Il PGT e la collezione dei NO

Laura Castelletti, 21 settembre 2011 » non mi piace, Territorio e Natura, urban center

Con quello della Soprintendenza la “collezione dei NO al Pgt” cresce ogni giorno.

I SI latitano, l’entusiasmo per il provvedimento  “non pervenuto”.

Venerdì alle 14.30 ultimo atto in commissione urbanistica.

Lunedi presentazione in Consiglio Comunale con gli interventi di Vilardi+Karrer+Ribolla, poi il dibattito.

Giovedì affronteremo invece la discussione degli emendamenti depositat e la votazione finale che corrisponde all’adozione del PGT.

Le due giornate (preventivate 10 ore per seduta!) le potete seguire in diretta televisiva su Teletutto. Io proverò a tenervi aggiornati su twitter durante la maratona (#consigliobs)

I tempi d’intervento sono contingentati per la diretta. Lunedì avrò a disposizione solo 10′ per spiegare le ragioni del mio voto al PGT. Sto facendo esercizio per sintetizzare in pochissimo tempo (qui serve qualcosa di più del dono della sintesi!) il mio giudizio sul provvedimento, un giudizio che ormai mi è chiaro e andrà ad arricchire le fila lunga dei NO.

Non sarà facile ma ci riuscirò !

Le riflessioni sacrificate ai tempi stretti del dibattito le troverete scritte qui.

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4 Responses to “Il PGT e la collezione dei NO”

  1. Qol Sakhal ha detto:

    Laura, non essere troppo cattiva con l’Assessore che non ha colpe: ha solo seguito pedissequamente le indicazioni dei proprietari delle aree industriali dismesse (e anche quelle dei proprietari di piccole aree residue).

  2. Sabrina ha detto:

    Concordo con te Laura. Un no per un piano che non ha alcuna idea di come sarà il futuro di questa città, che svuota il centro di attrattiva e abbonda di centri commerciali e edifici che nessuno andrà ad occupare. La domanda di residenza è ferma e ci si preoccupa di aumentare il numero dei residenti anzichè garantire una maggiore vivivilità, sia in termini ambientali, culturali che sociali, a chi già vi risiede. Ma che senso ha?

  3. Susan Storm Richards ha detto:

    io ed il mio gruppo di amici “super eroi” condividiamo in pieno le vostre osservazioni.
    ahimè l’urbanistica non è democratica, per definizione.

  4. Qol Sakhal ha detto:

    Susan, hai ragione: l’urbanistica non è democratica; lo è, lo deve essere, il modo in cui giunge a disegnare il futuro di una città. Perchè la città è di tutti.

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