L’arte del grimaldello salverà l’Italia (di Stefania Itolli e Claudio Buizza)

Laura Castelletti, 4 novembre 2011 » mi piace, Territorio e Natura, video

 

“la repubblica italiana promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione.” con la citazione dell’articolo 9 della costituzione italiana parte la prima assemblea del forum nazionale “salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” nato su iniziativa di domenico finiguerra, sindaco innovatore di cassinetta di lugagnano, che ha adottato il primo piano regolatore a ”consumo suolo zero”

in centinaia, provenienti da molte regioni d’italia, sabato 29 ottobre , hanno partecipato all’assemblea per sostenere la costituzione della prima proposta di legge di iniziativa popolare contro il consumo irresponsabile di nuovo suolo fertile, agricolo e boschivo.

il primo passo verso un cambio culturale il forum lo chiede ai comuni invitandoli ad effettuare un censimento della totalità di edifici sfitti o non utilizzati e a coinvolgere tutti i cittadini in una partecipazione attiva nella definizione dei piani regolatori e dei piani di gestione del territorio.

il movimento che non risponde a nessuna logica di partito, ma muove da obiettivi ed interessi comuni capace di radicarsi nel paese con la forza di migliaia di persone, parte dal presupposto che anche il suolo, come l’ acqua e l’aria, é una risorsa limitata e non rinnovabile. esso é indispensabile per la vita sulla terra dunque un bene comune da proteggere e preservare.

cemento e asfalto si stanno portando via molti pezzi della nostra bellissima italia sfruttati per costruire edifici, centri commerciali, strade e parcheggi. pezzi di territorio legati alla nostra qualità della vita, alla nostra agricoltura, alla salubrità dei luoghi che abitiamo, alla biodiversità del nostro paesaggio.

più voci richiamano la responsabilità degli amministratori locali, complici nei fatti, succubi di una logica, quella degli oneri di urbanizzazione, per cui per poter fare asili e palestre si distrugge terra libera e fertile.

 

 

 

in lombardia, una delle regioni più urbanizzate e cementificate d’europa, negli ultimi anni il suolo é stato consumato al ritmo di 140.000 metri quadrati (l’equivalente di circa 20 campi di calcio) al giorno. a brescia il totale delle aree agricole é passato da 220.984 ettari nel 1995 ai 165.252 nel 2009, contestualmente le aree urbane sono passate da 42.272 a 55.620 ettari. per dare un freno a questa speculazione legambiente lombardia ha portato in consiglio regionale una proposta di legge che a breve sarà discussa.

anche in europa il confronto é aperto. in attesa di una direttiva in materia la campagna europea “usare meno, vivere meglio” pone l’accento sui pericoli di una copertura incontrollata del terreno che nel vecchio continente, ogni anno, sembra essere equivalente ad un’area più estesa di berlino.

carlo petrini, fondatore di slow food, nel suo discorso descrive l’attuale fase di “sviluppo terminale” ed esorta tutti a riscrivere un diverso paradigma economico, ad abbandonare la logica del consumo per consumo e l’uso perverso del territorio. afferma l’esistenza di un nodo indissolubile tra conservazione della terra, metodi di coltivazione e modello di consumi alimentari. ribadisce la necessità per l’italia di un ritorno alla terra, di una agricoltura di qualità fatta di tradizione e tecnologia, che garantisca nuovi posti di lavoro e un reddito adeguato, di rinnovare stili di vita.

tra i testimonial presenti anche roberto ronco, assessore all’ambiente della provincia di torino che, grazie al nuovo piano territoriale di coordinamento che stabilisce la completa tutela dei suoli agricoli, ha vinto la battaglia con ikea intenzionata a costruire una nuova sede su 170.000 mq di terra fertile. ci proverà anche milano con l’expo. per l’assessore stefano boeri questa rappresenta l’occasione giusta per valorizzare l’agricoltura e “recuperare i deserti urbani che stanno dentro la città”.

giuristi, urbanisti e tecnici stanno lavorando ad un proposta di legge nazionale che sia incisiva, inattaccabile, ben confezionata e che non permetta eccezioni.

il documento si pone l’obiettivo di sovvertire la logica dominante, la passione civile dei cittadini il grimaldello che lo renderà possibile.

la “proposta di legge d’iniziativa popolare” si prefigge due obiettivi:

il primo

affermare il principio per il quale “il territorio, il paesaggio e le sue risorse sono un bene comune” individuando una serie di principi e regole contenuti nella proposta di legge finalizzati alla tutela del paesaggio e del territorio non edificato. regole di conservazione e tutela che abbiano valenza nazionale, ben consapevoli dei poteri di legiferazione conferiti alle regioni in materia urbanistica.

il secondo

far diventare il progetto di legge l’occasione per far crescere nel paese la consapevolezza (oggi insufficiente) che il territorio é un bene finito, il suo continuo consumo rappresenta un rischio ambientale rilevantissimo, una perdita non ancora compresa in modo adeguato.

La macchina organizzativa del Forum Nazionale é partita, si stanno costituendo i primi comitati che in tutta Italia scenderanno nelle piazze e nelle strade per incontrare e parlare con la gente. 50.000 firme e questo disegno di legge passerà alle commissioni parlamentari per una discussione analitica.

Al Forum aderiscono organizzazioni nazionali (Slow Food, Legambiente, LIPU, Pro Natura, Eddyburg, Movimento Decrescita Felice, Altreconomia, Associazione Comuni Virtuosi, Rete del Nuovo Municipio, Borghi Autentici d’Italia, Medici per l’Ambiente, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, organizzazioni agricole), oltre 350 associazioni e comitati locali e piùdi 3000 adesioni individuali, tra cui quelle di urbanisti, docenti universitari, sindaci, architetti, giornalisti, produttori agricoli ecc.

 

Per aderire o costituire un comitato promotore per la raccolta firme clicca qui

Brescia per Passione ha aderito.

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9 Responses to “L’arte del grimaldello salverà l’Italia (di Stefania Itolli e Claudio Buizza)”

  1. carla bisleri ha detto:

    WWWWWWWW Evviva, Bravissimi, grazie per la bella notizia, condivido e mi iscrivo immediatamente.
    La società civile si riprenda i propri spazi di partecipazione in tutti i settori. Finalmente azioni di respiro e sane battaglie per l’ambiente, il cui risvolto immediato è di uscire dal ristagno e dall’impotenza anche della politica e quello di lungo periodo di crescita culturale di un paese che è stato calpestato, e in molti casi…si è lasciato calpestare.
    Invertiamo la rotta, insieme e senza particolarismi.
    Carla

  2. paolo vitale ha detto:

    ottimo, buone idee, ma soprattutto proposte attuabili subito!

  3. coach ha detto:

    Se fossi un docente ne farei argomento di discussione in classe per sensibilizzare chi sarà attore del domani. Bravi, aderisco.

  4. Laura Venturi ha detto:

    Aderisco, faccio aderire tutta la mia famiglia, figli compresi, coinvolgerò gli amici e vorrei fosse coinvolta tutta la città per un dibattito serio e costruttivo, oltre gli schieramenti e le appartenenze politiche.
    Propongo che il nostro slogan divenga il proverbio Navajo
    “Il mondo non lo abbiamo in eredità dai nostri padri ma lo abbiamo in prestito dai nostri figli”.

  5. angelo d errico ha detto:

    La nostra tradizione millenaria di società stanziale e non nomade va onorata con il ritorno alla tassa principe che dà ossigeno ai Comuni: l’imposta sugli immobili. Viviamo il paradosso che paghiamo tasse sui beni mobili e non su quelli immobili. Possiamo difendere gli spazi vuoti solo se riconosciamo un onere alla nostra cultura stanziale: l’occupazione di suolo. Intendo quella già compiuta. Altrimenti si sostengono tesi schizofreniche.

  6. Giuseppe Delfrate di Chiari ha detto:

    Avete fatto un bel lavoro. Per troppo tempo moltissime persone non hanno considerato la cura dell’ambiente e la salvaguardia del territorio elementi essenziali per la vita. Non abbiamo indicato ed educato a guardare con tanta attenzione a questa priorità.

    Ora cerchiamo di recuperare il tempo perduto. Ci ringrazieranno – un domani – i bambini che si affacciano alla vita. Giuseppe Delfrate

  7. penna di falco ha detto:

    Scorrendo i giornali senza particolare impegno nella ricerca delle notizie troviamo.
    1. Frana a Toscolano interrompe la Gardesana. Qualcuno ha provato a guardare l’entroterra e le collina di Toscolano dal lago? Impressionante!
    2. La Provincia di Brescia decide di non portare a compimento il Piano Urbanistico Provinciale già adottato per ricominciare daccapo senza dichiarare quando finirà e che obiettivi si propone.
    3. A Desenzano, noto centro turistico del Garda variante urbanistica per impegnare 50.000 mq di territorio agricolo.
    4. Adro: il sindaco dichiara con un molto orgoglio “Grande polo sportivo (con albergo naturalmente) in un’area agricola pregiatissima sotto tutti i punti di vista”. Pare che tale delibera sia stata incredibilmente approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale. In questo caso i mq sono 200.000.
    5. A Coccaglio si costruisce un polo scolastico ai piedi del Montorfano, area pregiatissima (in questo caso una sciocchezzuola: 25.000 mq).
    6. A Lonato sulle colline integre polo del cavallo (ippodromo ecc.) con alberghi e circa 300 appartamenti su 200.000 mq.
    Ecco non servono segugi o ricercatori attenti, sono le cronache di 6 giorni consecutivi di un solo quotidiano locale. Immaginiamo cosa avviene nel corso di tutto l’anno in tutta la provincia?

  8. claudio buizza ha detto:

    “Il paesaggioè il nostro concreto spazio di vita, del territorio che abbiamo costruito e modellato in quanto nostra dimora. Quindi al paesaggio si connette l’ambiente, la cui tutela significa perciò stesso assicurare agli uomini un habitat più sano e vivibile. La tutela individualmente si realizza con un diverso comportamento del nostro agire nel territorio, le cui condizioni sono rese manifeste dal paesaggio…. Già guardare CON PASSIONE il paesaggio significa porsi in giusta relazione con gli ecosistemi di cui il paesaggio è la manifestazione sensibile; ci leghiamo sentimentalmente ad esso e siamo già eticamente corretti.” Parole rubate ad Eugenio Turri perchè meglio non saprei dire.

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