Incomunicabilità estiva nella Giunta (comunicato stampa)

Laura Castelletti, 10 agosto 2009 » Loggia, non mi piace, rassegna stampa Laura

incomunicabilita

Noto una certa incomunicabilità estiva (oppure una mancanza condivisione delle scelte) nella Giunta comunale. Il Sindaco alcuni giorni fa, nell’intervista al Giornale di Brescia, ha affermato che, nonostante lo spostamento del carcere cittadino sia scritto nel programma elettorale per il quale è stato votato, quasi sicuramente ciò non potrà avvenire. Non spiega il motivo, ma  non è difficile immaginare che ciò dipenda dalle disposizioni del “Piano Straordinario per le carceri” redatto dal Dipartimento dell’amministrazione delle carceri del Ministero della Giustizia (del 27 aprile 2009). Il documento identifica tra le priorità della Lombardia sulle quali intervenire le carceri di Pavia, Voghera, Cremona, Bollate, Opera, Bergamo, Busto Arsizio e Monza. Alla realtà Bresciana non viene dedicata neppure una riga. In particolare il testo afferma che per le prime quattro sono già stati individuati i finanziamenti.
Oggi, sempre in un’intervista al Giornale di Brescia, l’assessore Labolani ipotizza invece l’ampliamento di Verziano (riprendendo la pregevole bozza di PGT dell’assessore Venturini, relativa al PRG della precedente amministrazione-Giunta Cosini, tuttora vigente), il conseguente trasferimento dei detenuti di Canton Mombello e la nuova destinazione d’uso dell’area lasciata così libera (alloggi universitari? Albergo?). La discrepanza tra le dichiarazioni del sindaco e quelle dell’assessore impongo naturalmente alcune domande:
-l’Amministrazione Comunale dove pensa di reperire le risorse per una operazione così importante (aggiungo necessaria) e costosa?
Come intende procedere se il Ministero della Giustizia non l’ha inserita nelle priorità?
Chi decide le destinazioni d’uso d’immobili e aree sul territorio cittadino?
Lo chiedo perché ogni giorno troviamo sui quotidiani locali affermazioni disparate (a mio avviso poco assennate) di assessori spesso in contraddizione tra loro sull’utilizzo di spazi e di porzioni di territorio.
L’improvvisazione sembra abbia preso il posto della pianificazione: pare che le scelte riguardanti lo sviluppo della la città non solo si facciano fuori dal Piano del Governo del Territorio (perché l’assessore Vilardi è ugualmente costretta a dedicarci tanto tempo e lavoro?), non solo fuori dalla Giunta, ma addirittura da ogni singolo assessore.
Il disegno complessivo della città rischia in questo modo di essere compromesso dalle individualità.

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