La sanità a Brescia sembra sana

Laura Castelletti, 16 gennaio 2010 » Loggia

achille farina

Immagino che Achille Farina, delegato del Sindaco alla Sanità, si stia godendo in queste ore il successo ottenuto questa mattina con il convegno organizzato in Palazzo Loggia dedicato alle “sfide della sanità bresciana”. Quando l’avversario politico centra l’obiettivo si deve avere la capacità di riconoscerglielo e Achille ha fatto un buon lavoro. Lo dicono soprattutto le numerosissime e qualificate presenze del mondo sanitario che questa mattina hanno salito lo scalone della Loggia per assistere all’incontro. Un obiettivo che Farina ha raggiunto con tenacia e impegno, anche contro lo scetticismo dei suoi stessi alleati (Brescia è piccola, le voci corrono). Direi che la sanità e i medici che “contano a Brescia” erano tutti, ma proprio tutti, presenti. Questo mi ha fatto riflettere. Le ragioni di tanta partecipazione sono probabilmente diverse e non solo legate al fatto che alla tavola rotonda parlavano i “padroni” delle loro strutture ospedaliere di riferimento. Ci leggo di più. Innanzitutto negli ultimi cinque anni, se non latitante l’amministrazione precedente è stata certamente carente nel riconoscere e affrontare i temi della sanità. La Loggia e chi la governava non ha provato a porsi interlocutore se non su temi di stretta natura urbanistica e territoriale (rischio che tuttavia vedo anche oggi con l’attuale governo della città). Chi, negli anni scorsi, aveva il compito di occuparsi di sanità per il comune non ha mai dato vita a momenti di sintesi e lavoro comune, non ha cercato sinergie. Ho anche colto il bisogno di riferimenti “politici” da parte della sanità bresciana, in un sistema regionale lombardo in cui questa richiesta è  invece all’ordine del giorno. L’impressione è che dopo anni di politica esercitata attraverso l’indicazione dei direttori ci sia quasi voglia di una politica che si dichiari. E’  inoltre emersa chiara, non ho idea se praticabile, la necessità di fare rete tra le varie strutture pubbliche e private per offrire il massimo della qualità e della protezione per i cittadini bisognosi di salute.

La sanità a Brescia sembra sana!

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8 Responses to “La sanità a Brescia sembra sana”

  1. Roberto Gamba ha detto:

    Ho partecipato al convegno “le sfide future della sanità bresciana”.
    A mio avviso e’ stato un ottimo convegno partecipato e qualificato, che tramite qualche relatore e’ riuscito a fare delle proposte alla città, mi auguro che amministratori attenti riusciranno ad interpretare e portare avanti.
    Credo che la sanità sia un argomento che interessi tutti noi.
    Sull’onda del populismo-giustizialista dei primi anni novanta, la “politica” e’ stata esautorata dalla gestione della sanità. Le motivazioni addotte potevano essere in parte condivisibili. Ma accanto ad un allontanamento della politica nella gestione della sanità, si e’ verificato un contemporaneo azzeramento della discussione e della elaborazione da parte degli amministratori locali,degli operatori,dei cittadini.
    Questo primo incontro e’ stato una sorta di “creare tavolo”.
    Il Comune di Brescia, in una delle sue sale piu’ prestigiose (anche i simboli contano!) si pone come soggetto che ospitando gli “attori erogatori gestori” della sanità pubblica e privata cerca di stimolare le sinergie cercando nella discussione di migliorare le conoscenze e diminuire le diffidenze per aumentare il livello di assistenza sanitaria ai cittadini amministrrati. Tutto questo secondo una non esasperata ideologizzazione del problema (bipartisan, come ha sottolineato Farina citando in maniera opportuna gli amministratori del passato); il fine ultimo e’ aumentare il livello di soddisfazione dei servizi da parte dei cittadini.
    Non credo affatto che in questo ci sia una sovrapposizione di ruoli. Nessuno credo voglia sovrapporsi alla gestione (direttori) o agli indirizzi e regole (Regione). Ma credo fortissimamente sia maturo il momento per rilanciare un sereno dibattito di politica sanitaria.
    Laura Castelletti ha colto in maniera decisamente intelligente questo quando dice di una “politica che si dichiari”.
    Interessante sarebbe utilizzare i vari strumenti per incrementare questo dibattito (questo blog molto ben fatto e seguito potrebbe essere utile a questo scopo) sulle varie questioni di carattere sanitario.

    ps: scusate errori data l’ora!!

  2. Mario Angius ha detto:

    Ho partecipato anch’io al convegno sulla sanità in Loggia. L’iniziativa ha avuto uno straordinario successo (inaspettato!) che potrebbe dimostrare sia il desiderio dei medici di ritornare a dire la loro, ma anche il capillare ritorno alla lottizzazione politica in sanità. Per quanto riguarda gli interventi tecnici il più mirato e documentato mi è sembrato quello di Rozzini. Bravo, come sempre, Scarcella, che mi è però sembrato a disagio (geloso?). Essenziale e chiaro l’astro nascente Zampedri. Complimenti a Farina che ha promosso il convegno.

  3. Alberto Orlandini ha detto:

    Sono d’accordo con le tue valutazioni; per fare rete in sanità bisogna avere gli stessi valori morali cosa non possibile con chi fa sanità per lucro. Bisogna inoltre avere le attrezzature e la capacità scientifica adeguata per poter colloquiare. Ritengo che ieri l’unica relazione densa di risultati e di prospettive sia stata quella del dottor Renzo Rozzini che ha posto con chiarezza il problema degli anziani senza avere in risposta nient’altro che “bla bla”. Fra i non relatori nel pubblico un altro Lorenzo, di una certa età,mi è sembrato preciso e preparato nel porre ipotesi costruttive di fronte ai problemi sollevati.
    distinti saluti.

  4. Antonio Paroli ha detto:

    Condivido il tuo plauso per l’iniziativa di Achille Farina che ha finalmente “usato” nel modo piu’ appropriato la delega comunale che per qualche anno nella precedente Giunta era addirittura scomparsa o se non lo era, non aveva riferimenti molto attivi o carismatici. Chi scrive aveva sollecitato il precedente sindaco a stressare l’importanza diretta del Comune ai problemi della Sanita’ cittadina ma forse vi era una difficolta’ oggettiva di sinergie legata a qualche ragione politica e a qualche possibile tensione Loggia-Asl, almeno questo avevo intuito nel 2005- 2006 quando mi ero occupato di proporre un Osservatorio Epidemiologico dell’Obesita’ nei bambini e avevo incontrato difficolta’ insormontabili. Spero davvero che questa sia l’occasione di creare un tavolo della Sanita’ bresciana pubblica e privata con politici bipartisan ma con la necessaria presenza di medici e di operatori sanitari. Gli argomenti anche non strettamente scientifici di certo non mancano, penso solo alla lotta al fumo , alla proposta di stili di vita corretti, al problema degli anziani, all’inquinamento atmosferico-acustico e a molti altri. Sono certo che Brescia ed i bresciani in questo senso rispondano in maniera intelligente ed appassionata. La giornata di ieri ne e’ stata la prova.
    saluti a tutti A.P.

  5. Achille Farina ha detto:

    Grazie Laura, il tuo commento al Convegno da me promosso è molto lusinghiero, ma soprattutto dimostra un’onestà intellettuale davvero rara. Se questa virtù fosse un pò più diffusa la politica ne avrebbe grande giovamento ed avremmo un Paese migliore.

  6. Antonella Bertolotti ha detto:

    Laura, grazie per la tua capacità di sintesi riguardo al convegno sulla Sanità in Loggia: quel giorno ero a Ginevra, sempre per la Sanità, , sempre con la “S” maiuscola.
    Mi piace la parola “Sanità” perchè mi dà un senso di sicurezza e tale è stata, credo, la sensazione emersa dal convegno.
    Solo con la politica sanitaria portiamo avanti la sanità vera, quella pulita, sia amministrativamente, che scientificamente parlando.
    Una politica al servizio della “Polis” è garanzia di amore per l’altro. Volutamente Polis e Sanità sono state scritte in maiuscolo, perchè voglio continuare a credere nel carisma delle strutture in cui opero da tanti anni.
    E perchè sono convinta che amore nella politica e nella amministrazione della sanità siano alla base della giustizia sanitaria.
    Quella giustizia che crede al paziente e lo mette in primo piano, in primo piano ripeto.
    Non dietro un pur necessario , ma troppo spesso freddo “d r g”.

  7. Paolo Liberini ha detto:

    Grazie Laura per questa rara opportunità di dibattito e confronto in tema di Sanità che trasferisci sulla rete.
    Un punto critico del sistema attuale è il rapporto tra medicina ospedaliera e quella territoriale. A volte ho l’impressione che le due realtà procedano su binari diversi. Ospedalieri e Medici di Medicina Generale interagiscono con difficoltà; spesso manca un raccordo nei percorsi diagnostico-terapeutici intrapresi.
    Una grande opportunità viene oggi data dal Sistema Informatico SISS-Lombardia che permette di trasferire i dati clinici relativi a visite o ricoveri ospedalieri sui terminali dei Medici di Base. Tuttavia, ciò non è ancora sufficiente a garantire una comunicazione tra i due ambiti. Urge uno sforzo condiviso.
    Un altro punto nevralgico è la carenza di realtà intermedie tra territorio ed ospedale. La specialistica ambulatoriale non è stata sufficientemente implementata. La “centralizzazione” delle attività specilistiche, appesantisce la gestione di realtà votate all’urgenza, intasa i Pronto Soccorso, aumenta i tassi di ricovero, accresce i costi.
    I pazienti hanno spesso la sensazione che tra ambulatorio di Medicina Generale e ricovero non esista nulla.
    Personalmente ho la convinzione che il miglioramento del sistema sanitario debba passare anche dal territorio: ambulatori polispecialistici, assistenza e cure domiciliari, day-hospital sono parole chiave di questo percorso.

  8. Pier Paolo Borelli ha detto:

    Infaticabile Laura, giungo per dare il mio contributo forse in ritardo nel tuo blog, l’argomento è ormai in 2° pagina, ma questo è forse anche colpa della tua contagiosa “frenesia sociale”.
    Mi associo agli altri che già hanno rivolto complimenti al Dr. Farina per la capacità dimostrata nel gestire un convegno che ha voluto rappresentare un primo e completo monitoraggio delle necessità sanitarie e sociali dei cittadini. E, nonostante la pessima acustica, è apparsa evidente l’esigenza di un approccio globale al problema “sanità pubblica”.
    L’intervento del Prof. Giulini ha infatti sottolineato con chiarezza, lui “Universitario Doc”, il ruolo imprescindibile svolto nella ormai vetusta ( solo riferito alla struttura, e si spera ancora per poco ! ) Azienda Ospedaliera cittadina dai Medici Ospedalieri, di cui faccio parte da sempre, e dagli Infermieri come a voler rimarcare uno sforzo comune nel produrre una buona e sana “Sanità Pubblica”, rivolgendosi alla fine del suo intervento al Sindaco Paroli alla ricerca di un coinvolgimento indispensabile anche dell’Amministrazione Comunale. Amministrazione che devo riconoscere per esperienza personale, avevo già sentito aperta ad uno dei grandi ed attuali problemi sociali e sanitari, quello degli incidenti del sabato sera, nel quale sono coinvolto dal Maggio 2008. E ti voglio qui pubblicamente ringraziare per avere passato, tu che lo avevi ricevuto per prima, alla nuova Amministrazione il testimone della mia iniziativa ( Installazione “Luca Svegliati”, Piazza Arnaldo) sulla prevenzione degli incidenti del Sabato Sera.
    A questo riguardo ho apprezzato molto, anche ovviamente per tutti altri importanti aspetti della Sanità, il passaggio del Dr. Scarcella sull’importanza del dialogo tra Azienda Sanitaria e Città. Quello della “Comunicazione” dell’informazione tra Specialisti, Medici di Medicina Generale e Pazienti è un tema a me molto caro e che intendo trattare in modo specifico in occasione del prossimo incontro organizzato dall’Ordine dei Medici sulle problematiche di Chirurgia della Mano e del Polso con i Medici di Medicina Generale.
    Ed ho colto con estremo piacere ed interesse la riflessione del Dr. Coppini, ovvero che il paziente può essere considerato una “risorsa” proprio perché orienta gli interventi dei Medici di Medicina Generale e degli Specialisti Ospedalieri ( Pubblici o Privati Convenzionati ), perché tutti insieme si raggiunga l’obiettivo comune, quello di una “Buona Sanità”, che ritorna a sua volta a considerare l’utente, il paziente, il cittadino, l’unico e vero perno centrale del “Problema Sanità”.
    Un plauso particolare infine all’Ing. Zampedri per come ha trasmesso l’impegno svolto dalla Fondazione Poliambulanza alla soluzione, speriamo non solo temporanea, del problema “Fatebenefratelli”, grande realtà storica cittadina che può produrre ancora molto grazie alle risorse umane che vi convivono.
    Il fatto quindi che diversi settori della Città, anche non strettamente legati alla Sanità, si siano sentiti in questa occasione coinvolti e che forse diventino in futuro sempre più permeabili ai problemi legati alla sanità, e soprattutto che gli “Ospedali” non rimangano realtà isolate, rappresenta il presupposto affinché gli sforzi di tutti quelli che hanno veramente a cuore il problema della Sanità Bresciana, indipendentemente dalle ideologie politiche, siano riconosciuti. Un abbraccio. Pier Paolo Borelli

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