Italia a pezzi (di Stefania Itolli)

Laura Castelletti, 7 settembre 2010 » inviati speciali, mi piace, Senza categoria, Territorio e Natura

stefania itolli, la nostra inviata speciale del fronte ambientale, ha posto per noi alcune domande al sen. roberto della seta capogruppo pd in commissione ambiente e per molti anni presidente di legambiente.

ci sono notizie che molti di noi ignorano, altre di cui si legge distrattamente qualche articolo per poi perderne una qualsiasi traccia o dimenticarsene. con il risultato che per un cittadino è difficile rimanere informato e formulare un giudizio critico. nei mesi scorsi si è scritto molto sulla manovra economica, del maxiemendamento e di tutti gli emendamenti correttivi concordati dalla maggioranza. su alcuni di questi, che gravano sul patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale del nostro paese, l’attenzione è stata frammentaria anche se, a detta di molti, questi rappresentano un “capovolgimento dei valori” rispetto alla costituzione (art. 9 ) e una “devastazione della cultura pubblica”. per far chiarezza sulle scelte di governo rispetto a temi così decisivi per il futuro del nostro paese abbiamo intervistato roberto della seta, senatore del pd e capogruppo in commissione ambiente.

recentemente il presidente del consiglio ha giudicato antiquata la costituzione, troppo schiacciata sulla responsabilità sociale, mettendo in discussione l’articolo 41 . esso rappresenta, per il governo, un impedimento alla libertà d’impresa, oggi fortemente richiamata per uscire dalla crisi e rilanciare l’economia. in realtà l’iniziativa economica privata non è mai stata in discussione anche se deve essere “indirizzata e coordinata”, cioè devono essere posti dei vincoli affinché l’iniziativa egoistica di uno o di pochi, che perseguono interessi particolari, non diventi lesiva dei diritti di tutti. la riforma dell’art 41 introduce una visione nuova, una “rivoluzione liberale che renda possibile tutto ciò che non è proibito”, come dichiarato dal ministro tremonti, o scardina qualsiasi forma di corretta gestione del territorio? per il senatore della seta questa “maggioranza guarda all’ambiente, come ad un vincolo e un peso più che ad un’opportunità. questa manovra tradisce una visone vecchia. in tutta europa si afferma l’idea che la qualità dell’ambiente è motore di crescita, averne cura e preservarlo evitando trasformazioni squilibrate consente uno sviluppo più duraturo. senza contare i pesanti costi economici che ciascuno di noi, ogni cittadino contribuente paga a causa di questa incuria”.

d. cardine della manovra è l’articolo 49 che semplifica la burocrazia per l’avvio delle attività di impresa. costruire un’impresa o un centro commerciale sarà più facile? cosa accadrà in termini di sicurezza per il territorio?

r. questo emendamento sostituisce la dia, dichiarazione di inizio attività, con la scia, segnalazione certificata di inizio attività, una procedura semplificata di autocertificazione di avvio lavori per un qualsiasi tipo di intervento. grazie alla rivolta di associazioni e dell’opposizione dovrebbe escludere gli aspetti legati all’ambiente e al paesaggio. rappresenta una scelta negativa e pesante, in un paese come l’italia con molte zone a rischio idrogeologico, abusivismo edilizio. la possibilità che si possa intervenire in modo autocertificato rischia si aprire una stagione di nuova illegalità soprattutto nel mezzogiorno. zone d’italia in cui l’abusivismo non si è mai fermato e continua a creare gravi danni all’ambiente anche in termini di sicurezza abitativa. sono infatti case non in regola con le norme edilizie che per effetto di inondazioni, frane o terremoti crollano causando spesso vittime.

d. questo significa che con un colpo di spugna si cancellano autorizzazioni e controlli preventivi da parte di degli enti competenti?

r. con l’art 49 in presenza di interventi sul territorio (infrastrutturali, attività edilizie) i controlli di compatibilità ambientale e paesaggistica, culturale vengono alleggeriti e semplificati. questo significa che quando un progetto è in conferenza di servizi e non riceve entro 60 giorni l’autorizzazione paesaggistica dalle autorità competenti (soprintendenza, comune o regione) vale il silenzio assenso e pertanto si intende accordata. conoscendo i problemi organizzativi e di sottodimensionamento di personale di  molti uffici questo può significare che il silenzio assenso potrebbe divenire un meccanismo per il quale molti progetti si intenderanno autorizzati anche se di fatto non saranno stati verificati.

d. un altro provvedimento sembra andare nella stessa direzione: l’approvazione del federalismo demaniale. un patrimonio immobiliare pubblico di 12.000 luoghi trasferito a comuni, province e regioni che potranno decidere di valorizzare o vendere per migliorare i loro bilanci. sono chiese e monasteri (a treviso la chiesa di san teonisto sec. xiv), palazzi (a salerno palazzo d’avossa del 600-700, a verona palazzo forti), caserme in città (come la achille papa di via franchi a brescia) ma anche edifici di poco pregio. l’elenco dei beni “dismessi” appena pubblicato sul sito dall’agenzia del demanio (http://benidellostato.agenziademanio.it/vetrinaimmobiliare/) è provvisorio e comprende anche beni comuni di uso collettivo (spiagge, fiumi, laghi, ecc.). quali sono i rischi, quali i vantaggi?

r. l’opportunità è di fare cassa con la valorizzazione dei beni trasferiti. ma il rischio che questa situazione produca effetti negativi è evidente. di fatto le norme sul federalismo demaniale fanno venire meno qualsiasi controllo omogeneo sul patrimonio penalizzandone il valore stesso. inoltre la costituzione prevede che la tutela del paesaggio sia una competenza dello stato, quindi non può essere delegato ad altri. in questo modo la titolarità si trasferisce agli altri enti (comuni, province e regioni) ma non è chiaro come lo stato possa far valere il proprio principio di controllo sulla tutela e la conservazione del patrimonio. un patrimonio immenso che negli ultimi anni ha subito molti attacchi e questa mossa tradisce l’idea che i beni comuni, come quelli del demanio forestale, idrico e marittimo oltre che culturale, siano inutili per il futuro e quindi possano essere trasformati in merce o più o meno privatizzati.

d. si legge di un condono edilizio allo scopo di risanare i conti pubblici (stimato un gettito di 6 miliardi di euro) quali sono le caratteristiche di questo condono?

r. per il momento non c’è un condono edilizio, ma una buona premessa. l’attuale norma prevede la messa in regola di tutti gli edifici che non risultano in regola con il catasto, previa il pagamento di una somma forfettaria. si tratta di 2 milioni di immobili non in regola, sconosciuti al catasto, metà dei quali abusivi. non sana gli abusi edilizi e non incide sulla compatibilità edilizia-urbanistica delle case-fantasma.

d. spunta invece un condono sui beni archeologici. un regalo a tombaroli, trafficanti di antichità e finti collezionisti che con questo provvedimento potranno ottenere una “concessione in deposito” di trent’anni  in cambio di una modesta sanzione?

r. sì, una norma che consente di sanare il possesso di illeciti di un bene archeologico anche di provenienza illecita. beni che diventano commerciabili e che acquistano un valore di mercato. e’ un segnale di scarsa attenzione alla legalità in cui il rispetto della legge è un optional. un messaggio negativo, una presa in giro per chi invece le regola le rispetta.

d. la manovra penalizza duramente anche le aree protette nazionali a causa del dimezzamento dei finanziamenti. e’ un grave offesa alla natura e al turismo che diversamente dovrebbero avere un ruolo strategico per lo sviluppo economico del nostro paese?

r. una norma inaccettabile e incompatibile con la sopravvivenza dei parchi che li pone a rischio di chiusura. in pericolo 24 paradisi naturali e con loro alcuni dei tratti di maggiore pregio turistico e naturalistico d’italia. stiamo parlando di 24 parchi come quelli delle 5 terre, del gargano, dell’abruzzo, dell’arcipelago toscano, del gran paradiso, dello stelvio, delle dolomiti bellunesi, dei monti sibillini, del gran sasso, del circeo, del cilento e di molti altri. già oggi essi possono contare di pochi finanziamenti che per superficie protetta sono la metà della media europea. dall’anno prossimo queste risorse saranno ulteriormente ridotte. questo significa che molti parchi non potranno pagare stipendi, bollette e spese fisse. e’ necessario tenere alta l’attenzione e spingere il governo a cancellare questa norma entro la fine di quest’anno – il dimezzamento entra in vigore entro il 2011 – trovando il modo di ripristinare i fondi”.

federparchi riunisce tutte le aeree protette italiane i cittadini che volessero segnalare il loro sostegno possono inviare un messaggio in appoggio a questa battaglia (http://www.parks.it/federparchi/).

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One Response to “Italia a pezzi (di Stefania Itolli)”

  1. claudio buizza ha detto:

    Domande intelligenti e risposte all’altezza. Quadro che emerge desolante. Belle immagini!

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