La sofferenza materializzata

Laura Castelletti, 29 maggio 2014 » Loggia, non mi piace, politica

Del 40esimo della strage di Piazza Loggia, di questo 28 maggio 2014, ognuno di noi si è portato via un ricordo. Lo abbiamo rievocato utilizzando ogni forma di comunicazione: dalla parola alla musica, dall’arte alla danza, dalla fotografia al teatro, dal silenzio della piazza rotto solo dai rintocchi delle campane alle 10.12, dalla preghiera al comizio.

 

Io non potrò mai scordare la commozione scoppiata in petto quando, da sotto il palco, ho visto Franco Castrezzati ascoltare la registrazione della sua voce interrotta dallo scoppio della bomba. L’ho visto contorcersi, abbracciarsi e ninnarsi da solo cercando un po’ di conforto, esplodere in pianto disperato a fatica consolato dalla giovane nipote.  Ho scattato istintivamente una foto, lì c’era tutto. Il passato, il dolore, la tenace ricerca della verità, il portico, la colonna, l’elenco dei caduti, la nostra storia  e il futuro rappresentato da una cascata di capelli ricci.

Anche le ultime parole di Arnaldo Trebeschi, che  nella strage aveva perso il giovane fratello, sono state un pugno nello stomaco “sono passati 40 anni e io non ho voglia di perdonare!”

 

28 maggio h 10.12

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One Response to “La sofferenza materializzata”

  1. Garau Giorgio ha detto:

    Dedicare un monumento in memoria..alle vittime…magari al posto del Bigio..in piazza Vittoria..io vedrei bene l’immagine di quel signore che sostiene il corpo esanime.di una vittima….contro ogni tipo di violenza..

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