La “parte giusta” esiste solo nella testa degli ingiusti

Laura Castelletti, 1 agosto 2011 » non mi piace, pensieri in libertà

due settimane fa  una ragazzina dodicenne mi ha chiesto cosa fosse l’omofobia. se aspettava ancora qualche giorno avrei potuto citarle la frase del ministro bossi , dopo il voto alla camera, che ne è la sintesi perfetta:

“meno male, non è passata l’aggravante dell’omofobia. tutti sperano di avere figli che stanno dalla parte giusta, questo è un augurio che facciamo a tutti, non era giusto aumentare le pene per quelli che si sentono anche un po’ disturbati da certe manifestazioni, persone normali che a volte si lasciano scappare qualche parola in senso anche bonario”

e’  questa mentalità razzista e discriminante che bisogna sconfiggere, insieme e quella dei benpensanti che si sentono tanto alla moda quando possono dire “anch’io ho tanti amici gay, sono persone deliziose!” quasi fossero da esibire.

ho già la nausea pensando alle parole d’indignazione rituale e alle lacrime di coccodrillo (quelle solitamente a intermittenza oltre che a comando) che saremo obbligati a sorbirci, da chi oggi ha affossato il provvedimento in parlamento, al primo episodio di violenza verso qualche omosessuale.

la lotta alle discriminazioni e alla violenza deve essere fatta attraverso atti concreti, le chiacchiere restano tali e non prevengono sofferenza e dolore.

brescia per passione il 19 luglio era in piazza loggia al presidio organizzato da arcigay orlando per testimoniare la nostra piena adesione alla battaglia contro l’omofobia. continueremo a schierarci, come abbiamo sempre fatto, in prima fila.

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7 Responses to “La “parte giusta” esiste solo nella testa degli ingiusti”

  1. Giandomenico ha detto:

    La scelta sessuale è una prerogativa personale, anche per chi può non condividere. L’unica cosa deve rimanere sempre è il rispetto assoluto della persona e della sua libertà.

  2. Indira ha detto:

    Penso che anche la mamma di Bossi abbia sperato in un figlio capace di sentimenti positivi, invece ha avuto un figlio rancoroso ed incazzoso , nato con la carognita incorporata e che vive e fa politica come uno che mangia tutte le mattine brioches ripiene di letame .

  3. Stefi ha detto:

    Questione di civiltá https://www.peticiongay.com/

  4. Simone ha detto:

    Se Bossi non fosse un Ministro (benchè questo sembri assurdo) potremmo annoverare la frase come quella di un vecchietto bavoso un po’ rincoglionito e fermarci lì. Invece, per il ruolo che copre, la frase è di una gravità assoluta, e dimostra quanto ancora c’è da fare nella cultura italiana (oltre al fatto che sarebbero necessarie le sue dimissioni, ma sappiamo che quando arriva alla poltrona, la lega non perdona).
    Sarà forse necessario che l’Europa sanzioni l’Italia per la non applicazione del trattato contro la discriminazione sessuale e l’omofobia approvato dall’Unione nel 2006 (cinque anni fa)?

    Giusto per dare un’idea del livello “mentale” dei legaioli:
    Francesco Speroni –

  5. Simone ha detto:

    mi s’è cancellato quel che diceva il signor Speroni:
    Signor Presidente … in Europa i “culattoni”, o quanto meno coloro che li sostengono, hanno la maggioranza.
    … Il Parlamento europeo non accetta gli xenofobi, non accetta gli omofobi: il cittadino, allora, cosa deve essere?

  6. Benzo ha detto:

    Se avessi un figlio sarei contento nel vederlo felice, indipendentemente da con chi farà sesso nel suo letto! Avrei solo la speranza non fosse ignorante come il figlio di colui da cui proviene la citazione ma d’altronde, tale padre tale figlio!

  7. Laura Venturi ha detto:

    Ho letto recentememte una pagina delle “Lettere luterane” di Pasolini che mi ha molto colpito. “La tollerenza, sappilo, é solo e sempre puramente nominale” scrive in uno dei paragrafi dedicati all’educazione di Gennariello. “Non conosco un solo esempio o caso di tolleranza reale. E questo perché una “tolleranza reale” sarebbe una contraddizione in termini. Il fatto che si “tolleri” qualcuno é lo stesso che lo si “condanni”. La tolleranza é anzi una forma di condanna più raffinata”.
    Sono passati 36 anni da quando Pasolini scriveva queste parole e la strada nella lotta alle discriminazioni é ancora tutta da costruire. Hai ragione Laura,é una battaglia che bisogna continuare a combattere, insieme.

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