Asilo Sorelli: il Sindaco cosa aspetta a sanare la ferita?

Laura Castelletti, 18 giugno 2010 » Loggia, non mi piace

Di fronte alla condanna di uno dei suoi preti  per abusi sessuali su minore il Vescovo Monari, persona che stimo e apprezzo molto, ha avuto il coraggio di esprimere pubblicamente lo stato d’animo suo e della sua Chiesa. Non si è nascosto, non ha fatto “scivolar via” eventi e situazioni. Non ha aspettato che il tempo passasse. Ha raccontato dolore, incertezza, sofferenza e disagio. Non ha lasciato nel dubbio nessuno. Ha parlato a tutti noi bresciani: fedeli, non fedeli, uomini e donne della Chiesa. Avrei voluto (l’ho chiesto più e più volte personalmente e pubblicamente) che anche il nostro Sindaco, di fronte alla piena assoluzione di maestre e ausilari dell’asilo Sorelli, mostrasse la stessa voglia di fare chiarezza. Invece si aspetta che il tempo copra ogni evento passato. Lo giudico un modo sbagliato e inacettabile nei confronti di chi, innocente (lo dicono 3 gradi di giudizio), ha pagato. Qualcuno, su questa vicenda, ha detto “mettiamoci una pietra sopra che è meglio per tutti” io penso che sia la cosa più sbagliata che la nostra comunità possa fare. Serve chiarezza e coraggio di assumersi la responsabilità di chiudere questa storia rimuovendo, questo si, il macigno che pesa sulla vita di chi ha ingiustamente pagato.

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6 Responses to “Asilo Sorelli: il Sindaco cosa aspetta a sanare la ferita?”

  1. Corrado Corradini ha detto:

    E’ tutto molto triste, quello che sta succedendo nella chiesa e attorno ad essa è molto triste. Mi chiedo quali saranno le ripercussioni sull’immagine della maggioranze dei sacerdoti che in silenzio fanno della loro missione una vocazione d’amore verso il prossimo. Non esprimo giudizi, ci pensa già la magistratura e quella pletora di giustizialisti incagniti che vede il peccato anche quando non c’è. Sono molto triste per tutti quei bambini che sono stati toccati malamente da un messaggio “d’amore” deformato e perverso, l’istinto e di assecondare il giustizialismo, ma la mia morale mi porta alla compassione, quella dei Vangeli, quella che tace e si rialza. Mi viene in mente una scena di un film del Guareschi, dove don Camillo va trovare il figlio di Peppone in collegio. Don Camillo con quell’aria un poco scanzonata ma attenta, sempre pronto a aiutare chi ne ha di bisogno porta il bimbo a giocare in campagna e lo fa divertire e gli fa prendere “aria”, poi lentamente verso l’imbrunire lo riporta in collegio. Mi chiedo potrebbe essere possibile oggi? Se vedessimo un prete in campagna da solo con un bambino di dieci anni cosa penseremmo? Che tipo di immagine ci ritornerebbe in mente quella di don Camillo o qualcos’altro? Non so, ma preferirei pensare a don Camillo.

  2. Marco Toresini ha detto:

    Cara Laura,
    parole sante. Verrebbe da dire che l’autorevolezza e lo spessore delle persone si apprezza nei momenti difficili, nei quali mettersi in gioco, nei quali magari, come ha fatto il vescovo, provare vergogna per continuare ad andare avanti con un tributo alla trasparenza, alla chiarezza e all’onesta delle persone. Speriamo che qualcuno, sia pur tardivamente, finalmente si scuota dal torpore, ma mi sa che, ormai, siamo al sonno della ragione… Peccato: occasione persa.

  3. Laura Castelletti ha detto:

    riprendo 2 riflessioni dal link su Facebook

    Sara Cotti Cottini: Condivido pienamente: sono stati 7 i lunghissimi anni in cui queste persone hanno dovuto lottare e combattere per dimostrare la loro innocenza, marchiati da un’accusa pesantissima. Purtroppo la cicatrice resterà per sempre, ma la ferita deve essere rimarginata. E’ un dovere istituzionale che l’amministrazione ha, sia nei confronti dei cittadini innocenti accusati, sia nei confronti del resto della città che deve sapere.
    ·

    Nicolò Gatta: Cmq della vicenda (ieri) il Bresciaoggi offre la notizia in prima pagina, mentre il Giornale di Brescia solo pagina 12, optando per la notiziona “Il Presena mette la coperta”. Vabbè essere garantisti, ma credo che una condanna di secondo grado per abusi sessuali meritasse ben altro spazio sul principale quotidiano bresciano: ne faccio solo una questione di informazione, non mi piacciono le macellerie mediatiche.
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  4. Jebediah Wilson ha detto:

    Saro` breve e circonciso

    Il vescovo e` persona di indubbio spessore.
    (Qui lo dico e qui lo nego… piace pure a noi blasfemi).
    Toresini coglie come sempre il nocciuolo delle questioni.
    Il post di Laura e` molto bello e pone un problema non da poco.
    Verrebbe comunque da pensare che dal nulla e` lecito aspettarsi solo nulla.
    Torno nel mio antro.
    Cordiali saluti.

  5. dibo ha detto:

    Cara Laura…ormai la priorità sono solo notti bianche, rosa, azzurre….in attesa di una prossima notte verde…che, sono certo, non tarderà a vanire. Bastano due saltimbanchi e tre ballerini per fare contenti tutti…così è…se vi pare

  6. Simona Carbone ha detto:

    Credo si dovrebbero esigere prima di tutto le scuse della magistratura. L’ex procuratore Tarquini ha messo in galera due persone e con accanimento, nonostante la realtà lo avesse ripetutamente smentito, è andato avanti. Nessuna conseguenza e nessun provvedimento nei suoi confronti. Questo non è sonno della ragione? Certamente anche la politica ha cavalcato l’onda. Oggi del resto la lungimiranza è dote rara. Probabilmente se il centrosinistra fosse stato all’opposizione avrebbe fatto altrettanto. Gli esempi non mancano, e quindi bando all’ipocrisia. In ogni caso il sindaco farebbe bene a uscire dal silenzio.

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