La precisazione sulle “Puttanelle”

Laura Castelletti, 12 novembre 2010 » non mi piace, pensieri in libertà

Giuro che non ci credevo. Quando Marco mi ha mandato la foto ho pensato scherzasse. Sono andata a verificare sul sito del Ministero e ho visto che è vero. Vi invito ad andare sul sito e a sintesi vocale cliccare “ascolta il comunicato”. Mi sconcerta e mi fa arrabbiare  l’idea che in un Paese in cui la scuola va a rotoli, l’economia va a rotoli, il lavoro non c’è, le famiglie faticano ad arrivare a fine mese, dove ognuno di noi conosce almeno un precario in affanno c’è chi si dedica a “precisazioni” come quella pubblicata. E’ un problema di “priorità”. Io ne ho altre.

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5 Responses to “La precisazione sulle “Puttanelle””

  1. Giulio Ranzanici ha detto:

    Vero, Laura. Ciascuno parla delle priorità che più gli premono. La precisazione del ministero – l’enfasi e l’impegno che la precisazione presuppone di per sé – mostrano quali siano le priorità (di alcuni componenti) del governo attuale. Triste Italia. Triste sorte quella di noi tutti, sudditi impotenti di vassalli e valvassori e valvassini del nuovo medioevo.
    Ieri sono stato sotto la gru e ho parlato con molte persone e con il capo della polizia: nessuno di loro è contento, nessuno di loro è in definitiva responsabile. Le responsabilità sono del sindaco, e del prefetto, e del ministro che non muovono un dito, che si rifiutano di MEDIARE per paura di cedere, per paura di dare a Cesare quel che è di Cesare: il diritto a vivere e a vivere dignitosamente. Va da sé che la paura forza le istituzioni a mandare avanti il braccio armato della legge. Così, ancora una volta, il diritto si rivela per ciò che è: un complesso di norme create dai più forti per dare ragione alle ragioni dei più forti. Se, come avvocato, quale non sono e fui, potessi fare qualcosa, riprenderei a esercitare la professione: è scandaloso il sopruso dei ricchi nei confronti dei disperati. Se i ricchi fossero davvero ricchi – ricchi nell’anima, intendo – la loro gratitudine li dovrebbe indurre a aiutare chi è meno fortunato, come i “barboni rampanti” abbarbicati sulla gru.
    Mi piacerebbe conoscere la tua opinione. Un abbraccio

  2. stellina ha detto:

    @giulio, mi scuso per l’intromissine …
    condivido pienamente il tuo post..ma credo che da molto tempo ormai i ricchi , ma poveri di anima,di spirito e di umanità, stiano prevalendo..sono a chiedermi però: perchè ciascuno di noi non fa qualcosa?..in fondo ci si potrebbe ribellare, in via pacifica ovviamente, ad un sistema che non funziona ,giunto ormai alla deriva ! La perseveranza ovvero la tenacia e l’ostinazione nelle proprie idee o ideali premia sempre..ne sono convinta:-)

  3. roberto ha detto:

    L’unico modo pacifico per ribellarsi a questo schifo qual’è: mandare tutti a casa non votandoli più.
    Amara considerazione a quanto pare a molti (la maggioranza degli italiani) piace questo stato di cose.
    Conseguenza logica li ritroveremo ancora a governare e a dare precisazioni sulle “puttanelle”

  4. Indira ha detto:

    LORO DI PUTTANELLE NON PARLANO, LE PRATICANO

  5. Roberto Onofri ha detto:

    Il tutto nasce da un articolo di un giornalista di Repubblica, che vedendo Tremonti e Casini che parlano, intercetta un “puttanelle”. E’ questa una notizia che necessita di pubblicazione? Purtroppo la serietà è spesso pretesa dagli altri….
    Mi permetto di far notare che quando si pretende il rispetto della legalità, tale rispetto è dovuto da tutti, italiani in primis certamente ma anche da chi è immigrato. In quanto ad accoglienza non credo che il nostro Paese sia poi così malvagio, altrimenti non si capirebbe il perchè di un afflusso così elevato di immigrati.
    Sarò tacciato probabilmente di qualunquismo e poco mi importa. Con il buonismo e la poesia, purtroppo, non si arriva lontano.

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