La marcia della Pace ha fatto tappa sotto la Loggia

Laura Castelletti, 17 gennaio 2010 » Loggia, mi piace

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Alle 12.00 ero in Loggia ad attendere il corteo della Marcia della Pace. Sotto il portico, con me, il Sindaco e quattro consiglieri comunali del Pd. L’assenza della Presidente del Consiglio Comunale e di almeno un rappresentante della maggioranza di centro-destra è stata notata. In piazza tanti ragazzi giovani, belli e colorati nelle loro sciarpe arcobaleno. Numerosi gli scout. Promotori dell’iniziativa sono state molte  Parrocchie della città, le commissioni diocesane, l’AGESCI, le ACLI, la Banca Etica, alcune associazioni (Bimbo chiama Bimbo, Pace Work, coop il Calabrone), i Comboniani, la Consulta per la Pace…

L’incontro ha coinciso con la consegna al Sindaco e al Consiglio Comunale di Brescia, da parte dei promotori dell’iniziativa, di una lettera espressione di alcune loro grandi preoccupazioni (la scomparsa dell’idea dell’acqua come bene comune, la scelta di A2A verso il nucleare, un PGT orientato verso la cementificazione, un centro storico sempre più commerciale e sempre meno aggregativo, il rischi che l’area exPolveriera a Mompiano perda la sua vocazione di parco…) e del desiderio che vengano fatte proprie dall’amministrazione.

Ho trovato  il documento, che vi posto di seguito dopo il video,  forse troppo ricco di NO e poco propositivo se non nella volontà, espressa in modo chiaro, di voler dialogare e collaborare con l’amministrazione. Ciò non toglie che induca a riflettere e soprattutto ci ricordi che una coscienza attenta ai temi ambientali è oggi più che mai necessaria. Personalmente metterei meno “carne al fuoco” e sceglierei di concentrarmi (è evidentemente un parere del tutto personale) su obiettivi rispetto ai quale vi sia la possibilità di incidere da subito in modo significativo. Penso al tema dell’acqua. Navigando in internet non si fatica a cogliere una diffusa sensibilità sul tema e la voglia di “schierarsi”.  In poco tempo e in modo pressochè spontaneo sono sorti gruppi numerosissimi che si battono perchè questo elemento continui a essere considerato patrimonio della collettività. E’ una buona battaglia che in molti seguirebbero con convinzione.

Terminata la cerimonia di consegna della lettera non ho potuto non farmi coinvolgere, seguendo le chitarre, da un “Generale” intonato da un gruppo di ragazzi (De Gregori è il mio preferito!). Li avrei seguiti volentieri per le vie della città, non solo per i canti, ma per la gioiosa serenità dei loro volti.

Ecco il testo della lettera che ci hanno consegnato:

Gent.mo on. Adriano Paroli
sindaco di Brescia
Spett.li componenti
il Consiglio Comunale di Brescia
Oggi siamo in cammino attraversando la nostra città. Promossa da parrocchie, associazioni e realtà non solo cattoliche, la marcia per la pace che oggi ci vede partecipi prende il via dalla proposta che Benedetto XVI ha fatto nella giornata di preghiera per la pace del 1 gennaio 2010. Il tema che ci guida è “se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato“. Come suggerisce il papa “appare sempre più chiaramente che il tema del degrado ambientale chiama in causa i comportamenti di ognuno di noi, gli stili di vita e i modelli di consumo e di produzione attualmente dominanti, spesso insostenibili dal punto di vista sociale, ambientale e finanche economico“.  Mons Luciano Monari, nostro vescovo, il 1 gennaio durante l´omelia ricordava che “siamo sulla stessa barca ed è quindi interesse di tutti imparare a governarla bene. Dovesse la barca fare acqua o addirittura affondare, ci rimetteremmo tutti”.
Come cristiani ci sentiamo interpellati e in prima fila affinché sia custodita questa porzione di creato che ci è consegnata, la nostra città.
Abbiamo alcune preoccupazioni, ma non manchiamo certo di proposte.
Chiediamo che il Consiglio Comunale di Brescia si impegni a riconoscere il Diritto umano all´acqua, ossia l´accesso all´acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile, lo status dell´acqua come bene comune pubblico e il servizio idrico integrato come servizio pubblico locale affrancato da speculazioni economiche.
Leggiamo che A2A è coinvolta nella corsa al nucleare civile, offrendo la propria disponibilità a sviluppare competenze e tecnologie appropriate, chiediamo che il comune di Brescia intervenga ed esprima contrarietà a questa scelta e a quelle che prevedono l´avvio di una nuova centrale turbogas a Brescia, in questo momento non indispensabile, vista l´autonomia energetica della regione Lombardia. Promuova tecnologie e competenze capaci di far risparmiare energia e materie prime, oltre che avviare percorsi formativi che aiutino i cittadini a capire quanto si possa risparmiare in ogni casa e in ogni famiglia e quanto sia opportuno puntare sulle energie rinnovabili. Se il vertice di Copenaghen ha fallito miseramente noi possiamo fare la nostra parte ugualmente.
La città, e non è difficile provarlo ogni giorno, è sempre più congestionata dal traffico automobilistico, i bresciani disertano di fatto i mezzi pubblici. Temiamo che la costosa metropolitana in via di completamento non sia sufficiente a cambiare i comportamenti dei cittadini. La nostra città è piccola, chiediamo che sia chiuso/limitato ulteriormente il centro, al traffico automobilistico privato, che sia fatta la scelta di potenziare il trasporto pubblico e sia maggiormente incentivato l´uso della bicicletta come mezzo per spostarsi, che si sostengano percorsi culturali e aggregativi che ci aiutino ad abitare intelligentemente la città e non solo a temerla e percorrerla di corsa o per lo shopping.
Il tasso di inquinamento di Brescia è altissimo, l´incidenza sulla salute è a dir poco tragica. Chiusi fra tangenziali, autostrade, inceneritori, centrali elettriche, industrie siderurgiche in mezzo alle case, stiamo correndo il rischio di consumare il poco territorio verde rimasto e di devastare la qualità della vita quotidiana. Chiediamo che il nuovo PGT impedisca inutili e ulteriori speculazioni edilizie e cementificazioni, riqualifichi il già esistente, dia spazio alle giovani famiglie e a politiche culturali e di integrazione rivolte alle stesse, per superare le paure e dare risposta al bisogno di sicurezza. Creare nuovi insediamenti quasi completamente terziarizzati e quindi di fatto disabitati nelle ore notturne, non migliorerà le condizioni di vita.
Come cittadini proponiamo come esempi virtuosi che venga regolamentato al più presto il parco cave di Brescia est,  senza pericolose discariche e senza la ventilata costruzione del nuovo stadio, che l´ex polveriera di Mompiano sia resa completamente disponibile alla cittadinanza coinvolgendola direttamente nella gestione e tutela, che il parco delle colline sia ampliato e valorizzato con iniziative adeguate. Che infine non si concedano più licenze per nuovi grandi centri commerciali.
Vi ringraziamo per l´attenzione. Ci proponiamo come partner fattivi di quello che abbiamo chiesto e speriamo di poter continuare un dialogo costruttivo e concreto.
PARROCCHIE di S Gaudenzio, Stocchetta, Casazza, Cristo Re, S. Anna, S. Antonio, Fiumicello, S. Bartolomeo, S. Faustino, S. Giacomo, S. Giulia, S. Maria Crocifissa, S. Nazaro e Celso, S. Angela Merici, S .Maria in Silva, S. Benedetto, Vill. Sereno, Fornaci, COMMISSIONI DIOCESANE Giustizia e Pace, Pastorale del Creato e Pastorale dei Migranti, Centro Missionario Diocesano, Centro Giovanile della Volta, Mondo senza guerre, Pace Work, Opal, Comboniani, Apasci, Consulta per la pace, Bimbo chiama bimbo, coop il Calabrone, Gnari de Mompià, Pax Christi, Scout AGESCI Zona BRESCIA e Zona SEBINIO, Zona ACLI città, BANCA ETICA.
Brescia 17 gennaio 2010
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