Lauretta: il giorno dopo della tifosa del Brescia (di Laura Chiarelli)

Laura Castelletti, 31 maggio 2010 » mi piace, sport e salute

la serie a a un passo, 3 punti che ci avrebbero sottratti alla reclusione forzata in b,purtroppo il padova ha giocato meglio, la squadra non ha saputo reagire ai colpi, si é fatta “sottomettere” e come tante altre buone occasioni anche questa é sfumata. in piazza loggia le bandiere bianco azzurre volavano alte, una sola voce che accomunava tutti: vogliamo questa vittoria, vogliamo il brescia in a; quando la partita comincia, bastano 3 minuti per subire un gol e per vedere allontanarsi la festa e soprattutto quel campionato importante che per tanto tempo abbiamo sognato.

era come un flash back chiamato livorno (anche se in quella finale dei play off abbiamo resistito di più prima di subire gol), ma per chi segue le rondinelle avrebbe potuto chiamarsi anche albinoleffe o firenze, tutte occasioni mancate che ci hanno relegati in b. ieri si sentivano le cose più folli: la società/i calciatori hanno venduto la partita, corioni non vuole la serie a, vogliono gli incassi dei play off e ometto volutamente tutte le illazioni sullo stadio; sono ipotesi che non possono essere concepite, quale presidente rinuncerebbe a 36,5 milioni di euro a fronte di 6,5??? quale società rischierebbe di perdere 36,5 milioni di euro per guadagnare qualche decina di miglia ai play off??? oltre a queste assurdità, ho trovato un pò antipatiche le critiche mosse a iachini dal presidente corioni e ancora di più lo sono state alla luce del fatto che l’allenatore ha ancora nella peggiore delle ipotesi 2, nella migliore 4, partite da fare. in questi casi credo che la colpa sia di tutti e di nessuno, l’unica colpevole é la paura che da anni accompagna il brescia paralizzandolo nei momenti determinanti.

sono altrettanto convinta che possanzini, zambelli, caracciolo, rispoli, bega, baiocco e tutti gli altri calciatori vogliano quanto se non forse di più rispetto ai tifosi la serie a, sicuramente per motivi diversi. adesso non rimane che incassare l’ennesimo colpo, iniziare a reagire, a tirar fuori il carattere della leonessa, é obbligatorio rialzarsi e dimostrare a chi dice che le rondinelle non passano con il cittadella (e mi metto fra questi, perché se si gioca come all’euganeo le speranza sono zero) che alla finale dei play off ci si arriva, bisogna giocare fino all’ultimo secondo, finché le forze non finiscono, fino all’ultimo respiro. allo stesso tempo, noi, i tifosi dobbiamo continuare a sostenere la squadra, come ieri e più di ieri, non dimenticando la bruttissima performance di padova, ma pensando che l’appoggio della tifoseria é importante. probabilmente con queste parole non smentisco chi mi ha chiamata “integralista del calcio” e credo di non volerlo neanche fare, sono orgogliosissima di essere bresciana e lo sono altrettanto di “amare” la squadra della mia città (nonostante le delusioni).
lauretta

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