno un occhio bendato e la matita spuntata sul codi ce della strada.
    Se ne parla, si scrive e la sottocultura del reale sta emergendo.
    Molto altro ci sarebbe da dire, ma è tardi.
    Laura non spegnere ( in web ci si da tutti del tu )questo blog, anche se in alcuni momenti può essere duro, perderesti una grande risorsa.
    Buona notte
    Mauro

  2. […] Anche Laura Castelletti parla dell’articolo e risponde alle osservazioni sollevate. Bresciaoggi – «Sostenitori […]

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