La mia prima volta

Laura Castelletti, 26 agosto 2011 » Arte e Spettacolo, mi piace

mercoledì sera si è trattato della mia prima volta alla festa di radio onda d’urto. in verità ci sono andata più per curiosità che per daniele silvestri (ne valeva comunque la pena, bel concerto) e se ci sarà altra bella musica da andare ad ascoltare ritornerò.

e’ stata vivi, la mia vicina di lago, a farmi la proposta indecente: “sono anni che dici che vuoi venire alla festa per capire se è davvero come la raccontano… cogli l’attimo, prendiamo lo scooter e partiamo”. l’ho seguita, mi ha fatto da guida nel viaggio d’istruzione, nel percorso antropologico.

 

appena arrivata ho pensato che forse tubino nero e sandali infradito non erano adatti, poi ho capito che potevo anche avere un abito lungo con strascico e strass che non gliene sarebbe fregato niente a nessuno. questo per dire che nessuno guarda la forma, anche se il “conformismo” da maglietta che vuole lanciare messaggi  salta all’occhio. anche lo stile volutamente trasandato porta con se una bella dose di conformismo. infradito di plastica un must, quasi come le ginniche che paiono calzate da tom hanks nella sua disperata corsa in forrest gump… più son distrutte, più hanno valore. il posto però è di tutti, compresi quelli con le polo con il simbolo “polo” sul petto a grandezza naturale.

i vigili e la digos all’ingresso mi hanno “beccata” subito, l’ho visto dallo sguardo “ma lei che ci fa qui?”.

il gruppetto dei ragazzi di frisco è una tribù a se, facile da riconoscere sia per il look, ma ancor più, ovviamente, perchè si aggirano tra le bancarelle con skateboard addosso.

per arrivare all’area festa si deve attraversare uno spazio che costeggia il deposito/partenza della metropolitana; impossibile non notare il contrasto tra la tecnologia d’avanguardia della metropolitana e l’essenzialità quasi primordiale della festa. macchine e persone. un giorno le persone saliranno sui vagoni per andare alla festa, la festa sarà vissuta dalle persone che arriveranno con i vagoni.

dentro il perimetro della festa, sorvegliata con garbo da un imponente servizio d’ordine fatto di bresciani e muscolosi ragazzi “neretti” come dice sempre mia figlia  in maglietta rossa, è tutto un colore, musica, gente felice di ritrovarsi e chiacchierare. ragazzi, adulti, anche tanti “maturi”, famiglie.  ci trovo il mio capo scout, il barista di via cattaneo  che la mattina quando passo in bici mi saluta con un “buongiorno” che mi fa sorridere la giornata (lo adoro), dipendenti comunali che la sera prestano volontariamente il loro tempo alla festa, un amico con fidanzata che sfoggia un elegantissimo cappello bianco molto bb a saint tropez, l’uomo che il sabato alle 12 ti serve bertagnì e vino all’osteria al bianchi, creativi che conosco,  il bel presidente di circoscrizione, vicini di casa, persone che mai mi sarei aspettata di vedere in quel contesto…mancano i fighetti, il resto c’è tutto.

qualche striscione con slogan vintage riporta al passato.

con noi anche 2 amiche. una ha uno splendido pancione per il terzo figlio in arrivo, l’altra ha lasciato il marito talebano a casa con la figlia di 5 mesi (forse così talebano non è se si è dato disponibile per il turno di papà). ci sono anche amici, ma in questo contesto mi lascio affascinare da queste giovani donne piene di energia che ballano alla musica di daniele silvestri (bravo e generosissimo nel continuare a suonare fino al coprifuoco imposto).

e’ una piacevole confusione.

c’è tanto di quel fumo passivo (non parlo di sigarette) che quando esco spero non mi facciano l’esame del capello. probabilmente non più fumo di quanto se ne trovi ai concerti allo stadio di s.siro o sulle panchine dietro al monumento di tartaglia (via trieste) il venerdì o sabato sera. certamente non c’è la coca che i ragazzi raccontano giri in piazzale arnaldo o in tante discoteche. non apro qua l’argomento droghe, ci vorrebbe un post intero.

finita la musica vaghiamo ancora un po’, saluto altri amici. cerco alberto alla tenda blu, ma non lo trovo. lui lì è l’anima, sarà impegnato nella regia perfetta dell’evento.

ripartiamo in moto verso l’1.00. la strada è deserta. e’ stata una piacevole serata. ho vissuto la festa, visto di persona che non è un girone dantesco come tante volte vogliono far credere. lo considero uno spazio necessario, ricco di persone e volontari  che, prevalentemente non è che simpatizzino particolarmente per la radio, ma vogliono occupare uno spazio che nessun altro gli offre. i promotori dell’iniziativa questo l’hanno capito e lo alimentano.

L’unica, ma non marginale, contrarietà (alla quale forse aggiungerei anche l’eccesso di aglio delle bruschette) è avvenuta al cancello d’ingresso. Diligentemente in coda (e che coda), quando è arrivato il mio turno ho pagato i 12 euro per entrare e assistere al concerto. I soldi dalle mani dei volontari finivano nella cassetta comune… andando a rafforzare le mie convinzioni e quanto già in passato ho dichiarato e che mi hanno messo in contrasto pubblicamente con gli organizzatori:  i volontari che danno i biglietti all’ingresso sono troppo distratti, dimenticano!!!! Dimenticano di darti il biglietto. Non non uno straccio di biglietto d’ingresso, uno straccio di ricevuta. Non solo a me, ma a tutti quelli che mi avevano preceduto e quelli che venivano dopo.

Le regole ci sono, devono valere per tutti. Diversamente si compie un’ingiustizia nei confronti dei cittadini che rispettosamente le regole le seguono.

 

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11 Responses to “La mia prima volta”

  1. Fabrizio Martire ha detto:

    bel post Laura, quasi romantico. Conosco bene la festa, nel post hai sicuramente notato le cose più positive rispetto alle altre. In cuor mio credo che la festa sia prima di tutto la sagra delle incongruenze, senza velo di critica, lo dico proprio come dato di fatto! 🙂

    ne riparleremo ..

    p.s. vedo che il tuo blog è tornato dalle vacanze, olè!

  2. Natalia ha detto:

    Non ti ho incrociato, ero tra quelle che ballavano! La festa è molto migliorata rispetto agli anni scorsi, ora è veramente un posto per tutti. Peraltro fanno davvero bella musica e io ci vado da sempre solo ed esclusivamente per quello oltre che per mangiare salamine e patatine e sbirciare le bancarelle. Credo che ostacolarla sia un mastodontico errore. E mi pare che ormai l’abbiano capito tutti. PS I miei Birkenstock come li vedi? Io mi sentivo abbastanza a mio agio.

  3. Giovanni Armanini ha detto:

    la castelletti alla festa della radio, io al meeting di CL. a quando rolfi sulla gru?

  4. cristian ha detto:

    ciao,
    per farla breve
    l’ingresso alla festa nelle due(c.ca) ore precedenti l’inizio di alcune esibizioni sul palco principale è “purtroppo” regolata dai diritti SIAE.
    Dopo circa mezz’ora dall’inizio dei concerti a pagamento (dopo le 23 c.ca), l’ingresso è gratuito per tutti!
    La tassa SIAE è anticipata dall’organizzazione della Radio ed il pagamento permette di ospitare artisti del calibro di Caparezza o Silvestri, che altrimenti non potrebbero esibirsi al di fuori di circuiti prestabiliti dai contratti discografici e contratto Siae.
    Iinsomma la Siae in queste occasioni, è una “bustarella” per ingrassare l’industria discografica e purtroppo ancora così forte da riuscire ad imporre a molti cantanti/attori dove esibirsi, o cosa suonare…
    E’ quindi inevitabile l’aumento dei prezzi all’ingresso, che non è mai paragonabile a quanti € si potrebbero sborsare per vedere lo stesso artista esibirsi altrove.
    Solo per farvi capire quanto può incidere una tassa artistica sul biglietto, pensate che Vasco Brondi (alias “le luci della centrale elettrica” che tra l’altro si autoproduce) si è esibito con un ingresso di 2€ alla Festa, ma suonerà con prezzi da 17€ a 28€ senza prevendita il 3/9 all’Arena di Verona…fatevi due conti da soli!

    Non esiste nessuna ricevuta che possa essere rilasciata dall’organizzazione, in quanto un evento per “AUTOFINANZIAMENTO” non prevede nessun obbligo fiscale, come succede anche per un circolo ARCI. Alle feste del PDL, PD, Lega, ecc.. i partiti utilizzano ancora finanziamenti pubblici per sostenere l’evento, ma i prezzi per una birra e ed un piatto di formaggio sono sempre esagerati!

    A manifestazione conclusa il bilancio completo della Festa sarà pubblico e visibile a tutti, come ogni anno, attraverso il sito di Radio Onda d’Urto.
    Per l’aglio sulle bruschette non ci posso fare nulla,
    alla prossima!

  5. ivan ha detto:

    E’ stata anche per me un esperienza farcita di contraddizioni (caparezza 20-08).Non voglio spingermi a giudicare un mondo che conosco poco, ma ho visto da un lato la voglia – legittima e sotto certi aspetti condivisibile – di contestare e rinnovare. Dall’altro però la formula è sempre la stessa, forse un po vecchia, con simboli altrettanto anacronistici, tra i quali l’abuso di “fumo”. Lungi comunque da me l’idea di fare il sociologo.. Una cosa che ho apprezzato ma non ho capito è come mai, in un ambiente dove si respira un aria da “cittadini del mondo”, venga ospitato uno stand solidale all’indipendenza dei Paesi Baschi. Intrigante: stasera finisce, ma l’anno prossimo investo nell’abbonamento, c’è ancora molto da esplorare.

  6. Stefano ha detto:

    alla festa ci vado sempre con piacere, buona birra e buona musica non mancano mai! le amicizie si portano, si ritrovano e nascono tra le “tende” e le bancarelle 🙂

    a sentimento mio troppi cartelli con scritto “no tav” quest’anno..

    ma per il resto la festa è sempre la festa, unico evento che riesce ad alietare le serate di molti bresciani (e non solo) che d’agosto non vanno in vacanza.

    io ci sono andato nel “dopolavoro” quindi ci siamo mancati per poco cara laura! 🙂

    ps. grazie Cristian per la precisazione.

    Ste

  7. Benzo ha detto:

    farò meno il fighetto e prometto che l’anno prossimo verrò anche io!!!

  8. erika ha detto:

    I fighetti ci sono e ci sono pure persone di destra, persone che votano politici che questa festa non la vorrebbero. Questa è una delle contraddizioni più interessanti.
    La festa della radio è bellissima e fondamentale.

  9. umberto gobbi ha detto:

    Mi e’ stato segnalato il racconto della “prima volta” di Laura Castelletti alla festa di Radio onda d’urto. L’ho letto con piacere ed ho apprezzato l’approccio con cui si è avvicinata alla festa: curiosità, volontà di vedere con i propri occhi e di capire. Scrivo, senza alcun intento polemico, solo per spiegare perchè non le è stato consegnato un biglietto o una ricevuta all’ingresso: ogni anno facciamo un accordo con la SIAE basato sul livello della programmazione dei concerti di quella specifica edizione e paghiamo una somma forfettaria di diverse migliaia di euro; quest’anno inoltre la SIAE ha richiesto per il concerto dei Subsonica il proprio biglietto ufficiale. La nostra modalità di far pagare i concerti e’ particolare: non solo nel senso che i prezzi della festa sono nettamente inferiori a quelli del mercato degli spettacoli ma anche perchè noi prevediamo una tessera sottoscrizione alla radio che permette il libero ingresso ai concerti; questa formula non e’ contemplata dal regolamento SIAE ed e’ per questo motivo che definiamo accordi specifici anno per anno e che non abbiamo il biglietto ufficiale pur pagando le tasse ed essendo pienamente in regola; per fare un esempio, la serata del concerto di Daniele Silvestri oltre un terzo dei partecipanti non ha pagato 12 euro perchè in possesso della tessera. Detto questo, ricordo anche che la festa di autofinanziamento permette a radio onda d’urto, che e’ gestita da un’associazione culturale senza fini di lucro, di trasmettere per un altro anno in piena autonomia senza spot pubblicitari ne’ sovvenzioni. Sperando di rivederla alla festa l’anno prossimo, la saluto cordialmente.

  10. Laura Castelletti ha detto:

    Grazie per aver voluto chiarire ulteriormente, dopo l’intervento puntuale di Cristian, le mie perplessità.
    E’ proprio l’idea di “accordi privati” che lei chiama “accordi specifici che definiamo anno per anno” che non mi piace affatto, lasciano sempre una spiacevole sensazione. Che accordi? Quali accordi? Che trattamento? Su che base? Perchè voi si e altri no? Le domande andrebbero rivolte alla SIAE e non a voi che cercate di portare a casa il risultato più conveniente.
    Alla festa tornerò sicuramente se continuerete a proporre buona musica, come da vostra tradizione. Non fatico a immaginare che sarà così.

  11. rudi ha detto:

    ciao Laura, non conosco la questione specifica della Festa, ma essendo editore associato alla Siae, ti posso dire che la Siae è un ente di diritto privato e quindi può fare liberamente tali accordi con altri soggetti privati senza doverne rendere conto a nessuno se non, al limite, agli associati. e’ evidente che per un evento del genere, che si ripete da 20 anni, gestito sempre dalle stesse persone, è + comodo e conveniente stabilire un forfait +ttosto che mandare ogni sera uno o + incaricati a controllare tre o quattro palchi e altrettanti borderò…

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